cucina ligure

Michettin di Albenga

Siamo nell’ampia famiglia, anche ligure, dei “pan fritti” e dintorni, finger food per eccellenza… San Giorgio di Albenga (SV) celebra sempre con un’animata sagra questo versatile impasto realizzato con patate, farina bianca, lievito di birra fresco, e cotto al momento dentro ampie pignatte, rito festoso. Si frigge in olio, porzionato in bastoncini, e si gusta ...

Formaggetta del Levante

La formaggetta del Levante è una produzione ligure storicamente riferita ad alta valle Stura, alta valle Scrivia, val Graveglia, Bonassola, val di Vara. Peraltro, ogni azienda di tali valli d’entroterra lavora/caglia il latte disponibile al momento. La vicinanza al mare caratterizza positivamente le essenze di cui s’alimentano le bestie lattifere… Sono perlopiù formaggette cilindriche, morbide, ...

Gabbiana (castagna)

È la castagna anzitutto della val Bormida (SV), che diviene “garessina” verso la confinante val Tanaro (terre fredde…). Molto versatile, la varietà gabbiana era già celebrata dal botanico finalese Giorgio Gallesio (1772-1839), se ne fanno anche essiccazioni – un tempo avveniva nei canissi, nei tecci, negli scau… – e farina. Il castagno era anche in ...

Favetta (torta)

La torta favetta è una ricetta (1793) dei domenicani di Sarzana (SP), recuperata dalla famiglia Neri-Sartori che abita l’edificio, un tempo convento. Non riesco tuttavia a recuperare, al momento, altre informazioni, a differenza della celebre spungata di cui tanto ho scritto… Qualche lettore e appassionato mi aiuta? Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è ...

Focaccia del mattino

Focaccia “del mattino” è il nome con cui a Recco (GE) alludono alla focaccia “normale”, per distinguerla da quella col formaggio, gloria che contribuisce a fare della località una sorta di ville gastronomique (una gloria di cui Ligucibario® ha ovviamente raccontato molte volte storia, e ricetta)… Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la ...

Non dimenticare lo sgombro

Non dimenticare lo sgombro
Che un tempo non si buttasse via alcunché, e l’arte del riciclo fosse un modello alimentare (diffuso e sagace) poggiato sulla sobrietà, è cosa nota a tutti. Ma la cucina della memoria era talvolta “frugale” solo in apparenza, riuscendo a “recuperare” da materia prima meno pregiata e finanche da “scarti” tutto il necessario per pietanze ...