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		<title>Cogoleto e una giovinezza</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 10:30:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29772" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/6.jpg"><img class="size-medium wp-image-29772" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/6-300x169.jpg" alt="cogoleto" width="300" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">cogoleto</p></div>
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<p>Una vita fa, trascorsi molte estati a Cogoleto (che via via iniziammo a chiamare Cogobeach). Se ripenso a quel “mondo di ieri” pare trascorsa un’era geologica…</p>
<p>Di fatto, mi allieta che il borgo sia nato a nuove vite, passando dalla vocazione anzitutto industriale a quella turistico-balneare.</p>
<p>Inevitabilmente, però, un filo di saudade affettuosa mi costruisce qualche intenso “amarcord”, che oggi volentieri condivido in senso gastronomico coi Lettori di Ligucibario® (che da tanto non sono poi pochi). Beninteso, sarò come sempre arci-felice se vorrete integrare con spunti vostri il mio racconto.</p>
<p>Il carröggiö centrale (via Rati) era – ed è – il classico percorso, un po’ più riparato rispetto al lungomare, dove incontrare numerose botteghe.</p>
<p>La pasticceria “Rossi Lino” d’estate era il tempio dello zuccotto.</p>
<p>La rosticceria “Erasmo” aveva un’amplissima vetrina lato monte (oggi è lato mare), dove ricordo in particolare la savoiarda, una “insalata” che in casa mia valeva da antipasto, e la zuppa inglese, che non necessita di descrizione.</p>
<p>Mia madre poi, favolosa cuoca, aveva una pescheria ed una macelleria di fiducia, dove acquistava – rispettivamente – anzitutto il pescespada, di cui cucinava in padella i succulenti tranci, “alla mediterranea”, e (in macelleria) alcune parti del cosiddetto quinto quarto, che le piacevano, fegato, rognoni, cervella… Cogoleto è tuttora famosa per le sue pescherie e macellerie, provare per credere.</p>
<p>La focaccia – o talvolta la pizza &#8211; era un must vicino all’incrocio con la salitella che porta alla stazione ferroviaria, ove anche oggi due gastronomie assai tentatrici si fronteggiano.</p>
<p>Quanto alla frutta e alle verdure, non v’era, anche grazie alla stagione, che l’imbarazzo della scelta.</p>
<p>La sera, la passeggiata si legava inevitabilmente ai gelati, e ricordo ben 5 gelaterie (che in compagnia chiamavamo familiarmente “Checco”, “Battista”, “Angela”, “Maxian”, ed una qualche metro più a levante di cui non ricordo il nome, ma tuttora attiva). Ad un certo punto, primi anni Ottanta?, s’aggiunse anche il gelato, buonissimo, dei “Bagni Marisa”. Non vorrei sbagliarmi, ma tutti e 6 questi esercizi commerciali sono ancora in attività, sebbene qualcuno abbia in toto o in parte cambiato la proposta merceologica.</p>
<p>Altre volte la giornata terminava al cinema, dall’amico Mario, negli spazi all’aperto (Arena estiva) oppure, in caso di maltempo, al chiuso (Verdi). Lì vidi – o rividi in quanto usciti mesi prima a Genova &#8211; molti capolavori, da “Un mercoledì da leoni” a “Il paradiso può attendere”, da “Manhattan” a “Urla del silenzio”…</p>
<p>La mia famiglia organizzava anche, con gli amici e i vicini di sdraio, qualche cena al ristorante, e tre erano le nostre mete principali: la “Benita” all’Arrestra, famosa per il pesce coi funghi; “Gustin” sempre all’Arrestra, famoso per le “braghe”; e l’”Albese”, in centro sull’Aurelia, famoso per i suoi “merellin” fritti. Qualche volta tradivamo Cogoleto per &#8220;I marmi&#8221; ad Alpicella, sopra Varazze, dove il signor Piero accoglieva i clienti come amici.</p>
<p>Cogoleto (Cogobeach), riviera della mia giovinezza, e della mia spensieratezza, rammento come fossero &#8220;qui e adesso&#8221; i tuffi temerari dentro le mareggiate, i riti del condijùn sulle spiagge sottostanti la vecchia ferrovia, le collette per pagare un taxi che ci trasportasse ai laghetti, le prime discoteche &#8220;Lido&#8221; fra Donna Summer e i Bee Gees, i picnic sopra via Gioiello, le serate al villaggio olandese sperando fantomatici incontri amorosi&#8230;</p>
<p>Ti auguro mille splendenti stagioni, e che chi ti scopre possa respirarti lentamente, come ormai faccio io (magari anche d’autunno e primavera), e come meriti.<br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Genova, turismo sostenibile e trasformazioni urbane</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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<p>Ho appena terminato le docenze di <strong>turismo sostenibile</strong> nei corsi per Guida Ambientale Escursionistica, giunti (felicemente) presso l’ente F.Ire di Genova all’ottava edizione (tutti promossi gli allievi delle precedenti).</p>
<p>Premesso che un turismo tout court sostenibile di fatto non esiste, poiché non può esistere, le lezioni sono valse a condividere coi presenti non solo le tematiche macro (economia circolare, inquinamento, risparmi idrici ed energetici, raccolta differenziata…) ma anche piccole grandi prassi “di buon senso” che coinvolgono tutti noi e le nostre quotidianità: nutrirsi ove possibile con prodotti locali e di stagione; privilegiare per gli spostamenti i piedi, la bicicletta e i mezzi pubblici; diminuire l’uso di plastiche; riutilizzare o destinare a nuove vite almeno una parte di ciò che sovente buttiamo; leggere le etichette degli alimenti (per capire cosa mangiamo) e di tutti i prodotti (per capire come smaltirli); non sprecare l’acqua del rubinetto e della doccia…</p>
