“Bocce, friscêu e vermentin, e da vitt-a battitene u belin”
Frisceu o friscêu che scriver si voglia, mezzo litro d’acqua e farina q.b. ma di prima qualità * sono gli ingredienti per questo magico street food (farine e umidità creano densità d’impasto diverse, l’esperienza e l’occhio consentono di ottimizzarle). Il lievito entra nella pastella. Si preparano con baccalà, cipollina, erbe, scorzonera, carciofi… Nel caso dei friscêu di baccalà, adorati anche a Roma, è importante lasciare la pelle ma desquamare il pesce, realizzando scaloppe di circa 5 cm per lato.
A questo link hai come sempre la mia ricetta https://liguricettario.blogspot.com/2011/02/frisceu-di-baccala-frittelle_15.html
Friggeranno in olio bollente e li mangerai immediatamente. Piatto da sciamadde. Ci berrai un DOC Val Polcevera Bianchetta, alla giusta temperatura nei giusti calici. Puoi usare anche stoccafisso (ricetta chiamata talvolta “soffi di mare”).
* non quella di terzo velo o addirittura la bugatteua o le 7 farine da impacchi per risipole e bronchiti, che renderebbero “brenno” la pastella…
Umberto Curti https://www.ligucibario.com/ligucibario-servizi/
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