7 giu 2024  | Pubblicato in Ligucibario

Luni e la pietra di Luna

luniHo visitato con Luisa, al Palazzo Reale di Genova, la mostra “La pietra di Luna”. Per me, che nel 2012 pubblicai “Il cibo in Liguria dalla preistoria all’età romana” riservando grande spazio anche a quella colonia romana (dedotta nel 177 a.C.), è stata una gioia.

L’esposizione è fruibile – riservando la dovuta attenzione anche ai pannelli esplicativi – in un paio d’ore circa. Pannelli, purtroppo, non privi qui e là di refusi, nonché uno in particolare forse troppo confidente nei riguardi di una calata a Luni di un “re danese”, Hasting, il quale l’avrebbe scambiata per Roma: tale episodio è ormai messo in dubbio dalla gran parte degli storici.

Sia come sia, la bella iniziativa è un viaggio dentro una città via via ricca ed evoluta, che per alcuni secoli, grazie in primis al suo marmo pregiato, seppe dialogare con Roma (e non solo). Una città che si punteggiò di edifici sacri ed istituzionali, botteghe che s’affacciavano sul foro, domus eleganti, e quel bell’anfiteatro (esterno) giuntoci in ottimo stato di conservazione…

In età romana le merci viaggiavano meglio, quasi sempre, via mare piuttosto che via terra, specie se gli dèi si mostravano benigni, e quindi da Luni il marmo raggiungeva l’Urbe via Tirreno, sovente senza scali intermedi, e colà “sostanziava” case patrizie, teatri, edifici di rappresentanza. Del resto, sappiamo che Augusto, patronus anche di Luna, desiderò intensamente solennizzare l’aspetto urbanistico della capitale, tanto che poi lo storico Svetonio ci conferma come costui si vantasse davvero d’aver reso di prezioso marmo una città che aveva trovato di poveri mattoni…

Luni “sfamava” gli appetiti di marmo dei vari mercati-target con 25 siti produttivi. Quando però il crollo dell’impero romano determinò anche una crisi delle cave estrattive, Luni s’avviò ad un inevitabile declino, fra terremoti, incursioni barbariche, insabbiamenti del porto, epidemie di malaria. Declino che in qualche modo possiamo recuperare anche da alcuni versi di Rutilio Namaziano e, vari secoli dopo, della Divina commedia. Sic transit gloria mundi…

Agli amici Lettori di Ligucibario®, che da tanti anni non sono poi pochi, suggerisco quindi di recarsi a “scoprire” Luni anzitutto al Palazzo Reale di Genova, e poi, ancorpiù, di scoprire dal vivo quel che ne resta a Ortonovo…  A pochi km dalla Spezia si può infatti sperimentare una full immersion archeologica attraverso un Museo che temo sia, purtroppo, ben poco visitato.

Buon viaggio!

Umberto Curti

umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova

umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova

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