<p>E’ evidente che sarà la tecnologia a favorire in modo decisivo l’uscita dall’antropocene e quindi la possibile sopravvivenza del Pianeta, inducendo in primis i grandi players a condotte più etiche (Pasolini non a caso distingueva tra sviluppo e progresso, di fatto tra il profitto di pochi e il miglioramento della vita di tanti), ma anche l’essere umano è con urgenza e costantemente chiamato a buone prassi, senza le quali l’impatto ambientale delle nostre azioni continuerà ad essere fatale.</p>
<p>Nel frattempo, goodnews, dopo aver dedicato il 2024 al Medioevo e il 2025 all’Ottocento, nel corso del 2026 il Comune di Genova avvierà “<strong>Genova e le trasformazioni urbane</strong>”, un fitto programma di eventi per approfondire da una parte l’evoluzione della città, e dall’altra gli scenari che l’attendono, miscelando urbanistica, architettura, aspetti socioeconomici, sostenibilità e biodiversità, senso di comunità. Il 2026 coincide peraltro, in loco, anche con 3 anniversari carichi di significato, ovvero 400 anni dalle Mura Nuove (poderosa infrastruttura militare), 100 anni dalla – discussa &#8211; costituzione della cosiddetta “Grande Genova”, e last not least 20 anni dall’elevazione a patrimonio UNESCO dei palazzi dei “Rolli”…</p>
<p>E’ stato correttamente sottolineato che le trasformazioni urbane costituiscono la password per decifrare il presente: dal Rinascimento all’attuale policentrismo (dovuto proprio agli accorpamenti del 1926), Genova è infatti l’esito di diacronie e cambiamenti, sempre a contatto col Mediterraneo e l’Europa. E in Europa, come in tutto il resto del mondo, le città sono protagoniste (in negativo o in positivo) in termini di inquinamento, qualità della vita, accessibilità e inclusione…</p>
<p>Le iniziative in programma, col supporto di vari soggetti istituzionali e culturali, di fondazioni e sponsor, includeranno in tal senso mostre, conferenze, visite guidate…, col deciso coinvolgimento non solo di musei, ma anche di biblioteche, teatri, piazze e Municipi, e sarà addirittura riaperta al pubblico la Torre grimaldina, restaurata grazie al PNRR, che naturalmente garantirà, proprio nel centro di Genova, una terrazza panoramica rinnovata.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> <a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>La cucina futurista con Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:45:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/gau-cucina-futurista.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29709" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/gau-cucina-futurista-212x300.jpg" alt="gau cucina futurista" width="212" height="300" /></a></p>
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<p>Venerdì 27 febbraio, dinanzi ad un pubblico folto e partecipe, ho tenuto una conferenza presso la GAU Università popolare città di Genova (Giovani Amici Uniti) sulla cucina futurista.</p>
<p>Il tema è appassionante ma alquanto sconosciuto.</p>
<p>Infatti, se il futurismo è ormai unanimemente riconosciuto come fondamentale avanguardia artistica, che attecchì con successo anche in Liguria (le ceramiche Mazzotti, le litolatte di Nosenzo…), pochi sanno che nel 1931 uscì un “manifesto” gastronomico e nel 1932 addirittura un ricettario futurista, firmato da Marinetti in collaborazione con Fillia, e inclusivo di qualche ricetta fornita da altri esponenti del movimento, tra cui il “savonese” Farfa.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/gau-pubblico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29727" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/gau-pubblico-300x169.jpg" alt="gau pubblico" width="300" height="169" /></a></p>
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<p>In quegli anni, inoltre, aprì a Torino la “Taverna del santopalato”, ove si susseguivano rivoluzionarie cene.</p>
<p>Ho così percorso la battaglia marinettiana di condanna della pastasciutta (che imbolsiva la nazione), la contro difesa, cui partecipò anche Farfa, dei ravioli e della salsa smeraldo, ovvero il pesto, i rumorosi eventi a Genova e Chiavari, l&#8217;incoronazione dei poeti a bordo degli idrovolanti, e con piacere ho potuto anche rievocare l’incredibile e affollatissima futurcena che organizzai nel settembre 2021 ad Albissola Marina, individuando un menu che spaziò dalle uova divorziate al risotto all’alchecengio, dalla cotoletta tennis alla fragolamammella…</p>
<p>Un menu che sorprese anche e anzitutto lo chef, ma che a fine serata riscosse applausi sinceri&#8230;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20210421_145227.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29710" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/IMG_20210421_145227-255x300.jpg" alt="s" width="255" height="300" /></a></p>
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<p>Infine, last but not least, ho doverosamente suggerito in lettura ai presenti l’esaustivo saggio dell&#8217;amica Silvia Bottaro “Vite di Farfa”, uscito qualche anno or sono (con ricchissimo corredo fotografico) grazie alle ricerche e alla dedizione di una infaticabile studiosa che conobbe Farfa di persona.</p>
