16 lug 2026  | Pubblicato in Ligucibario

Calizzano 2026, al riparo dall’estate che brucia

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Sfuggo (in parte) a quest’estate canicolare – ma con buona pace dei cosiddetti “negazionisti” il cambiamento climatico purtroppo renderà più o meno simili anche le prossime… – a Calizzano, un luogo al quale Ligucibario® ha dedicato negli anni tante, proprio tante attenzioni. Perché Calizzano è diventato il mio buen retiro

Perché a Calizzano?

Lavoro da una vita nel turismo, e ciò volente o nolente mi permette di prefigurare alcuni fenomeni legati al viaggio e alle socioeconomie, e non da oggi sono docente nei corsi per la qualifica regionale alla professione di Guida Ambientale Escursionistica. Non potrei quindi – tantopiù che ho spento in aprile 63 candeline – lasciarmi “coinvolgere”, anzi travolgere da vacanze massificate, in luoghi gremiti, dove tutto, parcheggiare, tuffarsi in mare, prenotare in pizzeria, comprare un gelato, risulta complicato.

Perciò, come dicevo, dal 2003 Calizzano è per Luisa e me il buen retiro, e dal 2016 ospita il nostro smart working l’agriturismo “La Brinetta” di Frassino, dove ai proprietari la cortesia viene spontanea.

Turismo lento in Val Bormida: opportunità e criticità

Tuttavia sono un consulente e saggista che si occupa di marketing e formazione, pertanto da “addetto ai lavori” non è che non veda tutte le criticità, i negozi che chiudono, i ritardi e le incongruenze che connotano l’offerta turistica qui in Val Bormida, in primis lo stato dei sentieri e persino qualche dépliant con eventi… senza indicazione dell’orario, ma certamente le passeggiate nei boschi (superstiti*), i piccoli musei di cultura materiale ed altro (Altare, Millesimo, Riofreddo di Murialdo…), le buone tavole cui sedersi, le botteghe nei carruggi dei paesi dove trovare qualità sono ancora un richiamo importante, una risorsa che dobbiamo a ogni costo “difendere” dalla globalizzazione.

Poi, beninteso, occorrerebbero anche efficaci strategie formative in cui coinvolgere le imprese, per diffondere sul territorio una buona conoscenza dell’inglese, l’uso (non l’abuso) dei social media per risultare realmente visibili sul mercato, l’attitudine allo storytelling, che non significa raccontar storie (o tantomeno “musse”), bensì interagire al meglio con quel turismo esperienziale che vuol sapere tutto di noi, il nostro passato, le nostre quotidianità, le nostre tradizioni, le nostre ricette, il nostro artigianato…

E al turismo esperienziale in Liguria ho dedicato già anni fa un saggio, perché proprio quello è il mio lavoro quotidiano.

umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale

umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, i Lettori di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi, anche perché Ligucibario® non contiene alcuna pubblicità – lo avranno ormai compreso: amo talmente tanto Calizzano e dintorni che vorrei certamente vederli più conosciuti, frequentati, apprezzati, narrati, ricordati. Io stesso non possiedo la bacchetta magica, ovviamente, ma presumo, proprio in un’ottica di marketing turistico, che si potrebbe tentare qualcosa di più efficace.

Calizzano, un baricentro di esperienze

In questi giorni che riesco a spendere fra questi luoghi e la torrida città dove abitualmente risiedo e prevalentemente lavoro, non mi piace oziare, anzi detesto oziare.

