Abbiamo svolto per AITI Liguria (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti), sodalizio con cui da tempo collaboriamo, la prima delle due sessioni del seminario di aggiornamento 2026 dedicato all’enogastronomia ligure.
Ben 65 gli iscritti online, non pochi da fuori Liguria, a comporre una audience attenta e partecipe, e a testimoniare quanto il tema attragga. Una audience che in chat e poi nel tempo dedicato al “q&a” (questions and answers) non ha fatto mancare commenti e quesiti.
Enogastronomia ligure: quattro casi studio
“Saperi e territorio: come raccontare l’enogastronomia ligure”: la prima delle due sessioni (la prossima è prevista martedì 20 ottobre * ) riguardava due tematismi che possiamo ben definire centrali nell’alimentazione genovese e regionale: ovvero il pesto di basilico (ma anche le altre salse da mortaio liguri** ) e la focaccia genovese (oltre alle altre focacce liguri). Peraltro anch’essi, non di rado, due notissimi “ignoti”, due compagni quasi quotidiani della nostra tavola eppure due alimenti di cui non si conoscono a fondo quelle caratteristiche che, come si suol dire, fanno la differenza in termini di qualità ma anche di digeribilità. Filiere brevi, cultivar autoctone, tutela della biodiversità, prodotti di stagione, buonessere…, sono “urgenze” che ci riguardano da vicino, immersi come siamo nell’antropocene.
Enogastronomia ligure: dalla conoscenza del prodotto alla comunicazione interculturale
Personalmente ho trattato il pesto tramite uno “storytelling” che andasse a riscontrare le 20 questioni principali che, in tanti anni di corsi e conferenze, ho notato riguardare dubbi e curiosità molto diffuse.
E nel caso della focaccia ho percorso i 6 ingredienti che oggi comunemente si utilizzano (farina, acqua, lievito, maltosio, olio e sale) per approfondire – pur rapidamente, vista l’ora e mezza a disposizione – argomenti d’amplissima portata quali la raffinazione, la forza, il glutine, i preimpasti, i grani antichi… Gli iscritti al seminario troveranno sui siti e nei libri suggeriti, e ovviamente qui su Ligucibario®, molti spunti d’approfondimento, per successivi percorsi autonomi.
Luisa Puppo, anglista con specifiche competenze ed esperienze d’internazionalizzazione, ha viceversa fornito ai presenti una panoramica di contenuti, toolkit, videografie e repertori estremamente utili per le traduzioni e l’interpretariato in lingua inglese. Strumenti, directory di link e risorse operative, anche per sottolineare, in termini di interculturalità, come l’enogastronomia (dai processi produttivi alla degustazione) è percepita e descritta oltre confine (lessici, stereotipi, case history…). Tra i link condivisi, Focaccia col formaggio: the monument of Recco, Focaccia Genovese: the Recipe, All about Basil: the Herb of Kings, tratti dal blog LiguriabyLuisa.
Del resto, la concretezza dei training di Luisa Puppo discende dal suo essere in prima persona, e da circa 30 anni, imprenditrice, ruolo che inevitabilmente tiene lontani gli accademismi e le astrattezze…
* riguarderà il vino (Pigato e Vermentino) e chinotto e canditura
** aggiadda (la madre di tutte), salsa di noci, di pinoli, marò di fave, machetto di sardine… Ovviamente, ognuna è dettagliata su Ligucibario® nella sezione “alfabeto del gusto“. Buona lettura e buon appetito, scrivetemi se vi cimenterete…
Umberto Curti
Umberto Curti e Luisa Puppo, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale.
Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.
Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. Per informazioni e approfondimenti, scrivi a info@ligucibario.com.


