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Cuculli (coccoli)

Piatto arabeggiante, forse il nome richiama i bozzoli del baco da seta, o meglio ancora un berretto a cappuccio…, sono quenelle fritte di farina di ceci (o di patate lesse e schiacchiate), aggiungendo lievito di birra. L’impasto si frigge immergendo ogni volta il cucchiaio in abbondante olio caldo, a 175°, per depositarvi la frittella ben sgrumata. Si mangiano asciugate nella cartapaglia, splendido finger food. A ponente, accompagnano spesso l’agnello impanato o al forno. Chiedono vini bianchi fermi (benché vi sia chi abbina i frizzanti), serviti a 11-12 gradi in calici a stelo alto. Recita l’enigmatica filastrocca: “L’è a rionda di cuculli, che a mamà a l’ha rotto i tondi, a l’ha rotti reccamae, cinque sodi ghe son costae”.

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