31 ago 2026  | Pubblicato in Ligucibario

Metti una pausa pranzo a Sampierdarena…

amarcord sampierdarena

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A volte un atomo di bellezza, a saperla percepire, può risiedere nei minimi accadimenti quotidiani…

Sfinito, come tanti, da un’estate d’interminabili canicole, stamane con Luisa Puppo mi sono recato ad una riunione presso la Biblioteca Civica “Gallino” di Sampierdarena, per incontrare la Responsabile, Vera Monetti, nonché Margherita Pardini, Assessora alla cultura del Municipio centro-ovest, con cui stiamo definendo alcuni eventi culturali a tema gastronomico (3 e 17 febbraio e 3 marzo prossimi), attraversando per così dire un secolo e mezzo tra Giobatta Ratto e Giovanni Rebora.

Da sempre sono legato a Sampierdarena. Mio padre, che vi nacque ma che poi viaggiò persino, a scopi documentaristici, tra gli indios del Mato Grosso, è sepolto alla “Castagna”, ove spesso salgo a salutarlo e a verificare che gli dèi Mani continuino ad essergli benevoli (chi è curioso può digitare “Alfredo Curti” su wikipedia).

A Sampierdarena, non di rado, il sabato mattina con Luisa mi reco a fare shopping, gli appuntamenti fissi sono di solito la testa in cassetta di “Pinto”, la pasticceria di “Medaglia”, i vari ravioli di “Assirelli”…

E al Centro civico “Buranello” ho visitato, nel tempo, diecimila mostre, forse per me le più indimenticabili rimangono le personali – era il 1992? – di Michela Petta e di Nino Bernocco, sul quale, ai bei tempi del Professor Franco Sborgi, meditavo di svolgere una tesi di laurea (ciò che poi non fu).

Sampierdarena infatti si conferma, malgré tout, un luogo vivo e accogliente, e quando posso mi piace anche accompagnare amici e conoscenti alla scoperta dei suoi angoli più o meno nascosti, che sono tanti, e sovente del tutto (del tutto) inattesi.

E’ un tour, secondo gusti, tra ville storiche, trattorie della tradizione, botteghe, crêuze. Data la mia professione, non possono mancare i riferimenti al “Toro”, alla “Gina”, al “Giunsella”, ma su questo torneremo proprio coi gustincontri di febbraio e marzo prossimi.

Terminata la riunione alla “Gallino”, con pochi passi Luisa ed io ci siamo seduti nel grazioso déhors del bar “Carioca” in via delle Franzoniane, ove tempo prima avevamo bevuto un caffè, ed è di questo che voglio brevemente parlare agli Amici lettori di Ligucibario®, che da tanti anni non sono poi pochi.

Serviti con un garbo d’altri tempi, abbiamo apprezzato una festosissima insalata greca, con feta olive cetrioli…, tutti gli ingredienti al posto giusto e una bottiglia di extravergine lasciata a disposizione sul tavolo, ma il menu del giorno proponeva anche altre sfiziosità, tra cui la torta di verdure e la frittata di carciofi. Regnava una bella atmosfera, un po’ di brezza attenuava il caldo, e ho veduto una sala interna molto affollata di lavoratori, buon segno.

A volte un atomo di bellezza, a saperla percepire, può risiedere nei minimi accadimenti quotidiani…

Torta di verdura, frittata di carciofi, due glorie del ricettario ligure, mi torna solo al pensiero un po’ di acquolina… Ma sarà per la prossima volta, e chapeau al bar “Carioca” anche per l’onestissimo conto finale, cosa rara di questi tempi.

Sampierdarena, mi sbaglio oppure ecco un altro ottimo pretesto per farti visita?…

Umberto Curti

Umberto Curti

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