20 mar 2026  | Pubblicato in Ligucibario

Biodiversità, da Wilson alle città

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Biodiversità è un concetto che nella mia visione oggi si può utilizzare non solo in accezione ambientale, bensì anche culturale, linguistica, finanche gastronomica… In estrema sintesi, tuttavia, esso originariamente indica, sulla scia dell’entomologo americano Edward Wilson, la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono. L’Italia, àmbito mediterraneo, si caratterizza per una biodiversità ricchissima, decine di migliaia tra specie animali e vegetali. E di tale fortunato àmbito la Liguria è parte integrante.

Poiché l’azione antropica costantemente interagisce con questa biodiversità, oggi ci compete il duplice imperativo di custodire ed anche di divulgare a dovere tali patrimoni, poiché essi sono anche un marker identitario dei territori (si pensi in chiave escursionistica…) nonché delle comunità che ad essi si relazionano (si pensi all’agricoltura, alla pastorizia, alla pesca…). Il cibo – in particolare – è davvero un ponte fra natura e cultura, tanto più che la cucina italiana è assurta di recente a Patrimonio Unesco, e questo ponte può attrarre turismo qualificato.

La biodiversità peraltro è di continuo sotto i nostri occhi, a un passo da casa, anche se non siamo botanici né altro, e le banche dati che ci consentono di indagarla ampliano via via le nostre conoscenze. Una crêuza, un parco urbano, un’aiuola o una siepe, una “macchia” di preböggiön (che ci permette di cucinare pansoti, zuppe, frittate…) cresciuta accanto ad un muretto a secco, un muschio, un uccello, un insetto…, dimostrano che anche le città e gli abitati possono regalare sorprendenti e piacevoli scoperte. Benvenute dunque, con l’aiuto della scienza, quelle iniziative che coinvolgono e sensibilizzano i cittadini, “restituendo” loro un’immagine non di rado diversa, e innovativa, dei luoghi in cui quotidianamente essi abitano e si muovono.

L’immagine, in definitiva, di una città “viva” e green, di ecosistemi che evolvono, capaci di una resilienza che è intrigante ritenere di buon auspicio, permettendo loro di adattarsi alle sfide del cambiamento cui l’antropocene purtroppo ci espone.

Per questo articolo, dunque, il suggerimento di lettura che con piacere rivolgo agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) è, classicamente, Edward O. Wilson, Biodiversità, nella “riedizione” Sansoni, Firenze, 1999.
Umberto Curti

(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)Umberto Curti

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