<p>“Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo una volta ancora la nostra sfida alle stelle”!</p>
<p>Per quanto viceversa riguarda me, prossimamente concorderò con GAU le conferenze per la prossima stagione, stay tuned&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Si scrive sardenaira si legge Sanremo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:05:05 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29694" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/sardenaira.jpg"><img class="size-medium wp-image-29694" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/sardenaira-300x289.jpg" alt="sardenaira" width="300" height="289" /></a><p class="wp-caption-text">sardenaira</p></div>
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<p>Sono questi, come avviene tutti gli anni, i giorni del Festival di Sanremo, giunto alla 76ma edizione. Sino al 1976 gli artisti andavano in scena al Casino, capolavoro art nouveau del 1905, ma dal 1977 s’imposero i duemila posti a sedere del teatro Ariston…</p>
<p>Profumo di fiori, Sanremo è bella, non a caso fu una delle “capitali” della villeggiatura e del turismo nascente. Corso Matteotti fa da strada dello sdruscio e dello shopping. Quanto a me, io amo particolarmente i carruggi della Pigna, un dedalo medievale in pietra che pian piano ascende al panoramico santuario della Madonna della Costa.</p>
<p>Chi ami i musei troverà anzitutto quello civico a Palazzo Borea d’Olmo, e Villa Nobel, ove si rievoca la biografia dello scienziato svedese.</p>
<p>Straordinarie poi sia la visita al Forte di Santa Tecla al porto vecchio, che al famoso borgo di Bussana Vecchia, rovinato da un terremoto nel 1887 ma progressivamente ripopolato di creativi e intellettuali, oggi un borgo dal mood veramente unico, dov’è possibile anche sedersi ad assaggiare qualche sfiziosità.</p>
<p>Grazie al clima mite, io ho percorso anche di recente (poiché lavoravo a Imperia) un tratto della pista ciclopedonale del Ponente, sorta sulla ferrovia dismessa una cinquantina d’anni fa, una promenade che regala chilometri e chilometri di paesaggi verdeblu e che consiglio in primis alle famiglie con bambini, il divertimento non mancherà.</p>
<p>Ed ora veniamo al food! Ligucibario® in occasione di Festival passati ha già percorso in dettaglio le tradizioni gastronomiche della città, e <a title="sanremo a tavola" href="https://www.ligucibario.com/festival-di-sanremo-a-tavola/" target="_blank">questo è il link</a> ove approfondirle. Stavolta non resta che tessere le lodi, in particolare, di sua maestà la sardenaira, la “focaccia del pescatore”, soffice incontro fra terra e mare, e assurta da alcuni anni a de.co.. E’ un classico impasto antico, condito con aglio in camicia, olive taggiasche snocciolate, acciughe sotto sale, origano, sale ed olio extravergine, una ricetta cui la scoperta del Nuovo Mondo aggiunse infine il pomodoro. Io naturalmente non impiego cipolla. Chi la prepari in casa, consideri un tempo (lievitazione compresa) di circa 3,5 ore. Street food perfetto in tutte le occasioni, e in tutti i momenti della giornata, questa “torta”, che si preparava di solito al venerdì, ieri come oggi sposa bene un Vermentino della DOC locale, servito a 11°C in tulipani a stelo alto, oppure – vista la presenza del pomodoro – un DOC Ormeasco di Pornassio sciac-trà, ovvero uve dolcetto vinificate in cerasuolo, che donano un rosato profumato e gentile al sorso.</p>
<p>Prosit, e buona fortuna ai concorrenti che – si spera – si esibiranno con canzoni di qualità!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>GAE, ambasciatrici di sostenibilità</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:59:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto Curti condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/gae-ambasciatrici-di-sostenibilita/">leggi tutto</a></p>
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<p>GAE &#8211; Guide Ambientali Escursionistiche: formazione e sostenibilità a Genova</p>
<p><em>Le GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) non accompagnano soltanto lungo i sentieri: custodiscono storie, paesaggi e identità locali, traducendo la sostenibilità in esperienza concreta. Umberto <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Curti</span></span> condivide la propria esperienza di docente e alcune riflessioni su come proporre alle future GAE strumenti culturali e consapevolezza per diventare vere ambasciatrici del territorio.</em></p>
<p>Ho iniziato le docenze, presso l’Ente F.Ire di Genova, all’ottava edizione del corso per GAE, Guida ambientale escursionistica, con esame di qualifica conclusivo che abilita alla professione su scala regionale.</p>
<h2>Il ruolo delle Guide Ambientali Escursionistiche nella tutela del territorio</h2>
<p>La GAE è un custode ed un ambasciatore di biodiversità. Le prime mie lezioni vertono quindi sul concetto di turismo sostenibile, “materia” che tuttavia tratto da angolazioni innovative, tenendo anche presente che un turismo pienamente sostenibile non esiste. Il solo turismo d’immediata prossimità, in qualche modo, riesce a determinare impatti minori, ma i viaggi e i vettori su lunghe distanze determinano impronte ecologiche su cui ormai è doveroso confrontarsi.</p>
