cuciniera genovese

Genova 1863, profumi di cucina

Genova 1863, profumi di cucina
                  Il 1863, a Genova, è l’anno della prima “Cuciniera” locale mai pubblicata, opera di Giobatta Ratto, la quale precede di ben 28 anni la famosa “Scienza in cucina” di Pellegrino Artusi. Ma accadono varie cose, in quell’anno… Nell’area di piazza Marsala l’apprezzato architetto George Edmund Street ...

Assaggi di Ottocento, si parte!

Assaggi di Ottocento, si parte!
              Assaggi di Ottocento, was ist das? Genova nel 2025 focalizza l’Ottocento come àmbito prioritario d’indagine circa la storia cittadina, dedicandogli specifiche iniziative (il 2024 si concentrò viceversa sul Medioevo). Il progetto “Assaggi di Ottocento”, che Biblioteca Civica Berio (Comune di Genova) pone in essere in collaborazione con chi ...

Genova nell’Ottocento. Una bibliografia

Genova nell'Ottocento. Una bibliografia
                Genova nell’Ottocento. La Superba dedica il 2025 all’Ottocento, con una serie di ricerche ed iniziative per focalizzare ancor meglio la storia cittadina di quel secolo. Ligucibario® seguirà ovviamente con interesse e “accompagnerà” con testi e materiali questo percorso lato sensu di approfondimenti. Il primo contenuto che proponiamo ...

Rossi, Emanuele

Rossi Emanuele: uscì nel 1865 in Toscana, a sua firma, “La vera cuciniera genovese facile ed economica ossia maniera di preparare e cuocere ogni genere di vivande”. Molte le ricette, in competizione con Giobatta Ratto, precedente di due anni. Delle due cuciniere compilò anni dopo una meritoria sintesi il gastronomo Emerico Romano Calvetti… Umberto Curti ...

Calvetti, Emerico

Calvetti Emerico Romano, gastronomo e divulgatore, nel 1910 pubblicò una meritoria sintesi delle due “Cuciniere genovesi” sin lì edite, quella di Giobatta Ratto (1863) e – ancor più mastodontica – quella di Emanuele Rossi (1865). Al n. 39 della prima ecco la battuta o savore d’aglio, ovvero il pesto. Umberto Curti L’alfabeto del gusto di ...

Acqua rossa

Acqua rossa è lo sciroppo di amarene, che molto piacque a Stendhal, pseudonimo di Henri Beyle, in un locale dei carruggi genovesi (“Mémoires d’un touriste”, 1838) dove la pagò tre soldi, e ce ne parla anche Giobatta Ratto nella sua “Cuciniera” (1863). Per chi voglia cimentarsi, occorrono 4 kg di amarene, che si schiacciano con ...