| Alfabeto del Gusto

Preboggion

Il preboggion è una mitica raccolta di erbe diverse (sino a 70 circa!) fra le quali, a seconda di ciò che donava e dona madre natura, talegua (grattalingua), cicerbita (da cicer=cece), pimpinella, dente di cane/leone (tarassaco, piscialletto, pissarella), bietole, borragine, prezzemolo, ortica, spinaci, cavolo cappuccio, raperonzolo * … Il Ratto e il Rossi nelle loro Cuciniere (1863 e 1865) indicano come presenze fisse solo le bietole, il prezzemolo e il cavolo cappuccio. Vedi sul tema anche il “Codice della cucina ligure” del 1990. Questo mix di odori e sapori (sovente benefico alla salute) sopperisce all’avarizia di maggio, “maggio dal muso storto, non c’è nulla in casa e neppure nell’orto”, quando scarseggiano gli ortaggi. Diversa dalla misticanza/cucina dell’Italia centrale e toscana (offerta alle famiglie dai frati quando passavano a chiedere offerte), nella cucina ligure entra in ricette fondamentali: verdure ripiene, pansoti, torte salate, zuppe di legumi… Festeggiata il 2 agosto (Sant’Eusebio) a Genova-Sestri Ponente, distribuita in piazza dal pentolone ** , ricordo dell’assedio di Genova, si è sempre mangiata anche con le focaccette a merenda. A Portovenere (SP) è chiamata erbetti ed entra più nelle torte salate che nella farcia della pasta *** . In Val Graveglia, viceversa, è uno “sformato” di patate (quarantine) e cavoli neri lessi a fettucce, cui si può aggiungere aglio tritato e un battuto di lardo (la parentela coi frascadei pontremolesi e col cin di Ormea-CN è evidente, ma vedi anche il Rossi, 1865). Esiste anche una zuppa di preboggion e pesto, che per aromi invoca ad es. un DOC Riviera di Ponente Pigato, alla giusta temperatura, 11°C, nei giusti tulipani a stelo alto. L’etimo del lemma rinvia a “da bollire”, e non c’entra per nulla – con buona pace di chi ami le leggende – Goffredo di Buglione****…
Segnalo un bel libro sul tema, Laura Brattel, Preboggion, ed. De Ferrari 2022. E a questo link hai la mia ricetta col riso https://liguricettario.blogspot.com/2011/02/riso-e-preboggion_2.html

* è anche il personaggio d’una fiaba dei fratelli Grimm!

** l’unico caso analogo, storicamente, di cibo collettivo, è lo stoccafisso a Badalucco (IM), che permise di resistere per mesi ad un assedio corsaro

*** ma emigrati in America, da qui e dalla Val Taro emiliana, saltano in padella un mix di verdure che chiamano “sprubejung”

**** a proposito della parola “Preboggion”, Jack La Bolina (pseudonimo di Augusto Vittorio Vecchi) premette al volumetto del 1880 che ha titolo omonimo: “La Leggenda” – “La realtà” – “L’opinione della mia cuoca”: “La leggenda”: “Anton Giulio Barrili fecondo romanziere narra che i marinari genovesi crociati all’assedio di Cesarea, la fame straziando le viscere ai più guerrieri, non esitassero a raccogliere le erbe de’ campi, e che ne componessero una zuppa condita d’olio e di sale. Magro mangiare invero, che non per tanto destò la cupidigia dei catafratti compagni dell’esercito. I quali non disdegnarono l’offerta d’una scodella per sé ed esitarono un tantino ad accettarla per il buon Goffredo, richiedendosi l’un l’altro se quella minestra rozza e silvestre era degna del ‘preux Bouillon’. D’onde l’origine al nome che attualmente porta la zuppa d’erbe e che in vernacolo ligure suona: ‘preboggion’. – “La realtà”: “Raffaele mio carissimo amico rafferma i miei scrupoli etimologici colla seguente lettera: “Carissimo collega, Sento che volete occuparvi del ‘preboggion’ e temo che, non essendo genovese, non siate abbastanza bene informato di questo ‘pot-pourri’ botanoide. Quindi, nell’interesse tanto del sullodato ‘preboggion’ come delle cose Ligustiche, vi dirò che cos’è. – Il ‘preboggion’ è un mazzo di ortaglia, cioè uno o due cavoli ancor giovani e di qualche foglia di bietola. Alle volte vi si aggiunge qualche ramoscello di prezzemolo (‘petrocillo’ degli antichi genovesi, come dall’Ambasciata al Khan di Persia – “Atti società Ligure di Storia Patria” vol. rec. pubblicato – che dovete avere). Queste diverse erbe si mettono colla minestra e si fa riso co’ ‘preboggion’, fidé co’ ‘preboggion’ etc. etc. – Molti saluti a voi ed agli amici.”. – “L’opinione della mia cuoca”: “Agostina, interrogata, risponde: “Alcune erbe aromatiche non guastano il ‘preboggion’, come anche non guastano talune insalate campestri; tali sono la pimpinella, la cicerbita, la terra crepoli e simili. Al mio paese (Cesarano) lo si fa senza mescolarci né pasta, né riso; è minestra di quaresima.” – (…) “Nicola Zanichelli scodellerà la minestra calda calda in una delle sue belle ciotole adorne di fregi e dei soliti rabeschi. Buona digestione, lettrici; sonno tranquillo, o lettore.”

Umberto Curti
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