25 giu 2022  | Pubblicato in Ligucibario

A Porto Venere con Umberto Curti

foto liguriafood roseDa qualche giorno è fresco di stampa nelle edicole il numero 29 di LiguriaFood. Nel magazine bimestrale dedicato al meglio del food&wine regionale, Umberto Curti stavolta ci conduce – e davvero per mano – nel cuore di Porto Venere, e del suo minuscolo magnifico arcipelago. Da pagina 40, anche grazie a splendide foto, il lettore esplora questo scrigno di bellezze dell’estremo Levante e ne “pregusta” la gastronomia. Come sempre Umberto Curti scova tradizioni e ricette ancestrali (cui talvolta la modernità anteporrebbe – senza specifica colpa, sia chiaro – piatti più “trendy” e commerciali). Ecco dunque il rito della salagione delle acciughe, i matafama, gli sgabei, le frittelle di baccalà, la panissa cö-e çioule, la buridda di grongo (peagallo), la cima di polpo affettata sottilissima come un delicato carpaccio, i pesci in scabeccio, i testaroli, gli erbetti coi fagioli dell’occhio, le brosseghe amate anche dal compianto Angelo Paracucchi (che cucinava capolavori ad Ameglia), il bönettö de laete, la torta di riso (dolce), i biscotti cor fenoceto, dal gusto nitidissimo… Piatti della memoria, da salvare ad ogni costo dall’estinzione. E, sull’isola Palmària (dal 2001 area protetta) è stato recuperato un vino bianco che sposa perfettamente gran parte delle pietanze locali di mare e vegetali… Ci vediamo là, amico Lettore? Luisa Puppo

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