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		<title>DOP. Il diritto di conoscerla bene</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:12:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare. L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio nel racconto di Umberto Curti. Sono proseguite (termineranno in autunno) le docenze di Luisa Puppo e mie nella prima annualità del percorso ITS “Marketing agroalimentare” ad Imperia. In un ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/conoscere-il-valore-della-dop/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/DOP-E-ITS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30224" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/DOP-E-ITS-300x242.jpg" alt="DOP E ITS" width="300" height="242" /></a></p>
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<p><em>Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare. L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio nel racconto di Umberto Curti.</em></p>
<p>Sono proseguite (termineranno in autunno) le docenze di Luisa Puppo e mie nella prima annualità del percorso ITS “Marketing agroalimentare” ad Imperia.</p>
<p>In un contesto d’aula quanto mai positivo, e favorito anche dall’impegno dello staff organizzativo fra cui la tutor Cristina Penno, stiamo via via affrontando alcune tematiche (in sé l’argomento sarebbe ormai sconfinato) relative alla comunicazione dei prodotti, anche in lingua inglese, e allo <a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-allits-agroalimentare-di-imperia/" target="_blank">storytelling agroalimentare</a> anzitutto online.</p>
<h2>Marketing agroalimentare: comunicare oltre il web e i social</h2>
<p>Due le precisazioni proposte ai corsisti, sin dal primo incontro, prima d’ogni altra cosa, onde ampliare il più possibile la loro visione: la comunicazione è solo una parte del marketing, e il web ed i social media sono solo una parte della comunicazione.</p>
<h2>L&#8217;olio DOP Riviera Ligure come esempio di valorizzazione del territorio</h2>
<p>Visto peraltro ciò che Ligucibario® da una vita persegue, ovvero la tutela e la valorizzazione del miglior made in Liguria (però senza cortigianerie né banner pubblicitari), è evidente che, nei nostri contenuti, parte del proscenio viene riservata anche all’olio extravergine DOP Riviera Ligure, di cui il Consorzio di tutela, con l’usuale e tempestiva cortesia, mi ha fatto pervenire due bottiglie (monocultivar taggiasca) per una masterclass dedicata.</p>
<h2>Mangiare bene è un diritto: il ruolo dell&#8217;educazione alimentare</h2>
<p>Ho di recente scritto, anche riferendomi al precision farming, che in un Paese come l’Italia <a href="https://www.ligucibario.com/coltivare-la-terra-nutrire-la-tavola/" target="_blank">mangiare bene dovrebbe rappresentare un diritto</a>, e un diritto concesso a tutti. E che un adeguato programma &#8211; su scala nazionale &#8211; di educazione alimentare riverberebbe i propri effetti benefici in una pluralità di direzioni, così ampia che quasi non riusciamo ancora a perimetrarla.</p>
<h2>Oltre la degustazione: cosa rende speciale una DOP</h2>
<p>Quanto a me, ogni volta – e avviene spesso &#8211; che negli àmbiti corsuali, o nelle conferenze, “maneggio” un olio extravergine DOP Riviera Ligure * , non mi soffermo più di tanto su quei saperi semi-iniziatici che scomodano caso per caso i sentori di mela, di mandorla, di carciofo…, poiché li destino a coloro i quali s’appassioneranno così tanto al tema (magari chissà grazie anche alle mie parole) da seguire corsi e tasting specifici. Del resto, chi come me frequenta fiere ed eventi constata che non ve n’è più uno in cui il guru o lo chef di turno non riservi esoterismi alle platee… Stanno forse un po’ stancando, mi chiedo, tutti questi “sacerdoti” di vini, impasti, formaggi, cioccolati?</p>
<h2>Il valore della certificazione tra sostenibilità e biodiversità</h2>