<p>In questi anni, purtroppo, non poche destinazioni iperfamose sono entrate dentro black list specifiche, le quali di fatto inducono i viaggiatori a “disertare” certe località in quanto sovraffollate, caotiche, “gentrificate”…</p>
<h2>Sostenibilità e turismo</h2>
<p>A titolo di esempio &#8211; Genova, assurta in anni recenti – meritatamente &#8211; a meta heritage, è per fortuna ancora lontana da tali dinamiche di congestione e di allarme, ma occorre, come si suol dire, chiudere la stalla prima che i buoi scappino. Il tempo presente determina infatti accelerazioni e deregulation brutali.</p>
<p>Due temi, in tal senso, emergono prima di altri: il primo concerne gli affitti brevi e conseguenti assedii al centro storico, trend che ha già coinvolto Venezia, Firenze, ed altri turisdotti. I residenti per primi via via lamentano una difettosa gestione del fenomeno, nel quale entrano in gioco anche contratti pirata e abusivismi di varia natura.</p>
<p>Il secondo tema riguarda in prospettiva la capacità delle città – e Genova non farà eccezione – di restare “vive”, di non ridursi a sfondo fotografico per selfie e video usa-e-getta, di non consentire alle avidità di sopraffare l’autenticità.</p>
<h2>Sostenibilità come pratica culturale e responsabilità condivisa</h2>
<p>Il turismo esperienziale – cui anni fa ho dedicato un saggio specifico, <a title="umberto curti libro bianco del turismo esperienziale" href="https://www.sabatelli.it/shop/gastronomia/libro-bianco-del-turismo-esperienziale-e-foodcrafts/" target="_blank">link qui</a> &#8211; come noto invoca comunità, relazioni, racconti, ricette. Il genius loci, l’artigianato, le quotidianità consentono momenti immersivi, slow, a contatto coi “riti” che formano l’identità delle persone, tutto il contrario dei pacchetti mordi-e-fuggi, delle proposte standard, del caos. Genova se ci sei batti un colpo nella direzione giusta.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
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		<title>Genova, meta di principi nei palazzi dei Rolli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 09:01:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/Foto0473.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29652" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/Foto0473-225x300.jpg" alt="Foto0473" width="225" height="300" /></a></p>
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<p><em>I Palazzi dei Rolli testimoniano una stagione in cui la Repubblica di Genova gestì l’accoglienza di sovrani e ambasciatori grazie a un sistema codificato, integrato da strategie di comunicazione istituzionale ante litteram. Non solo magnificenza architettonica e artistica, ma un modello organizzato fondato su procedure e ritualità che anticipano le moderne pratiche dell’Event Management e dell’Hotel Management. Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo propongono i Rolli come caso studio di eccellenza storica e prototipo delle moderne SOP (Standard Operating Procedures) del settore.</em></p>
<h2>Palazzi dei Rolli. Un’eredità culturale che ispira l’hospitality moderna</h2>
<p data-start="144" data-end="646">Le docenze di Hospitality English di Luisa Puppo presentano i Palazzi dei Rolli come un laboratorio di eccellenza storica, un modello che anticipa le moderne SOP nei settori di Event Management, Hospitality Management e accoglienza turistica. Le lezioni offrono l’occasione per analizzare e identificare buone prassi, dove storia e pratiche contemporanee si incontrano in un caso di studio concreto, da cui trarre spunti applicabili oggi. In tale prospettiva, Luisa Puppo condurrà gli allievi di vari percorsi formativi post diploma su cui attualmente svolge docenze (sempre attinenti alla lingua inglese e alla fruizione turistico-culturale della Liguria) alla mostra <strong><a href="https://archiviodistatogenova.cultura.gov.it/valorizzazione-mostre-ed-eventi/valorizzazione-del-patrimonio-archivistico/laccoglienza-a-genova-e-il-sistema-dei-rolli" target="_blank">L&#8217;accoglienza a Genova e il sistema dei Rolli</a></strong>, lodevolmente gratuita, in corso presso l’<strong>Archivio di Stato di Genova</strong>, forziere che custodisce oltre 40 km lineari di documentazioni. Mostra nella quale i “Libri delle cerimonie” (dal 1588 al 1796 * ) svelano il galateo che connotava l’ospitalità a principi e notabili negli sfarzosi palazzi dei Rolli, da vent’anni assurti – non casualmente… &#8211; a patrimonio UNESCO.</p>
<h2>I Palazzi dei Rolli, simbolo dell’ospitalità genovese</h2>
<p>Se, in occasione di particolari visite (Luigi XII, l’Infanta di Spagna, Massimiliano d’Austria) la città si rifaceva il look e le strade di collegamento, e s’illuminava a festa, per non nuocere alla qualifica di “Superba” che secoli prima le aveva tributato niente meno che Petrarca, anche l’accoglienza “privata” non poteva esser da meno ** . Stiamo riferendoci al siglo de oro (metà ‘500 – metà ‘600), allorquando Genova, capitale mercantile, si sforzava (con successo) di differenziarsi e di eccellere in ogni aspetto della vita pubblica.</p>
<h2>I “Libri delle cerimonie” e il galateo dell’accoglienza</h2>
