farinata

Sciamadda

A Genova sciamadda sta per “fiammata”. Sovente ubicati nei carruggi, questi ristori caratterizzati dall’ampio bancone e dalle piastrelle chiare ai muri, sono piccoli – e odorosi – ambienti che prendono il nome dal forno dove brucia la legna, per cucinare anzitutto ampie teglie d’immancabile farinata (di ceci), ovvero l’antica scribilita, e panisse, fritti di pesce/acciughe, ...

Fainotto

Il fa(r)inotto era il “commestibili” che vendeva farine. Cosa diversa dal tortaio (ö tortâ, che preparava specialmente torte, e farinate) e dalle sciamadde (con la fiamma sempre accesa per preparare piatti vari a camalli ecc.). Erano i fumosi ristori, con le grandi teglie in rame stagnato e il forno a legna, tipici dei centri storici, ...

Assaggi di Medioevo a Genova

Assaggi di Medioevo a Genova
Genova “omaggia” con l’anno 2024 il Medioevo, programmando un calendario di iniziative e focus tutt’attorno ad una stagione storica che – troppo a lungo e iniquamente – fu tacciata di oscurantismo. In un millennio di grandi eventi (dal disfarsi dell’impero romano sotto i colpi dei “barbari” sino al 1492 della reconquista di Granada e di ...

Artrocea

Artrocea (altroclea, atrocea, ortocrea) significa torta, o farinata, anche focaccia imbottita, di carne o altro (il lemma potrebbe legarsi a stroscia?). Tuttavia il senso di questo vocabolo non è spiegato nello statuto di Badalucco, in cui si trova; ma è invece dichiarato in quello di Triora (pag. 50) in cui si legge: «artroceas sive ut ...

La teglia “pe’ a fainâ de çeixi”

La teglia
La farinata, “oro di Genova”, antica scribilita, è una specialità ligure molto popolare e semplice, vegana e in toto senza glutine, si prepara “diluendo” farina di ceci con abbondante acqua, salando e oliando il tutto (immediate le consonanze con la panissa). Questo composto fluido si versa in un’ampia teglia tonda, di rame stagnato, strumento fondamentale, ...

Una focaccia a Santa Margherita Ligure

Una focaccia a Santa Margherita Ligure
Quand’ero ragazzino, mio padre mi regalò (fors’anche incuriosito dal titolo) “L’orso sogna le pere”, che Mondadori pubblicò nei primi anni ’70 del secolo scorso. Fu così che conobbi il giornalista-scrittore sammargheritese Vittorio G. Rossi, che viaggiò – soprattutto per mare – il mondo intero, instancabilmente raccontandolo, ma al tempo stesso rimase uno dei più affettuosi ...