<p>Mi soffermo viceversa (e più di tanto) su quel che nei prodotti DOP avviene a monte, e che discende dalla certificazione d’origine, ovvero da un rigoroso protocollo disciplinare che trova nei campi, nelle vigne, negli uliveti, nei laboratori la propria ragion d’essere. E che quasi sempre è la perfetta antitesi alle mutagenesi, al ginepraio degli additivi, alle chilometriche filiere le quali portano in tavola cibi nocivi all’ambiente prima ancora che alla salute.</p>
<p>Noi viviamo purtroppo dentro un antropocene, che ovunque ed ogni giorno attenta alla sostenibilità e alle biodiversità.</p>
<h2>Consumatori, giovani e formazione: la sfida della consapevolezza alimentare</h2>
<p>Tuttavia, malgrado gli allarmi, quanti consumatori leggono e sanno poi decifrare le etichette? Quanti giovani (troppo spesso adepti del fast se non dello slot food) badano alla provenienza degli alimenti e praticano il consumo consapevole? Quanti possono correttamente interpretare il motto veronelliano secondo cui “il peggior vino del contadino è migliore del miglior vino industriale”?</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/LUISA-PUPPO-E-ITS.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30226" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/LUISA-PUPPO-E-ITS-300x257.jpg" alt="LUISA PUPPO E ITS" width="300" height="257" /></a></p>
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<p>Nel frattempo, e forse non è un caso, anche in Italia i dati sull’obesità infantile continuano a denotare trend preoccupanti. E questo chiama a nuovi – stimolanti &#8211; doveri anche i formatori, nessuno si senta escluso, ove necessario affiancati dal mondo scientifico (contaminazione dei saperi non è una brutta parola).</p>
<p>Questo chiama a nuovi – stimolanti &#8211; doveri anche un docente ITS.</p>
<p>* l’olio extravergine DOP Riviera Ligure presenzierà anche il (fitto) <a href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-eventi-2026-27-di-ligucibario/" target="_blank">calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Coltivare la terra, nutrire la tavola</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 12:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/fiori-zucchina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30216" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/fiori-zucchina-300x225.jpg" alt="fiori zucchina" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L’agricoltura è come il bosco, detiene un insieme di valori anche in senso storico, culturale, socioeconomico, occupazionale. Mai dunque come in questo tempo globalizzato, l’antropocene, tutelare (e promuovere) le qualità alimentari si posiziona come imperativo quotidiano e diretto per favorire la sopravvivenza delle biodiversità.</p>
<p>Ricordo quando in gioventù parlavo ai miei amici “estivi” (pressoché tutti lombardi) di Liguria “montana”, restavano allibiti, vivendola solo come rivierasca, marina, non immaginando che il Mediterraneo ha sponde quasi subito verdissime, e talvolta cime su cui d’inverno persino nevica.</p>
<p>Oggi le sfide dell’innovazione (si pensi al “precision farming”), della sostenibilità, della dignità del lavoro rurale, traguardano &#8211; assai più che in passato &#8211; comparti via via multifunzionali: agriturismi, fattorie didattiche, vendita diretta, escursionismo, matching con consumatori di prossimità al fine di accorciare le filiere&#8230;</p>
<p>E chi come me ha la fortuna di vivere per lunghi periodi in una valle d’entroterra percepisce anche un grande interesse giovanile attorno alla terra, con giovani i quali decidono di rimanere in loco ma anche giovani i quali (ben sapendo che quella terra è sacrificio) investono il proprio avvenire stabilendovisi da altrove. Wildlife stays, wildlife pays: la natura, se si perpetua, ripaga.</p>
<p>Accanto a tutto ciò, ed è già molto, un Paese costellato di patrimonii UNESCO, fra i quali di recente la cucina stessa intesa come convivio, dovrebbe consolidare una strategia nazionale di educazione alimentare (ancora troppi consumatori di fatto non conoscono quel che infilano nel carrello della spesa). Mi riferisco ad un “disegno” complessivo che coinvolgesse agricoltori, consorzi DOP, scuole elementari-medie-superiori, famiglie, cuochi, foodbloggers, eccetera eccetera, convergendo in primis sul tema dei prodotti puliti, stagionali, di semplice tracciabilità, salubri (sono infatti sempre più allarmanti pure in Italia i dati circa l’obesità infantile, indotta anche da distributori automatici carichi di mille snack assai discutibili).</p>