<p>Lo scopriamo da carte delicatissime, impegnative a conservarsi, fitte di calligrafie ardue a leggersi ma meticolose. Centinaia di “vip” del potere e dell’economia (categorie sovente intrecciate), della nobiltà, del clero e della diplomazia, tutti illustrissimi e adusi al lusso, scoprivano Genova o vi tornavano, fatti oggetto di cerimoniali, di rinfreschi e d’intrattenimenti, ora solenni ora religiosi ora mondani, finalizzati ad accrescere l’immagine della città, oggi quasi diremmo la sua brand reputation. Beninteso, i costi di tutto l’apparato risultavano sempre impegnativi per non dire enormi (per Luigi XII si spesero 12mila ducati!). Inoltre, occorreva sistemare anche l’ampio seguito che “scortava” costoro, sempre inclusivo di carrozze, carriaggi e cavalli. Tanto che talvolta a Genova occorreva richiedere prestiti per non precipitare in default le proprie casse.</p>
<h2>Accogliere principi e ambasciatori: tra rituali e banchetti</h2>
<p>Ma l’etichetta, di fatto, veniva prima d’ogni altra urgenza, e nulla era casuale, gli imprevisti non trovavano spazio per esistere all’interno di un’esperienza che via via aggregava alloggi di charme, itinerari di visita, concerti, cene, cortei, maschere, barcheggi, regalie, tutto puntigliosamente scandito, senza fretta, e calibrato ad personam. Affinché Genova apparisse porto fiorente, urbanità compatta, eleganza fusa a ricchezza, e forza verticaleggiante verso le sue immediate colline.</p>
<p>E quanto alla gola dei “foresti”, ovvero i non genovesi, essa – presumiamo con piacere &#8211; incontrava il tacchino “esotico”, il rosolio, le note speziate, e cioccolate calde da sorbirsi in tazza, classica novità da corte, ma anche cioccolato (solido) donato, insieme a biscotti che oggi chiameremmo caporali o savoiardi, su vassoi avvolti nel broccato. La Liguria, non a caso, è tuttora terra di velluti, damaschi, pizzi al tombolo…</p>
<h2>Una città che costruisce la propria reputazione</h2>
<p>Chi ripartiva, certo affascinato da ciò che aveva visto, e lusingato da ciò che aveva vissuto (e ricevuto), garantiva in genere passaparola notevoli, che giovavano al “marketing” genovese. A buon intenditor…</p>
<p>La mostra all’Archivio di Stato, realtà sempre dinamica e cuore pulsante dell’offerta culturale cittadina, è visitabile, su prenotazione, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.</p>
<p>Per i gruppi, dal lunedì al venerdì, rivolgersi direttamente al numero telefonico 010 537561. Buona visita!</p>
<p>*incombe ormai anche su Genova il terremoto bonapartiano</p>
<p>**come noto, nel 1588 un bombardiere venne rasato, suppliziato e condannato a 10 anni di remi “soltanto” per aver sbagliato una salva di cannone durante un evento di rappresentanza<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti</a>, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>C’è una pasticceria a Castelletto…</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:55:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Castelletto, Genova: storia, sapori e trasformazioni . La Circonvallazione a Monte di Genova si snoda tra palazzi eleganti e scorci panoramici, testimone della storia cittadina e di ricordi personali. Scalette, crêuze, ascensori e funicolari raccontano la quotidianità di ieri e di oggi. Le pasticcerie del quartiere perpetuano la loro tradizione ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ce-una-pasticceria-a-castelletto/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29655" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage1-300x218.jpg" alt="smart" width="300" height="218" /></a></p>
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<p><em><strong data-start="112" data-end="168">Castelletto, Genova: storia, sapori e trasformazioni</strong> . La Circonvallazione a Monte di Genova si snoda tra palazzi eleganti e scorci panoramici, testimone della storia cittadina e di ricordi personali. Scalette, crêuze, ascensori e funicolari raccontano la quotidianità di ieri e di oggi. Le pasticcerie del quartiere perpetuano la loro tradizione dolciaria, preservando gusti e rituali che restano parte viva della comunità locale.</em></p>
<p>Luisa Puppo, genovese, è nata e cresciuta a Castelletto, vicino alla casa dove nacque nel 1896 il poeta Eugenio Montale. Il quartiere via via sorse, con una certa celerità, quando molti residenti dei carruggi del sottostante centro storico intesero garantirsi migliori qualità abitative. Castelletto, così, è da oltre un secolo un’elegante corniche alberata, che consente rilassanti passeggiate panoramiche sopra i tetti e le ardesie di Genova.</p>
<h2>Castelletto ieri e oggi: memoria urbana e trasformazioni</h2>
<p>Per chi ami camminare, dai belvedere lassù in alto scendono verso il basso innumerevoli crêuze e scalette, ennesime conferme della verticalità della “Superba”, mentre i più pigri trovano funicolari rosse dall’appeal un po’ svizzero e ascensori particolarissimi, uno non a caso innamorò il poeta livornese Giorgio Caproni, che a lungo fu maestro elementare in val Trebbia (è sepolto nel cimiterino di Loco di Rovegno).</p>
<p>La desertificazione commerciale indotta dai nostri tempi “globali” e frettolosi ha beninteso colpito anche qui. E Luisa Puppo, la quale fra l’altro ha frequentato per 13 anni le aule dell’Istituto Arecco vicino a piazza Manin (e al bel trenino di Casella ora però nuovamente fermo), mi racconta quindi vicende che mescolano ricordi ora apparentemente più “lontani” ora assai meno, nonché imprese che hanno chiuso la serranda e imprese per fortuna tuttora attive, come si suol dire vive e vegete.</p>
