valle scrivia

Focaccette di Sant’Antonio

La tradizione è sentitissima a Voltaggio in val Lemme (AL), ma anche a Casella (GE) si consumano queste focaccette per la giornata di Sant’Antonio abate (17 gennaio), patrono – come noto – degli animali. In genere, in valle (Scrivia) viene preparata anche la ricetta delle “castagne grasse” (vedi qui sull’alfabeto del gusto la relativa voce), ...

Castagnata di Borgo Fornari

Castagnata di Borgo Fornari, il Comune di Ronco Scrivia (GE) ha per quest’evento istituito la de.co…. E’ un’iniziativa storica, autentica, giunta nel 2025 alla 53ma edizione, e che coi suoi eventi collaterali richiama folto pubblico in questo borgo che fu dominio Spinola. Del resto in Valle Scrivia la cultura del castagno era quanto mai diffusa. ...

Patata quarantina gialla

La patata quarantina gialla – sul nome quarantina esistono due ipotesi storiche diverse… – accumula in alcune aree della Liguria (anzitutto le valli Stura e Scrivia del Genovesato) vari nomi: giana riunda, giana de Mason, franseize, franseize de servaesa. Si raccoglie in genere un centinaio di giorni dopo la semina, che avviene da marzo-aprile a ...

Focaccia dolce della Valle Scrivia

Focaccia dolce della valle Scrivia, me ne parlò una vita fa, se ricordo bene, Alfredo, nel suo ottimo ristorante di Bromia (Montoggio), una di quelle persone di cui non si può non provar nostalgia. Questa focaccia dolce era un rito natalizio là dove non giungeva il lusso dei pandolci “cittadini”… In famiglia si disponeva, a ...

Viaggio in Valle Scrivia, uno sguardo di marketing

Viaggio in Valle Scrivia, uno sguardo di marketing
uno scorcio di Montoggio… La Valle Scrivia è uno di quei territori che, a dispetto delle molte risorse storiche, ambientali ed enogastronomiche, continuano a occupare una posizione marginale nell’immaginario turistico ligure. Muovendo dalla propria esperienza professionale nel marketing territoriale, Umberto Curti ne propone qui una lettura che intreccia osservazione, analisi e prospettive di sviluppo. La ...

Bastassi

Bastassi erano i tonnarotti provenienti dalle valli Polcevera e Scrivia (Genovesato), forzuti tanto da “camallare” in spalla anche gli esemplari più pesanti. A fine stagione, poiché dei tonni come noto non si butta via alcunché, in aggiunta al compenso variamente pattuito spettavano loro anche gli scarti della lavorazione, che finivano sotto sale: dall’intestino del tonno, ...