<p>E’ del resto il tema delle cultivar autoctone, dei grani antichi, del pesce “povero” (squisito), del riavvicinamento fra campagne e centri abitati… Se il cibo è da sempre un concreto modo di essere delle comunità, mangiar bene, in Italia, dovrebbe assurgere a diritto. Quale testimone dunque vorremo passare ai giovani?</p>
<p>Per quanto sopra, agli amici Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) non posso che suggerire Padre Sandro Lagomarsini, “Coltivare e custodire”, ed. Libreria editrice fiorentina, 2017… Un volume che odora di Val di Vara.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Alta valle Scrivia, il patrimonio naturale e artistico</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 17:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sto ultimando il mio nuovo saggio sulla valle Scrivia, insieme a Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismi) e Riccardo Poggio (guida ambientale escursionistica per la Liguria). Luisa Puppo visse innumerevoli estati a Savignone, ed il ricordo di Mingo Puppo, suo padre, cui il saggio è dedicato, è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alta-valle-scrivia-un-patrimonio-naturale-e-artistico/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/merdana.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30212" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/merdana-300x298.jpg" alt="s" width="300" height="298" /></a></p>
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<p>Sto ultimando il mio nuovo saggio sulla valle Scrivia, insieme a Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismi) e Riccardo Poggio (guida ambientale escursionistica per la Liguria).</p>
<p>Luisa Puppo visse innumerevoli estati a Savignone, ed il ricordo di Mingo Puppo, suo padre, cui il saggio è dedicato, è di quelli che non si spengono. Riccardo Poggio vive tra Casella e Valbrevenna, dove vorrebbe condurre gruppi, ancor più numerosi e consapevoli, di escursionisti alla scoperta del molto che c’è.</p>
<p>Saranno &#8211; insomma &#8211; non soltanto pagine di carta, sarà un viaggio profondo profondo (un viaggio compiuto anche col cuore) dentro la valle Scrivia, area nella quale anni fa mi è anche occorso di lavorare, svolgendo incarichi di marketing turistico e formazione per alcuni Comuni.</p>
<p>A questo saggio, cui tengo in modo particolare, sto lavorando da molto tempo, poiché sarà un &#8220;kit di attrezzi&#8221;, qualcosa di innovativo che con Luisa Puppo e Riccardo Poggio rivolgeremo non solo ai visitatori ma anche a chi in valle abita e a chi la valle amministra.</p>
<p>Fra le mille opere che (talora con immenso piacere) ho consultato, ultimo in ordine di tempo è risultato in questi giorni un lavoro di Giovanni Meriana, “Alta valle Scrivia, un patrimonio naturale e artistico”, edito da Sagep nel 1973. Sebbene per primo io stesso non mi prefigga nel mio saggio di approfondire ogni aspetto del territorio valligiano (cosa umanamente “impossibile” e forse controproducente), è pur vero che da questo lavoro mi sarei aspettato ben di più. Il continuo oscillare della narrazione fra passato e presente e la tripartizione dell’opera non giovano, a mio parere, ad un compiuto inquadramento dei diversi valori che connotano la valle, i quali restano, per così dire, frazionati&#8230;</p>
<p>Ricorrenti anche le “imprecisioni”, dal sovrano longobardo Liutprando vissuto circa 130 anni prima del reale, a citazioni latine sbagliate relative a Pontedecimo (l’accusativo lapidem si riferisce comunque ad un maschile lapis), a grafie di città erronee (Leevarden anziché correttamente Leeuwarden), sino – in bibliografia – ad una confusione tra gli archeologi Ubaldo e Romolo Formentini…</p>