<p>La sento sovente parlare dei pasticcini di “Magenta” e di “De Regibus”, e delle brioches, degli africani e dei gelati di “Guarino” (ex “Reati”), e dei cocktail di “Tullio”, e della panna e pànera di Angelo Gamenara…</p>
<p>Con suo papà, l’indimenticato Mingo Puppo, al sabato dopo la scuola il giro automobilistico al Righi era un rito, seguito poi da golose soste in pasticceria o aperitivi. Il quartiere non ospitava supermercati, ma “custodiva” un proprio forziere di sale cinematografiche: il Manin, il Mignon, l’Araldo, il Dogali (il primo a chiudere nella prima metà degli anni ’70 del secolo scorso), e naturalmente…la sala dell’Istituto Arecco.</p>
<p>Chi guardi per vedere, ieri come oggi riconosce a Castelletto un mood tutto suo, un’atmosfera da buona borghesia dietro le facciate di pregio dei palazzi disposti in fila, come schierati in palizzata, magari a vegliare sulla casbah di Pré-Molo-Maddalena.</p>
<p>Castello d’Albertis coi leoni all’ingresso, le rotonde coi quieti giardinetti, le serre e oggi gli orti oggetto di un recupero dentro le varie riqualificazioni urbane in atto sono veramente un continuum che ammalia anche il turista. Genova, dal 1926 realtà quanto mai policentrica, ha del resto cento anime, non si conosce mai abbastanza, ogni volta tiene in serbo sorprese.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29656" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/mage2-300x183.jpg" alt="smart" width="300" height="183" /></a></p>
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<h2>Tradizione dolciaria di quartiere: un filo che continua</h2>
<p>La pasticceria “Magenta”, in particolare, fondata nel 1933, ha di recente riaperto i battenti, in corso Magenta 21. Mi è parso quindi “doveroso”, in omaggio ad una castellettina DOC cui non mi lega solo il lavoro (è mia socia di maggioranza…), ricreare nei limiti del possibile le domeniche mattina di una volta, regalandole &#8211; a Luisa Puppo ma anche a me! – un vassoio di bigné e qualche altra leccornia. Debbo dire (e considerate che la mia piattaforma non ha mai contenuto pubblicità, né mai ne conterrà) che l’accoglienza in negozio è premurosa, lo spazio ha beneficiato di alcuni interventi che hanno migliorato la logistica, e le paste sono assolutamente festose a vedersi e piacevoli ad assaggiarsi. In particolare, la pasta choux dei bigné, più sottile di tante altre, giova alle creme del ripieno, tutte fresche e gustose. Last not least, il rapporto qualità/prezzo è molto, molto positivo, specie rispetto a tante pasticcerie “concorrenti” dagli scontrini assai più pesanti.</p>
<p>L’invito agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) è quindi di “verificare” di persona. Sarò lieto, come sempre, di conoscere le vostre impressioni.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti,</a> grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
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		<title>Parole in movimento, pagine fresche di stampa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri” di Umberto Curti raccoglie circa 350 vocaboli che raccontano con passione i patrimoni culturali, linguistici ed enogastronomici della Liguria. Dalla A di «acquedotto storico di Genova» alla Z di «zecche», il dizionario nasce dall’esperienza dei corsi ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/parole-in-movimento-pagine-fresche-di-stampa/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/parole-in-movim.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29660" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/parole-in-movim-207x300.jpg" alt="smart" width="207" height="300" /></a></p>
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<p><em>“Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri”</em> <em>di Umberto Curti raccoglie circa 350 vocaboli che raccontano con passione i patrimoni culturali, linguistici ed enogastronomici della Liguria. Dalla A di «acquedotto storico di Genova» alla Z di «zecche», il dizionario nasce dall’esperienza dei corsi di abilitazione per Guide ambientali escursionistiche e diventa uno strumento pratico per accompagnare i visitatori lungo sentieri e territori. Un viaggio tra senso, comunità e genius loci, che rivela la Liguria come una regione unica, “impastata” di mare e monti.</em></p>
<h2>Nuovo dizionario ligure: Parole in movimento</h2>
<p>Fresco di stampa, è ora disponibile l’ultimo mio lavoro, “Parole in movimento. Dizionario di territori, culture e sapori liguri”. Circa 350 vocaboli, da godersi tutti d’un fiato, per esplorare i patrimoni che le Guide ambientali escursionistiche incontrano in Liguria “accanto” ai sentieri escursionistici.</p>
<h2>Un viaggio tra vocaboli di territorio e genius loci ligure</h2>
<p>Dalla a di “acquedotto storico di Genova” alla zeta (purtroppo) di “zecche”, un viaggio approfondito che discende anzitutto dai 6 corsi di formazione tenuti da me e dall’anglista Luisa Puppo presso l’ente F.Ire di Genova (il settimo corso darà a giorni l’esame e l’ottavo è a metà del percorso formativo…), corsi che hanno veduto un en plein di promozioni, e dunque già 72 nuove figure abilitate da specifica qualifica regionale. Per informazioni sui corsi, Ente F.Ire 010 9820702, www.entefire.it.</p>
<h2>Origine ed esperienza formativa del progetto</h2>
