Voce dialettale (ponentina) per malva, Malva sylvestris, anche arma, marva, vauma, mauva, valma, varmetta. Ha belle doti riconosciute sin dall’età greco-romana, l’umile malva, “la malva da ogni malattia salva”, pianta che il Capitulare de villis (emanato in àmbito carolingio alla fine del secolo VIII) pretese posizionata in tutti gli orti… Si prepara in decotto, ovvero si fanno bollire fiori e foglie (non è una tisana), anche in sinergia con sambuco, lavanda, piantaggine, eccetera. Un tempo se ne facevano unguenti, cuocendola nel burro sino a totale scomparsa della componente acqua. Qui nell’alfabeto del gusto presenzia in quanto si usa anche per pani, gnocchi, torte salate, nelle zuppe, nei risotti (val Trebbia), nei ripieni, nelle frittelle… I Lettori più curiosi approfondiscano poi anche la bismalva e il malvone.
Umberto Curti
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