<p>Queste rapide righe sono quindi semplicemente finalizzate a far chiarezza, allertando quel Lettore che, appassionato di valle Scrivia, dovesse consultare l’opera da me appena letta, purtroppo qui e là inesatta.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Liete coincidenze&#8230;a Dolceacqua</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:57:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; “Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/liete-coincidenze-a-dolceacqua/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/ligucibario2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30206" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/ligucibario2-225x300.jpg" alt="ligucibario2" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>“Coincidenze”: ho tra i miei corsisti ad Imperia una coppia di sposi che sta per avviare con passione &#8220;eroica&#8221; un’attività vitivinicola a Dolceacqua; e proprio in questi giorni ho letto la bellissima vicenda di una trader la quale, stanca del proprio – seppur remunerativo &#8211; lavoro a Montecarlo, da 12 anni si è “convertita” al Rossese (l’attività di famiglia), che di Dolceacqua è storicamente un simbolo…</p>
<p>Di Rossese, e di Dolceacqua gioiello della val Nervia, forse è scontato precisarlo, Ligucibario® ha parlato (come di tutti i vini liguri) infinite volte, come si conviene ad un sito di cultura enogastronomica che non contiene pubblicità, e può dunque esprimersi come meglio ritiene, sempre nel più assoluto rispetto della fatica altrui e delle produzioni di pregio.</p>
<p>Vigna, sia chiaro, significa ancor oggi vita dura, soprattutto quando caparbiamente si perpetuino le tradizioni, dalla pigiatura alla fermentazione (senza additivi), entrando con mani e corpo dentro i filari, d’estate privilegiando ore quasi antelucane per evitare le canicole. Il Rossese di Dolceacqua, del resto, è stata la prima DOC ligure, correva l’anno 1972: come non averne cura?</p>
<p>Come sempre in Liguria si tratta di piccole o piccolissime quantità, sparse dentro cru minimali, sulle fasce rette dai muretti a secco, ciascun cru beninteso col proprio terreno e la propria natura circostante, poiché come noto la vite in Liguria coabita con l’ulivo (che teme il secco ancor più della vite), la mimosa “biamontiana”, le ginestre squillanti, e tanto altro.</p>
<p>Vino “francesizzante”, vino da Papi, si sono usate mille espressioni per raccontare questo Rossese di personalità, e di fatto anche per orientare opportunamente i matching, verso ravioli, cime, tomaxelle, conigli (e brasati e cinghiale per la tipologia Superiore…).</p>
<p>Ma per quasi tutto il secolo scorso (quando ancora non si era compiutamente affermato) io bevvi di fatto solo i Rossese prodotti su alcuni bric da Mandino Cane. Troppi altri mi avevano tradito, con quel sentore di feccia, il residuo post fermentazione, che – tolto il tappo &#8211; s’autodeterminava come una minacciosa profezia…</p>
<p>Oggi, davvero, tutto va meglio, lo apprezzano persino negli USA, in Giappone, in Australia… Restano tuttavia il cambiamento climatico (alle vendemmie d’un tempo, con buona pace degli stolidi negazionisti, occorre sottrarre una cinquantina di giorni all’indietro…), i cinghiali sempre irrispettosi del lavoro dell’uomo, e una globalizzazione che sta spingendo l’umanità dentro un labirinto, l’antropocene, dove anche le microimprese ed i prodotti di qualità combattono una battaglia durissima.</p>
<p>Ma quando vedrai il ponte a schiena d’asino sul Nervia, dominato dal castello, quando ripenserai ad un tal Claude Monet che qui si sedeva a dipingere, quando ti proporranno una grissa coi salumi…, io penso che qualcosa di splendido arrosserà il tuo calice.<br />
Prosit da Ligucibario®!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Il calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:42:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sta prendendo forma il calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-eventi-2026-27-di-ligucibario/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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<p>Sta prendendo forma il <em><strong>calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027</strong></em>. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete sorprese.</p>
