Busalla è una cittadina di circa 5.100 abitanti a sinistra della Scrivia, ad un’altitudine di 358m sul livello del mare, ai piedi di quel Colle dei Giovi che la “separa” da Genova; dipendente in epoca romana dal municipium di Libarna, si è via via sviluppata ad ovest di primitivi nuclei abitati già documentati anche in epoca medievale, i quali talora poggiavano la propria quotidianità anzitutto (guarda caso) sui castagneti.
Il luogo, menzionato per la prima volta dalle fonti insieme a Sarissola nel medesimo documento del 1197, appare oggi strutturato in maniera differentissima rispetto alla sua primeva morfologia, che si intuisce esclusivamente da immagini aeree (impossibile, dunque, qualsiasi ipotesi circa le preesistenze). Il territorio comunale sfruttato a fini agricoli, peraltro, doveva ovviamente esser molto più ampio di quanto non appaia oggi. La copertura boschiva ha inghiottito molte aree terrazzate e molti sentieri, che oggi vengono riscoperti e reimpiegati da bikers ed escursionisti…
Vi sono capitato l’ultima volta in un recente finale d’estate, il cenno autobiografico si lega semplicemente al fatto che fui “accolto”, ad un tratto, dallo scampanio gioioso della Parrocchiale di San Giorgio (la cui presenza è attestata fin dal 966), per la festa del santissimo nome di Maria, e vissi un momento particolare, difficile a dimenticarsi (1)…
Il luogo di culto, oggi in forme rinascimentali, venne ampliato dall’Ingegner Ignazio Gardella senior (1803-1867) con due navate laterali nel 1829, e allungato ed alzato poi nel 1898. Nelle cartografie del bravissimo Matteo Vinzoni (1725) risultava un unico vano rettangolare. Ingloba parte della cappella medievale di Santa Maria Maddalena. In origine servì espressamente ai feudatari e alle loro guarnigioni. Fino al 1789 l’interno fu usato per inumazioni sotto il pavimento, fino all’edificazione del cimitero in località Giardino, che ovviò alle necessità. Comunemente denominata dagli abitanti busallesi come chiesa di San Giorgio de Ceta è, secondo alcune fonti storiche, l’edificio di culto più antico della cittadina, dipendente dal cenobio di Chiusa di San Michele (vicino a Torino).
Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned!
Umberto Curti
(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)

