Subricchi, ovvero polpette fritte, tipiche ad es. di Dego (SV), ma “condivise” col Piemonte, il cui ripieno è – abbastanza classicamente – a base di patate, uova, parmigiano, sale, prezzemolo. Si possono cuocere anche al forno, più digeribili. Il nome deriverebbe da sur la brique, per via di una cottura su mattoni roventi… In origine, quando possibile, si usava per dare morbidezza anche la tettina bovina, come del resto si usava per la cima e per le tomaxelle (la tettina si salava per 5 giorni, poi si sciacquava e si lessava per 2 ore). Un DOC Riviera ligure di ponente Rossese, servito a 17°C in tulipani a stelo medio, si incrocia perfettamente col piatto.
Umberto Curti
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