Chi voglia abbracciare dall’alto Valbrevenna dovrebbe salire anzitutto a Vaccarezza, un “balcone” il cui toponimo si lega evidentemente all’allevamento delle vacche. Dai carolingi come da studiosi del Novecento “evinciamo” non a caso che i formaggi e il burro locali dovevano esser meravigliosi.
Molti collegano – correttamente – il toponimo Valbrevenna ad una valle, ma ormai essa è forse prima di tutto un “paese”, di 750-1000 abitanti… La Val Brevenna infatti, acquisendo anche fazzoletti di terra dai Comuni di Savignone, Casella e Montoggio, si costituì in unico Comune a fine Ottocento, nella stagione di prosperità che dava da vivere a ben 3.500 abitanti. Conta – accorpate quindi amministrativamente – circa 50 frazioni (su 35 kmq), un’infinità di chilometri di mulattiere, belle vette escursionistiche, e non casualmente 7 parrocchie, di cui due (S. Margherita Vergine Maria in frazione Tonno e Sant’Anna in frazione Nenno, quest’ultima vanta al proprio interno un meraviglioso apparato marmoreo) della Diocesi di Tortona, nonché infine innumerevoli cappellette (1).
Il simbolo araldico comunale evoca la geomorfologia del luogo, definito da un lato dai monti Antola (m 1597), Buio (m 1490) e Schigonzo (m 1014), dall’altro dai monti Duso (m 1450), Liprando (m 1122) e Banca (m 928), tutti alquanto noti ai trekkers. Le 7 croci alludono alle 7 parrocchie originarie, mentre lo sfondo a strisce diagonali argentate e celesti è naturalmente l’ennesimo richiamo ai Fieschi, che a lungo dominarono l’area.
La stretta valle da metà Ottocento è stata coinvolta dal movimento migratorio verso Stati Uniti (California…) e America Latina (da frazione Carsi, vecchio capoluogo, era quasi costante la destinazione Cile), ma le donne facevano anche le mondine nel Vercellese, per aiutare i mariti contadini, o operai.
Tutto questo e tanto altro vado in questi mesi approfondendo nel manuale operativo “Valle Scrivia, l’appetito vien camminando” in via di ultimazione, anche grazie al contributo di Luisa Puppo (anglista ed esperta di turismo internazionale) e di Riccardo Poggio, Guida ambientale escursionistica. Stay tuned!
Umberto Curti
Umberto Curti e Luisa Puppo, grazie a competenze ed esperienze maturate in oltre trent’anni di attività a fianco di territori e imprese, sviluppano consulenze e percorsi formativi per destinazioni turistiche, operatori e realtà impegnate nella valorizzazione territoriale.
Attraverso Ligucibario® promuovono strategie fondate su marketing territoriale, turismo esperienziale, storytelling e identità dei luoghi, con particolare attenzione alle relazioni tra comunità, patrimonio culturale, enogastronomia e nuove forme di fruizione sostenibile.
Umberto Curti e Luisa Puppo collaborano con enti, imprese e territori attraverso consulenza, formazione e valorizzazione territoriale. Per informazioni e approfondimenti, scrivi a info@ligucibario.com.

