cucina ligure

Mosciame o mosciamme

Mosciame o mosciamme (di tonno), ma anche “musettu” in dialetto genovese, sono i filettini di tonno essiccati (un tempo era delfino) * , confezionati in barre rosso-violacee. Ereditiamo la parola dall’arabo mushamma’ (pesce o tonno salato), transitato nello spagnolo moxama oggi mojama. Quantunque per lo ...

Mortaio di marmo

Mortaio di marmo, la parola deriva da un latino martulus = martello, questa l’origine etimologica del manufatto, per certi aspetti una delle grandi invenzioni nella storia della civiltà. Di marmo apuano (il marmo non s’impregna di sostanze oleose), via via dotato di “orecchie” per facilitare ...

Minestrone alla genovese

Minestrone, cioè le fondamenta della cucina patriarcale dei liguri…, un segreto che ha il profumo del basilico e dell’aglio ben pestati e intrisi di formaggio forte… sono parole del critico teatrale Enrico Bassano. Vanto specifico anche di Paveto (m. alla paviotta) presso Mignanego (GE), di ...

Michetta di Dolceacqua

          Michetta di Dolceacqua (IM), c’è tanto da raccontare. A denominazione comunale (De.Co.), festeggiato il 16 agosto, questo dolce ha infatti una “storia”, che alluderebbe (il condizionale è d’obbligo…) alla liberazione da quello jus primae noctis tramite cui un marchese Doria, ...

Mesciua o mes-ciùa

La mesciua / mes-ciùa, fra le minestre e zuppe di Liguria, ovvero ingresso del frumento ma anche di altri ingredienti più poveri nel menu regionale, è ormai assurta a piatto-simbolo del territorio della Spezia, che come sai confina “virtuosamente” con Toscana ed Emilia. Qualcuno lo ...

Marò di fave 1

Marò di fave, che meraviglia in stagione… È una salsa ponentina da mortaio (ormai introvabile…) a base di fave novelle, dette basann-e, aglio (un disinfettante), un poco di menta, olio e aceto, talora “coniugata” a pecorini (brigaschi). Se si utilizzano fave secche decorticate, devono sobbollire in ...