Loasso, cioè branzino, spigola. In francese è loup (lupo) per la voracità. Adorati già dai Romani, in Toscana li chiamano “ragni”. Oggi quasi tutti i branzini che ci vengono serviti in tavola sono purtroppo d’allevamento (delta del Po, Puglia…). Nondimeno, le ricette più convincenti li ...
Vedi qui sull’alfabeto del gusto la voce Lisotto. Sono classiche focaccette di patate, finger food della val Bormida (fassini, fazzini, lisoni), da non confondere con gli sciaccarotti (senza patate) più diffusi nell’area Millesimo-Roccavignale… Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e ...
In Lunigiana, polenta con burro e latte, cotta al forno in teglia unta e precedentemente scaldata. Il mais (granturco) costituì una rivoluzione alimentare anche in Italia… In questo caso Ligucibario abbina ovviamente un Vermentino della DOC Colli di Luni, a 11°C in tulipani a stelo ...
È – di fatto – il “cianpuràio” spezzino, con le cime di zucca… In Liguria, come noto, le linguine sono le trenette (bavette, lingue di passero). La ricetta ben si adatta anche alla pasta s-ciancà (strappata) dell’Imperiese. Ligucibario® qui abbina naturalmente un Vermentino delle DOC ...
Lengua co-e oie… Aldilà dell’origine del piatto, emerge pienamente la duttilità delle olive, che – oltre al pesce – “sposano” coniglio, pollo, lingua bovina… La lingua (di vitello), sbollentata 20 minuti in acqua e sale, entra a insaporirsi in un soffritto forte (cipolla, aglio, capperi…), ...
Originari dell’Asia, introdotti dagli arabi in Europa attorno all’anno Mille, sono l’agrume più coltivato in Italia. La pianta regala 3 raccolti annui, ottobre, marzo, giugno (verdelli). Ricchi di vitamina C, si usano in cucina come antiossidanti per le verdure che annerirebbero (cardi, carciofi!), come marinature di pesci, e ovviamente in pasticceria… La Liguria era nota ...