Zeaia è la zeraria – vedi qui sull’alfabeto del gusto la relativa voce – ad Alpicella (Varazze), un “mosaico” – natalizio – di carne in gelatina, di cui trovi come sempre la ricetta sul mio blog Liguricettario. Prendono talora tale nome, però, anche ricette di ...
La ciappa è la lastra d’ardesia, ardesia deriva da ardere, il prezioso materiale in Liguria si estraeva in due aree, la Val Fontanabuona genovese (ove un poco l’attività sopravvive) e la Valle Argentina imperiese. I genovesi possedevano poi la tonnara di Tunisi, attiva e preziosa. ...
Subricchi, ovvero polpette fritte, tipiche ad es. di Dego (SV), ma “condivise” col Piemonte, il cui ripieno è – abbastanza classicamente – a base di patate, uova, parmigiano, sale, prezzemolo. Si possono cuocere anche al forno, più digeribili. Il nome deriverebbe da sur la brique, ...
Capolavoro di Angelo Giacobbe, dai profumi decisi, siamo nel Parco del Beigua. Si incontra(va?) una produzione analoga anche ad Onzo (SV). Salume “povero”, sulla falsariga della mostardella dell’entroterra genovese… La versione cotta prevede anche cotenna di testa. Stagionatura da 1 a 8 mesi. Ligucibario® gli ...
Faraballa, faraballà, farbalà…, a Balestrino (SV) si tira una sfoglia di grano tenero, si farcisce di vegetali, le profumate erbette locali, e si condisce con sugo di coniglio (tradizionalmente rifinito con taggiasche e pinoli…) o cotenna stagionata. Malgrado gli sforzi (frequento Balestrino più volte l’anno ...
Il prosciutto cotto prevede la salamoia della coscia suina senz’osso, sgrassata e priva della cotenna, la formatura in un contenitore che l’avvolga, la cottura (con varie sostanze) donde il nome che lo diversifica dal crudo, il raffreddamento e la pastorizzazione superficiale. In Liguria è una ...