18 dic 2023  | Pubblicato in Ligucibario

A Genova, gusto di Rolli

Foto0455

Venerdì 15 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo ha cooperato all’accoglienza, in Palazzo Tobia Pallavicino, di gruppi di ospiti pertinenti a target cultural-enogastronomici. L’iniziativa appartiene all’offerta “Rolli experience”, calendarizzata dalla Direzione turismo anche i prossimi 30 dicembre e 5 gennaio…
Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Anna Galleano della Camera di commercio e di due divulgatrici specializzate, il gruppo dei partecipanti ha seguito – prima del buffet vero e proprio allestito da Welcome ricevimenti – uno speech di approfondimento di Luisa Puppo circa la cucina genovese, ingredienti e tradizioni culinarie.

Rolli experience e turismo esperienziale

Il turismo esperienziale – di cui la nostra società di consulenza si è davvero occupata fin dal suo affermarsi (1) – ha sancito la priorità del come rispetto al dove, ovvero la progressiva prevalenza delle destinazioni che, aldilà del proprio nome più o meno reputato, garantiscono ai visitatori full immersion nella vita locale, sensazioni, momenti relazionali, senso di comunità. Uno degli eobiettivi del progetto Rolli experience.
Ecco dunque che la cultura dell’accoglienza deve ergersi a sistema, padroneggiando le lingue del mercato, presidiando al meglio i pianeti web e social (perché già lì inizia il customer journey e già lì nasce l’interesse), praticando quello storytelling che compiutamente svela tradizioni, artigianato, botteghe, ricette.

Rolli, storytelling tra heritage e senso di appartenenza

Cultura, che in ambito turistico il mondo anglosassone sagacemente rende con heritage, è proprio quel che l’antropologo definirebbe l’insieme di sapienze ed usi che caratterizzano un popolo, un luogo. Ed in tal senso Genova e il Genovesato, da millenni “baricentro” di rotte e commerci, hanno tanto da offrire.
La dieta mediterranea, i muretti a secco, i Rolli sono via via assurti non a caso a “patrimoni UNESCO”.
Io ricordo bene – tanto per dire – quando in città non si avvistava un turista, il porto antico era varco buio e inaccessibile, dentro Palazzo Ducale posteggiavano le auto, via San Lorenzo e via Balbi morivano affumicate dal traffico… Ma qualcuno temeva che la Superba si abbassasse a città di camerieri…
Deogratias molt’acqua è scorsa sotto i ponti sciacquando la vista ai miopi, ed io stesso ho militato fra coloro che più si sono battuti affinché Genova prendesse coscienza della propria bellezza, e finalmente si concedesse ai suoi spasimanti. Il turismo, ove ben gestito, reca vantaggi incommensurabili. E, last but not least, incentiva quel senso di orgoglio e di appartenenza che per tanto tempo (e forse Petrarca se ne stupirebbe) ci era mancato.
In alto i cuori, dunque, e avanti i carri, il 2024 ci attende!
(1)uno fra i miei saggi più recenti s’intitola Libro bianco del turismo esperienziale. Prospettiva (in Liguria) per territori, cultura, imprese, ed. Sabatelli, Savona. Approfondimenti a questo link
Umberto Curti
umberto curti

Commenta