<p>Eccolo, sebbene “provvisorio” per quanto attiene ad alcuni orari (e probabilmente ancora incompleto). Umberto Curti vi aspetta, con la sua public history tutta vòlta alla tutela e alla valorizzazione del genius loci, delle biodiversità, delle filiere di pregio, del buonessere. Talora sarà affiancato da professionisti del mondo scientifico, escursionistico&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Gli incontri per UniAuser e per GAU implicano ovviamente l’iscrizione associativa a tali sodalizi.</em></span></p>
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<p><strong>Giovedì 1 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Medioevo”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese pre-rinascimentale. Carröggi, lasciti, cuochi…</p>
<p><strong>Mercoledì 7 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 15 ottobre presso UniAuser, “Viaggi verdi. Gli alimenti scoperti nel Nuovo Mondo”</strong>, percorso storico attraverso i cibi giunti in Europa dall’epoca post-colombiana, patate pomodori mais cacao…</p>
<p><strong>Giovedì 22 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, la farinata</strong>. Percorso storico attraverso l’antica scribilita, la leggenda della Meloria, e tutte le declinazioni non solo liguri della ricetta (socca, bela caöda, cecina…)</p>
<p><strong>Martedì 27 ottobre presso Biblioteca civica “Cervetto”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 29 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Ottocento”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese del XIX secolo. Eventi, ricette, botteghe…</p>
<p><strong>Giovedì 5 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, i ravioli</strong>. Percorso storico attraverso la più celebre fra le paste ripiene genovesi/liguri, e il “töccö” di carne in accompagnamento</p>
<p><strong>Lunedì 16 novembre presso Biblioteca civica “Brocchi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 19 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, lo stoccafisso</strong>. Percorso storico attraverso la scoperta del gadus morhua da parte di un mercante veneziano, naufrago alle isole Lofoten (Norvegia) nel 1432</p>
<p><strong>Mercoledì 2 dicembre presso Biblioteca civica “Benzi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 3 dicembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, il castagnaccio</strong>. Percorso storico attraverso la cultura appenninica del castagno, l’albero del pane (di cui non si buttava alcunché), e alcune ricette della ruralità</p>
<p><strong>Venerdì 18 dicembre presso GAU, “Natale a Genova. Il menu di ieri”</strong>. Percorso storico attraverso i menu e le usanze delle Festività di fine anno del passato, dalla galantina all’alzatina…</p>
<p><strong>Venerdì 22 gennaio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giobatta Ratto</strong>. Percorso storico attraverso la prima “Cuciniera genovese” mai pubblicata (1863), precedente di 28 anni all’Artusi</p>
<p><strong>Giovedì 25 febbraio presso UniAuser, “Dal basilico al pesto”</strong>. Percorso storico attraverso l’Ocimum basilicum, erba regia d’origine asiatica, e le tradizionali salse liguri da mortaio, fra cui il celeberrimo pesto</p>
<p><strong>Venerdì 26 febbraio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Mario Soldati</strong>. Percorso storico attraverso la figura e le attività (dai saggi ai docufilm) del grande intellettuale e buongustaio torinese, innamorato dell’Italia e della Liguria</p>
<p><strong>Giovedì 18 marzo presso UniAuser, “La verità vi prego sulle farine”</strong>. Masterclass su un alimento conosciutissimo eppur “sconosciuto”: la raffinazione, la forza, il glutine, i preimpasti, i grani antichi. Come scegliere le farine, come impiegarle</p>
<p><strong>Mercoledì 31 marzo presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giovanni Rebora</strong>. Percorso narrativo attraverso la figura e le attività di un brillante Professore universitario sampierdarenese, storico dell’alimentazione e autore di saggistica innovativa e piacevolissima</p>
