15 dic 2023  | Pubblicato in Ligucibario

Mood food, ma in Liguria

preparando la focaccia col formaggio...

preparando la focaccia col formaggio…

Se, ora più che mai, ci troviamo ogni giorno a combattere contro quello che Ernesto Calindri – in un vecchio e notissimo spot – definiva “il logorio della vita quotidiana”, il cibo può rappresentare un prezioso alleato ed una compensazione anche interiore. Una corretta spesa, una ricetta cucinata con amore, un “esperimento” piacevole col vino, un momento specificamente condiviso a tavola sono talvolta una forma di buonessere che dal piatto, o dal calice, via via irradia il nostro umore, e giova al nostro stato d’animo…

Oggi che ad ogni tendenza si affibbia un nome (ma alcune durano poco o niente), parliamo così di mood food. Dovrebbe e potrebbe esser l’antitesi al cibo spazzatura, quello che consumiamo di corsa, non di rado stressati, stanchi, malinconici, senza riuscire a staccare. Dovrebbe e potrebbe esser anche un’ottima risorsa quando ad esempio organizziamo una cena importante, e apparecchiamo con cura, o quando festeggiamo un anniversario, e ci concediamo un po’ di relax e spensieratezza con chi amiamo.

Mood food: privilegiamo – vi prego – le filiere corte e le cultivar locali. Ma senza dimenticare che l’Italia da sola possiede 20 o più meravigliose cucine regionali, ed esse ci offrono – ciascuna senza eccezioni – un forziere di possibilità. Cerchiamo di premiare la qualità di chi coltiva, alleva e produce anzitutto secondo coscienza, programmiamo il più possibile i menu così da non far piangere il frigo e da non ricorrere a frettolosi acquisti dell’ultima ora, e moderiamo le quantità (siamo purtroppo diventati le società dell’eccesso, del superfluo, del sovrappeso…).

Se la cosiddetta dieta mediterranea fa parte dal 2010 del patrimonio UNESCO vorrà ben significare qualcosa… Molti degli alimenti che la compongono sono infatti nutraceutici, ovvero detengono proprietà benefiche, che ci rendono più sani e longevi.

Siete stanchi, fuori fase? Preparate una capponadda alla camoglina, profumata, multicolore, fresca, e senza neppur bisogno di accendere i fuochi.

Siete in vena di mettervi alla prova? Preparate un pesto al mortaio, vi occorreranno una ventina di minuti, ai primi tentativi forse stenterete a stracciar bene col pestello le foglioline di basilico, ma perseverate, mi raccomando, e poi regalatevi le trenette, i mandilli, gli gnocchi, le trofiette (anche di castagne!), ed un Pigato.

Volete coccolare e stupire i vostri figli? Eccovi a questo link  la mia ricetta della focaccia col formaggio, vi occorrono soltanto una farina di forza, un’ottima crescenza, e un po’ di extravergine e sale, provare per credere (niente lievito)… Potrete servirla come antipasto, come primo, come piatto unico, fate attenzione perché crea dipendenza psicofisica…

State immaginando una cenetta a lume di candela? Il latte dolce fritto – quella golosità che gustiamo (o gustavamo?) anche nel grandioso fritto alla ligure – potrebbe davvero chiuderla in maniera splendida…, magari accompagnato da una coppa di Moscato ben freddo. Volete tenervi più “leggeri”? La pasticceria secca ligure propone i canestrelli, i cobeletti, ottimi pretesti per familiarizzare con la pastafrolla, ma conoscete la stroscia di Pietrabruna?

Sia come sia, fatemi sapere.
Umberto Curti
umberto curti

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