<p>Parole in Movimento. Il titolo del dizionario, a mio parere azzeccatissimo, è un’intuizione della tutor di F.Ire, Elisabetta Moretti. I contenuti sono poi un kit di attrezzi, qualcosa che ho voluto di pronto utilizzo per chi intenda svolgere la professione di Guida (per la quale sono richieste anzitutto competenza e leadership) in modalità personale e originale, tesaurizzando una volta per tutte ciò che offre anche la Liguria meno consueta, quella degli Appennini rurali, delle cucine malgare, dell’artigianato di nicchia che ostinatamente perpetua le proprie creatività…</p>
<h2>Turismo esperienziale e territorio</h2>
<p>Da circa 30 anni mi occupo di turismo, intendo di marketing e formazione, e da un decennio ho orientato il mio “credo” all’esperienzialità autentica, quella che poggia sui sensi e che “ingaggia” l’ospite in attività e relazioni concrete, a stretto contatto con le comunità e il genius loci. Ho creato in tal senso anche un mio format, che propongo a territori e imprese. Biodiversità, nella mia visione, è difatti una parola che – caso per caso &#8211; si può e si deve declinare anche in senso culturale, linguistico, enogastronomico…</p>
<h2>Uno strumento operativo</h2>
<p>“Parole in movimento” costituisce dunque un piccolo gesto, peraltro in una direzione sinora non pensata da altri, e soprattutto mi auguro che, al pari delle mie parole in aula, rappresenti uno strumento immediato e operativo per quei custodi e ambasciatori delle bellezze (non solo naturali) i quali accompagneranno i visitatori lungo l’Alta Via, e le altre centomila escursioni possibili in Liguria, una terra realmente impastata di monti e di mare.</p>
<h2>Acquisto e formati disponibili</h2>
<p><em>“Parole in movimento”</em> è disponibile sia in formato cartaceo che digitale, rendendo accessibile a tutti la scoperta di vocaboli, sapori e culture della Liguria.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(<a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo e Umberto Curti</a>, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<div id="attachment_25797" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG_20250315_181708.jpg"><img class="size-medium wp-image-25797" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG_20250315_181708-300x225.jpg" alt="umberto curti al convegno sull'emigrazione presso il MEI di genova" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">umberto curti al convegno sull&#8217;emigrazione presso il MEI di genova</p></div>
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		<title>Buone prassi all&#8217;ITS vitivinicolo d&#8217;Imperia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 14:50:11 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/imperia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29628" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/imperia-300x195.jpg" alt="s" width="300" height="195" /></a></p>
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<p><em>ITS vitivinicolo: la formazione deve essere concreta, immersiva e orientata al lavoro. Tra enoturismo, project work, degustazioni guidate, analisi dei siti istituzionali, moduli di lingua inglese settoriale: le alternative alla docenza frontale &#8220;classica&#8221;  e la gestione dei continui stimoli digitali. L’obiettivo è preparare professionisti capaci di operare nella filiera vitivinicola con competenze tecniche, digitali e narrative, rispondendo alle reali esigenze del mercato.</em></p>
<p>Quanto più un corso di formazione è concreto, interattivo, tanto più favorisce un idoneo placement degli allievi. La tecnologia, l’AI, concorrono a renderlo tale, ma non sono ovviamente la “regia” di un intervento didattico, le strategie le concerta oggi come ieri il docente.</p>
<h2>ITS vitivinicolo: formazione concreta e placement occupazionale</h2>
<p>Oggi tuttavia gran parte delle metodologie sono chiamate a individuare strumenti alternativi rispetto alla classica lezione frontale, “accademica”, supportata da slides. Le giovani generazioni stentano a prendere appunti, a concentrarsi a lungo su un tema, continuamente tentate da smartphone che le distraggono… E’ scomodo a dirsi, ma è così, niente ipocrisia please.</p>
<p>Personalmente, dopo quasi un trentennio di consulenze a territori e imprese, e d’aule, mi sono intensamente convertito alle navigazioni mirate sul web, ai casi-studio, ai micro (ma non sempre micro) project work, alle degustazioni guidate… Nel tentativo di prefigurare agli allievi quelle che poi saranno reali dinamiche in azienda, mansioni, quotidianità. In tal modo una lezione, pur in un àmbito &#8220;virtuale&#8221;, non è teorica.</p>
<h2>Coinvolgere la Generazione Z nella formazione tecnica</h2>
<p>Occorre ingaggiare i corsisti, farli lavorare in gruppo, sottrarli alle comfort zone degli ultimi banchi dove alcuni si mimetizzerebbero, incuriosirli, aprire la loro visione, spronarli alla creatività – che non è stravaganza &#8211; … E’ del resto ciò che fa, con la lingua inglese, anche la mia socia Luisa Puppo: quando assisto alle sue lezioni è un continuo susseguirsi di role playing, “spostamenti” tra Regno Unito e USA (l’American English riserva non poche sorprese…), video tematici, repertori lessicali proficuamente illustrati passo passo.</p>
<h2>Il percorso ITS “Tecnico superiore nella filiera vitivinicola&#8221;</h2>