<p><strong>Giovedì 8 aprile presso UniAuser, “Olio, oro mediterraneo”</strong>. Masterclass su un alimento prezioso e simbolico, ricco di nutraceutici, amico della nostra tavola quotidiana. Come sceglierlo, come apprezzarlo</p>
<p><strong>Giovedì 29 aprile presso UniAuser, “L’abbinamento ai cibi dei vini liguri DOC”</strong>. Masterclass sui “matrimoni d’amore” fra i vini regionali a denominazione d’origine certificata e i piatti della tradizione.</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p>luisa puppo, ligucibario</p>
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		<title>Un olio extravergine “giovane”</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:36:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare… Ma non è ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-olio-extravergine-giovane/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26256" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/DSCN0694-300x225.jpg" alt="DSCN0694" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Con l’usuale cortesia, una tutor formativa mi ha fatto dono di una bottiglia d’olio extravergine prodotta dagli allievi di un Istituto agroalimentare. Si tratta di un mosto estratto a freddo e non filtrato, delicato e duttile, con cui sto condendo insalate e carpacci di mare…</p>
<p>Ma non è di questo che nel pezzo odierno voglio parlarvi. Bensì di quanto mi rallegri che alcuni giovani, ovviamente guidati dagli insegnanti, abbiano messo un po’ delle proprie competenze e – why not &#8211; un po’ di se stessi in un alimento che è un simbolo (per non dire il simbolo) della mediterraneità, che è ricchissimo di nutraceutici, e che in Liguria si lega strettissimamente ad un paesaggio verticale, biamontiano e montaliano, dove i muretti a secco sostengono, quasi come un miracolo, le fasce terrazzate lungo gli scabri declivi…</p>
<p>Se nei miei giovani anni ho pian piano elevato il vino &#8211; sempre più approfondendolo in senso culturale &#8211; quasi a religione, col tempo la professione mi ha avvicinato anche a quelli che Veronelli (uomo illuminato che ebbi il piacere di conoscere) chiamava, con la consueta genialità, “gli angeli matti”, ovvero gli olivicoltori, e a quelle qualità che la certificazione europea eleva a DOP, determinando tramite un rigoroso protocollo disciplinare una tracciabilità totale della filiera, a garanzia del consumatore (e, di fatto, della pulizia organolettica di ciò che poniamo in tavola).</p>
<p>L’impegno di Ligucibario® come sempre proseguirà indefesso, per la tutela e la valorizzazione delle cultivar autoctone, delle filiere abbreviate, del buonessere. So bene che un “oleoturismo” significativo è in Liguria una meta ancora in gran parte da costruire, così come so bene che Imperia è il capoluogo di una terra la quale deve confrontarsi col cambiamento climatico che assedia gli ulivi, con la globalizzazione sempre più nemica delle microeconomie, con le infrastrutture non adeguate alle esigenze di mobilità e turismo del nostro presente…</p>
<p>Ma se i giovani saranno finalmente individuati come “la” risorsa su cui investire, e i sistemi didattico-formativi sapranno modernamente motivarli prima ancora che istruirli, allora molta utopia si rivelerà meno utopistica di quanto si creda. Parlo in Liguria di agricolture sostenibili, di dialoghi fra costa ed entroterra, di biodiversità non solo ambientali, di marketing innovativo, di tecnologie digitali sagacemente utilizzate e alle quali non assoggettarsi…</p>
<p>Parlo, e forse amici Lettori l’avrete intuito, di una bottiglia d’olio extravergine, prodotta da alcuni giovani, nella quale scorgere tutto questo. Buon pro vi &#8211; e mi &#8211; faccia.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
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<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Patate, diabolica rivoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:59:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Patata si lega a papa, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo. È una Solanacea, melanzane, pomodori, peperoni, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/patate-diabolica-rivoluzione/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30174" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086.jpg"><img class="size-medium wp-image-30174" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/086-300x225.jpg" alt="patate dell'appennino genovese" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">patate dell&#8217;appennino genovese</p></div>
