19 gen 2026  | Pubblicato in Ligucibario

Turismo esperienziale ed accoglienza

umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale

umberto curti. libro bianco del turismo esperienziale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho iniziato le docenze presso Endofap Liguria (via B. Bosco 14 a Genova, telefono 010 0983935, www.endofapliguria.it) relativamente al corso – programma GOL – per operatori dell’accoglienza turistica. Le tematiche in gioco si rivelano oggi quanto mai centrali, poiché il significato del turismo si è evoluto ed esteso in così tante direzioni da richiedere figure professionali molto idonee quanto a soft e hard skills.

Da quando, una trentina d’anni or sono, personalmente iniziai ad operare nel settore, molteplici e rapidi sono stati i cambiamenti (le deregulation, il fenomeno last minute, internet, i viaggi low cost, i social media…). La Liguria, poi, a partire dal nuovo millennio si è connotata in particolare per l’esplosione dell’outdoor e per il progressivo posizionamento della città di Genova fra le mete culturali.

Gli operatori dell’accoglienza, in tal senso, risultano quindi un front line immediato, che necessita di competenze evolute, specifiche ma al tempo stesso “trasversali” per interfacciarsi alla domanda (e aggiornarsi lungo tutto l’arco della vita risulta ormai indispensabile). In Liguria la costa deve dialogare con l’entroterra, l’offerta deve destagionalizzarsi, e la conoscenza delle lingue e l’attitudine allo storytelling debbono sempre più imporsi come strumenti di promozione e valorizzazione anche a contatto con l’ospite.

Nel modulo corsuale di mia pertinenza, esplorerò particolarmente quel turismo esperienziale, ed enogastronomico, che afferisce nella nostra regione e nella nostra città con bisogni ed aspettative peculiari e definite: questa clientela è in cerca di un come, oltre che di un dove, e richiede alle destinazioni soggiorni immersivi, relazionali, ad alto tasso di genius loci. Sono tendenze che ho lungamente percorso già in un saggio del 2018 (a questo link), che credo sia tuttora l’unico nel panorama della saggistica sull’incoming inerente la Liguria.

Questo turismo va pertanto gestito da un lato prevenendo quelle forme di overtourism che, una volta deflagrate, sono poi – come purtroppo sappiamo –  molto complesse da risolvere, dall’altro con strategie di marketing “kotleriane”.

Oggi non siamo più in presenza di mercati di massa, bensì di masse di micro mercati, ogni target si fraziona in sottonicchie “special interest”, e ci chiede viaggi dinamici, ricchi di attività, in cui sentirsi parte della comunità residente. Viaggi in cui vivere tradizioni, modi di vita, dialetti, artigianati, ricette di cucina…

La Liguria e Genova dispongono di una cultura millenaria, e non si dimentichi che la dieta mediterranea, i muretti a secco e di recente la cultura italiana sono assurti a patrimoni UNESCO. Non v’è quindi che da rimboccarsi le maniche, indagare sempre bene i trend di mercato, e comporre un prodotto di sistema che ci renda massimamente competitivi là dove possiamo competere.

Umberto Curti
umberto

Commenta