<p>Scrivo tutto ciò in quanto stanno terminando le mie lezioni di enoturismo, ad Imperia, nel percorso ITS “Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nella filiera vitivinicola”. Non so se gli allievi mi abbiano “detestato” (presumo di no), ma non ho concesso loro un attimo di tregua. E’ troppo importante – in ogni senso &#8211; questa stagione della loro vita, e chi svolge un mestiere come il mio è anche chiamato a fornire connessioni, accendere lampadine, indurre trasversalità.</p>
<div id="attachment_25485" style="width: 187px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/bianchetta2.jpg"><img class="size-medium wp-image-25485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/bianchetta2-177x300.jpg" alt="bianchetta" width="177" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">vermentino doc riviera ligure di ponente</p></div>
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<h2>Comunicazione online e valorizzazione enogastronomica</h2>
<p>Ultima o quasi, in ordine di tempo ma non di importanza, una ricognizione sui websites istituzionali di alcuni Comuni liguri (4 gruppi hanno indagato ciascuno 4 Comuni, uno per provincia, dunque un totale di 16). Si trattava di verificare se questi siti – relativi quasi sempre a località importanti &#8211; proponessero contenuti di natura enogastronomica, e valorizzassero in modo moderno e coinvolgente le tradizioni locali.</p>
<h2>Benchmarking e best practices nell’enoturismo</h2>
<p>Nel turismo, e nell’enoturismo, difficilmente si inventa qualcosa, non esiste una lampada di Aladino che non sia anzitutto benchmarking, ovvero la capacità di apprendere dalle best practices altrui, di calibrare nei nostri contesti ciò che altrove è risultato un successo, di mutuare intuizioni.</p>
<h2>Vino e cibo come narrazione digitale</h2>
<p>Debbo dire, non che questo mi stupisca, che – pur con qualche rara eccezione, ad es. Vernazza (SP) – molti dei siti esplorati sono apparsi, per architettura d’insieme e testi, poco attrattivi, poco esperienziali, poco marketing oriented. L’esercitazione ha così sortito un duplice risultato: da una parte ha mostrato ai corsisti i limiti e le criticità di molta comunicazione comunale online, che rende un modesto servigio alla promozione dei luoghi. Dall’altra li ha forse stimolati a intravedere in prima persona possibili spazi d’intervento professionale, poiché il mercato del lavoro attende content writers capaci. Vino e cibo sono infatti – non secondariamente – narrazione!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></p>
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		<title>Viva le bugie di Carnevale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:14:14 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29618" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/bugie.jpg"><img class="size-medium wp-image-29618" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/02/bugie-300x225.jpg" alt="bugie di carnevale" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">bugie di carnevale</p></div>
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<p>Ogni anno, quando puntualmente arriva il Carnevale, festa sempre sentita (anche se&#8230;toglie la carne), è tempo di bugie. Come scrissi anni fa sul magazine &#8220;LiguriaFood&#8221;, non dire bugie, mangiale!</p>
<p>Un po’ tutte le regioni d’Italia preparano questo dolciume tradizionale, ma sovente muta il nome… Possono essere un po’ differenti per forma e consistenza, caso per caso un più croccanti, sottili, dorate, zuccherate, ma siano come siano c’è un fil rouge che permette sulle nostre tavole un bel viaggio trasversale.</p>
<p>Pare peraltro che già i Romani, in occasione dei lunghi Saturnalia (solstizio di dicembre), che rovesciavano le gerarchie sociale e si connotavano per bagordi “plebei”, giochi e trasgressioni, si riempissero di roventi frictilia, ovvero fettucce/focaccette d’impasto (farro&#8230;) da friggersi &#8211; da parte delle donne &#8211; nello strutto e da guarnire con miele, qualcosa – anche ieri &#8211; di semplice, con pochi ingredienti, che a mo&#8217; di dono saziava la folla nelle strade.</p>
<p>Oggi si ritrova quel rito certamente in Liguria (bugie), Piemonte (bugie), Lombardia (chiacchiere), Veneto (galani, crostoli), Emilia-Romagna (sfrappole), Toscana (cenci, donzelle), Marche-Umbria-Lazio (frappe), Sardegna (frati fritti e meraviglias), Campania (chiacchiere), Puglia (sfrappole, crustoli, scarcelle), Calabria (crispelle dolci, chjinulille, scorpi), Sicilia (sfrappole).</p>
<p>Una ricetta classica &#8211; ma come sempre non ne esiste una unica ed assoluta &#8211; solitamente impiega farina 00, uova di qualità, zucchero semolato, burro ammorbidito, un liquore per aromatizzante (limoncello…), una presina di sale, zest di limone, e zucchero a velo per la rifinitura conclusiva. Per friggere, è ideale un olio di arachidi, dal punto fumo alto.</p>
<p>Ligucibario® al momento dei brindisi abbina alle bugie una coppa di fresco Moscato, ad es. della DOC Tigullio-Portofino, ma non si scandalizzerebbe nel caso di un passito a bacca bianca, ad es. un Pigato della DOC riviera ligure di ponente, anch’esso servito fresco nei tulipanini…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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