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<p>Patata si lega a <em>papa</em>, antico quechua (Perù e dintorni), non a caso gli Inca che colà abitavano la raffiguravano in ceramiche. Cristoforo Colombo nel “Nuovo Mondo” non la incontrò personalmente, occorse il temerario Francisco Pizarro, sulla Cordigliera andina, mezzo secolo dopo.</p>
<p>È una <em>Solanacea</em>, melanzane, pomodori, peperoni, tabacco, belladonna&#8230;, l’ampia famiglia include infatti anche piante velenose.</p>
<p>E in Liguria? Il vallombrosano Vitale Magazzini ad inizio ‘600 scrisse che i tuberi vi pervennero in Genova, coi Carmelitani Scalzi (Nicolò Doria, fondatore del convento di Sant’Anna), attorno al 1584, provenienti da Spagna e Portogallo.</p>
<p>Oggi s’incontrano diverse cultivarmonto, Montoggio ad esempio celebra anzitutto la quarantina bianca detta anche “genovese”, “gianca de Törriggia” eccetera (3), e di varie patate si fa largo uso un po’ ovunque per gnocchi, polpettoni, friscêu, contorni…, ma anche per sentiti localismi quali i ravioli di Pitelli (SP), il pane di Pignone (SP), la polenta bianca di Bardineto e Calizzano (SV), la torta baciocca del levante, e la fràndura di Montalto Ligure (IM), dirimpettaia del ponente…</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/patate-diabolica-rivoluzione/">Patate, diabolica rivoluzione</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>La bella di Torriglia, un dipinto e una torta</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La “bella di Torriglia”, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/la-bella-di-torriglia-un-dipinto-e-una-torta/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30182" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-30182" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bella-di-torriglia-225x300.jpg" alt="L'immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa." width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;immagine, molto presente in rete, è stata ritenuta di pubblico dominio. Se violasse un diritto, sarà immediatamente rimossa.</p></div>
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La “bella di Torriglia”, che ricorre in molti detti popolari, è, oltre che una donna (1), una torta di pastafrolla e mandorle, anche armelline (mandorle amare), legata ad antiche leggende della zona, relative ad un’avvenente fanciulla che tutti corteggiavano…ma poi nessuno sposava (chissà come mai, forse in quanto legata ad un temuto potente).</p>
<p>Invenzione del locale pasticcere Giuseppe “Pino” Guano, poi brevettata a Roma, la torta è nata in un’occasione speciale, come raccontò tempo fa il figlio Massimo su lavocedigenova.it: “…in onore del pittore (figurativo) Piero (Pietro) Lumachi, artista locale molto quotato. Il sindaco Giuseppe Cevasco aveva chiesto a Piero di realizzare un quadro (un grande olio su lino 210&#215;140 cm) in onore della bella di Torriglia (realizzato nel 1995 ed esposto sotto il voltino di piazza Fieschi). Il sindaco poi aveva chiesto a mio papà di realizzare una torta e lui si è inventato questa base di frolla con un impasto morbido a base mandorle” (2).</p>
<p>La Bella nel dipinto riprende le fattezze e il colore di capelli tipicamente liguri: l’occhio scuro e vagamente orientale s’accompagna al sorrisetto perspicace di chi un po’ si pavoneggia perché ha addosso gli occhi di tutti&#8230; Val certamente la pena di andarla ad ammirare <em>in loco</em>, tanto più che Torriglia – grazie al clima e alla natura &#8211; è un po’, come noto (e come vedremo), la “Svizzera dei genovesi”…</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Stagioni e ruralità a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/stagioni-e-ruralita-a-tavola/">leggi tutto</a></p>
