vitigno vermentino

Rossese bianco

È un’uva – ovviamente a bacca bianca – documentata da fine ‘800 nelle Langhe, a Monforte d’Alba e nei minuscoli centri di Sinio e Roddino, ma si sospetta provenienza delle Cinque Terre, dove, tra i terrazzamenti che scolpiscono in fasce i declivi verticali verso gli scogli e le calette, sono stati reperiti vecchi ceppi con ...

La teglia “pe’ a fainâ de çeixi”

La teglia
La farinata, “oro di Genova”, antica scribilita, è una specialità ligure molto popolare e semplice, vegana e in toto senza glutine, si prepara “diluendo” farina di ceci con abbondante acqua, salando e oliando il tutto (immediate le consonanze con la panissa). Questo composto fluido si versa in un’ampia teglia tonda, di rame stagnato, strumento fondamentale, ...

turtelin

A Balestrino (SV), val Varatella, questo turtelin è un’antica gloria contadina (ne parlò anche il giornalista Silvio Torre cui “dobbiamo” il sale grosso sulla focaccia…), cavolo verza bianco invernale e riso si mescolano a formaggi ovini, olio evo, sale e pepe, e nei casi più fortunati anche a parmigiano grattugiato, un uovo, un pugno di ...

Cappon magro, argomento da…letterati

Cappon magro, argomento da...letterati
Il cappon magro è come la cima, ha qualcosa di evocativo per non dire di “misterioso”… E come a çimma mobilitò De André e Ivano Fossati, il cappon magro – sulle cui origini si è scritto tutto, e di tutto – coinvolge lo scrittore Maurizio Maggiani, che alla Liguria non solo di levante (è nativo ...

Un bel tacer non fu mai scritto

Un bel tacer non fu mai scritto
Nell’àmbito dell’enogastronomia ligure ci si conosce, nel bene e nel male, un po’ tutti. Si ricorre talvolta, scherzosamente, all’espressione “compagnia di giro”, una compagnia di cui anch’io, da circa 25 anni, giocoforza faccio parte. Ho creato Ligucibario®, scritto una ventina di saggi (noti a chi entri nelle librerie), insegnato all’Università, organizzato o preso parte ad ...

Una focaccia a Santa Margherita Ligure

Una focaccia a Santa Margherita Ligure
Quand’ero ragazzino, mio padre mi regalò (fors’anche incuriosito dal titolo) “L’orso sogna le pere”, che Mondadori pubblicò nei primi anni ’70 del secolo scorso. Fu così che conobbi il giornalista-scrittore sammargheritese Vittorio G. Rossi, che viaggiò – soprattutto per mare – il mondo intero, instancabilmente raccontandolo, ma al tempo stesso rimase uno dei più affettuosi ...