Ho così messo insieme (Calizzano è baricentrica rispetto a molti percorsi) tutta una serie di attività che, impegni di lavoro permettendo, riempiono bene il mio tempo libero, se ne ho: escursioni escursioni escursioni (ma quelle davvero alla portata di tutti), una passeggiata serale lungo l’ombroso Urneiru (Rio Nero), un Hugo al bar “Odissea”, una cena da urlo nell’incanto dell’agriturismo “Ca’ di voi”, un gelato (cremino e variegato mandarino tardivo) al bar “K2”, un ottimo calice all’enoteca “Farmacia Chimica” da Enrico, un picnic nel mezzo della Barbottina, faggeta così bella da esser riserva demaniale protetta, un pranzo alle “Collette” di Bardineto dove Valentina e Pedro coccolano i buongustai (e un po’ di shopping da “Frascheri” e all’allevamento-caseificio “Brigné”), una cenetta sulla terrazza vista castello di “Cecchin” a Balestrino, un aperitivo nella piazza più affascinante di Toirano, un gelato da “Pastorino” a Calice Ligure, un divino hamburger al “Mazut” di Osiglia (chiedete di Carlo), le verdure e la frutta di “Bozzolo” a Bagnasco lungo la SS28, una capatina a Battifollo per salutare il mio amico Silvano di “Primopan” (maestro della panificazione), una pizza d’autore alla “Fabbrica del Cotone” a Garessio, i garessini di “Cagna”, una salita al rifugio “Giàs del Roccassone” (dove preparano taglieri e polente), un tour tra la Reggia di Valcasotto e le tome preziose di “Occelli”, e le melighe di Pamparato, e la raschera di Frabosa, e una sgambata sulla deliziosa ciclopedonale tra Priola e Pievetta, con sosta alla pasticceria “Canavese”…

Ecco, tutto questo mi regala Calizzano.

Tutto questo è sinora per me Calizzano duemilaventisei.

Vi pare poco?

Un territorio da vivere e da custodire

Gli allievi dei corsi GAE (stiamo per cantierare la nona edizione, iscrizioni aperte presso l’ente F.Ire di Genova, piazza Matteotti, 010 9820702 e formazione@entefire.it) non a caso mi “rimproverano”, mi definiscono calizzano-dipendente, ma io sono fatto così, “folgorato” sulla via del Melogno, da tanti anni adoro immergermi con Luisa nel profondo silenzio dei boschi, praticare una geografia “verticale” – un townsizing – che mi permette di conoscere bene gli spazi in cui mi muovo, e di imparare alberi, faune, tecci da castagne, caselle di pastori, riti e ritmi che nelle città sono ormai preclusi.

Vi pare poco?

Parliamone insieme, Ligucibario® è quanto di più aperto una piattaforma possa offrire…

Scrivetemi, manifestatevi.

* I boschi, il cambiamento climatico e la responsabilità di tutti

Luisa Puppo ha avuto il piacere prima ancora che l’onore di intervistare il famoso climatologo Luca Mercalli. Ascoltandolo, si comprende come la tutela dei boschi sia una delle urgenze più importanti per sperare ancora nella salvezza del Pianeta Terra… E come la siccità renda sempre più devastanti gli incendi.

Nella storia dell’uomo, peraltro, i boschi innegabilmente sono da sempre materia prima. E ancora nell’Ottocento, tanto per dire, nel Mezzogiorno furono tagliate brutalmente un’infinità di querce per realizzare le traversine ferroviarie del nuovo Regno d’Italia.

Il boom economico dell’ultimo Dopoguerra, non basato sul legno, permise però ai boschi di espandersi nuovamente, e oggi la superficie boschiva italiana è il 36% del territorio nazionale (Toscana al primo posto).

Gli alberi proteggono i suoli dall’erosione, “ricaricano” le falde idriche, ospitano biodiversità, intercettano il 14% delle emissioni di CO₂ (circa 5,5 t/ha l’anno).

La manutenzione deve ad ogni costo preservare le piante migliori.

Se l’urgenza di ridurre le energie fossili oggi provoca un sensibile interesse verso il legno come combustibile, il processo riesce virtuoso solo se oculatamente si impiegano gli scarti della filiera, altrimenti si rischiano nuovi disboscamenti superiori alle capacità di rinnovamento naturale.

In altre parole: ok ad un bilanciato sfruttamento, monitorato, “scientifico”, ecologico, ma non predatorio o incontrollato, altrimenti il cambiamento climatico esploderà ancor più velocemente.

Umberto Curti

umberto curti in action

umberto curti

Umberto Curti e Luisa Puppo, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale.

Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.

Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. Per informazioni e approfondimenti, scrivi a info@ligucibario.com.

 

 

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