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<p>Nei secoli in cui i coltivi e la natura spontanea determinavano gran parte del sostentamento quotidiano, secoli in cui la carne costituiva sovente un miraggio di lusso, il sapere “ancestrale” – soprattutto delle donne – costruiva anche in Liguria, in base alle stagionalità e territorialità, una sorta di calendario alimentare, suddiviso per mesi, intrecciato alle festività e intriso di simbolismi. Persino decine di proverbi “adornavano” la saggezza contadina legata ai momenti climatici e al lavoro, talora legando gli eventi, non solo atmosferici, alla fede nei Santi.</p>
<p>Il bosco, presenza ora più amica ora più inquietante, da parte sua “integrava” i coltivi ospitando selvaggina (cinghiali, lepri, caprioli, fagiani, lumache…), fornendo frutti (mirtilli, castagne…), funghi, piante officinali, bacche, miele…</p>
<p>Talune piante endemiche fungevano poi (anche in Valle Scrivia) da pronto soccorso: arnica per i tagli che non cicatrizzavano, aconito per i morsi della vipera, genziana per la digestione, origano per insaporire i cibi e favorire l’intestino, maggiociondolo per cacciare i topi dall’orto&#8230; Sottile anzi sottilissima, come si può notare, è sempre la linea di confine fra questi usi e rimedi e la vera e propria etnobotanica farmaceutica.</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Birra artigianale e Valle Scrivia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra pro capite l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’Oktoberfest, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/birra-artigianale-e-valle-scrivia/">leggi tutto</a></p>
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In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra <em>pro capite</em> l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’<em>Oktoberfest</em>, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della vite dal mondo brassicolo…</p>
<p>Oggi sono circa 3mila o più i ristoranti italiani dotati di carta delle birre, birre &#8220;d&#8217;autore&#8221; italiane e straniere.</p>
<p><strong>Anche in Liguria la birra artigianale diviene via via ottimamente rappresentata</strong>. In particolare, presso il casello autostradale di Busalla (ma in Comune di Savignone), la “Fabbrica della birra”, avviata nel 1999, rappresenta il primo microbirrificio dell’intera regione. La sua storia però va retrodatata addirittura al 1905, grazie all’attivismo di tre imprenditori fra cui il sindaco di Busalla, una storia che negli anni d’oro condusse la fabbrica a produrre circa ¼ di tutta la birra italiana, con vendita all’ingrosso sull’intero territorio nazionale. Ma le tragedie della prima guerra mondiale, e l’irreperibilità in Italia d’orzo e malto (problemi che riguardarono anche la Peroni…), via via soffocarono l’azienda, sino alla chiusura del 1929. Lunghi decenni inevitabilmente compromisero la struttura fisica dello stabilimento, adibito a vari usi, ma dal 1995 una cordata d’imprenditori mise mano alle ristrutturazioni, inizialmente esterne, poi integrali. Nel 1999 la produzione poté così riprendere, accanto ad un’area mescita e ristorativa e ad una alberghiera (che pare preesistesse perfino all’avvio della fabbrica (4)), punto tappa di qualità a pochi metri dagli assi viari che dal Genovesato portano in Lombardia.</p>
<p>Il portfolio prodotti da sempre sciorina referenze – com’è negli stili artigianali &#8211; tutte non pastorizzate né filtrate, sia ad alta che a bassa fermentazione, le quali incontrano il favore tanto del grande pubblico quanto degli intenditori più appassionati. Le aromatizzazioni valorizzano concretamente il territorio (castagna, rose, miele…).</p>
<p>Lunga vita alla birra artigianale, dunque, e a quell’Italia – da Piozzo in Piemonte a Busalla in Liguria &#8211; che le somiglia.</p>
<p>Quel che avete appena letto è un &#8220;assaggio&#8221; del volume <em><strong>Valle Scrivia, l&#8217;appetito vien camminando</strong></em>, dedicato a questo territorio dell&#8217;entroterra genovese, un volume d&#8217;imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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