Lasagne per i battitori di grano, lasagne pe i battou… Sorta di “fidelansa” (vedi qui sull’alfabeto del gusto la relativa voce), durante il periodo di lavoro agricolo – specie in alta val Trebbia – venivano offerti alla manodopera pane e salame, vino, e lasagne col sugo. Quest’ultimo era un piatto ricco, corroborante, rifinito con formaggetta ...
Il termine zuppa discende dal germanico, “fetta di pane intrisa” (la minestra implica viceversa una presenza della pasta o del riso). Tipicità anzitutto di Alassio (SV), questo piatto di suppa co-e porpette rammenta vagamente i canederli, knoedel, che si legano etimologicamente agli gnocchi. Nacque verosimilmente ...
L’impasto in questo caso prende colore grazie – in genere – alle borragini. Meno suggestivamente agli spinaci. Sono larghe fettucce classicamente condite con burro e parmigiano (o grana padano), o al “tocco”… Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e ...
La gastronoma Mitì Vigliero Lami cita questa ricetta in cui i natalin * , scolati al dente, vengono uniti a pancetta (?) soffritta in olio e vino bianco, con panna (?) e formaggi… Mi convince poco, lo confesso. * i natalin sono i maccheroni /mostaccioli ...
Lasagne e picagge, parenti strette. Lasagna deriva forse da losanga (laganum), per via della forma rettangolare-romboidale, sfoglia grezza da cuocere in forno o sul fuoco diretto – ma poi il gastronomo romano Apicio la usa per ricoprire tortini e la farcisce di carne – . ...