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Coronata

Il Coronata è un vino bianco “rientrante” come sottozona nella DOC Val Polcevera, è blend da vari vitigni, fra cui in primis la Bianchetta Genovese. Quando con mio padre superavamo in auto il viadotto Morandi (quel ponte di Brooklyn cui oggi leghiamo una delle più terribili sciagure accadute in città…) era d’obbligo la citazione per un vino che dava di zolfo, forse chissà per il verderame, forse chissà per le vicine, fumose e già orribili industrie… Coronata deriverebbe da Columnata, ovvero terra dove coloni piantavano pali come confine dei poderi o come elemento di sostegno delle viti; siamo nell’area della famosa Tavola Bronzea (vedi qui la relativa voce). Coronata è una collina sovrastante Genova-Cornigliano, caratterizzata anche dal santuario dell’Incoronata (vedi qui anche la voce Paciugo), dove alcuni vigneti sono stati miracolosamente preservati, merito prima di una cooperativa con dominus Domenico Barisone, instancabile vigneron di origini piemontesi, nonché poi di Andrea Bruzzone * , di Gionata Cognata, di Giacomo Cattaneo Adorno… Il vino è menzionato anche da Agostino Giustiniani nel 1535, ma già estratto dalle uve nei secoli precedenti, quando i monaci della Badia di Sant’Andrea degli Erzelli ** incentivarono in zona la vite, e poi valutato dall’abate Goffredo Casalis (1781-1856) “Tra i più squisiti del genovesato”. Recentemente iscritte ai vigneti eroici una particella a Genova Fegino (Bruzzone) e una a Genova Morego (Cognata), località che era un tempo di villeggiatura. L’abbinamento tradizionale – e doveroso – è con piatti di pesce e piatti con verdure: ergo polpo e patate, corzetti con la salsa di pinoli, minestrone, pesto, panissa, torta pasqualina, polpettoni…

* produttore dell’unico spumante DOCc metodo classico prodotto a Genova

** detta anche Sant’Andrea de Sexto, per la prossimità a Sestri Ponente, o Sant’Andrea della Colombara, era un antico presidio cenobitico, ora sconsacrato e non visitabile. Posto ai piedi della collina degli Erzelli, vicino a quella spiaggia detta “il deserto”, ora interrata, che separava Cornigliano da Sestri e dove cadde da cavallo la Luigia Pallavicini cantata dal Foscolo. Nei dintorni – come racconta la scrittrice genovese Corinna Praga, da poco mancata – uno scoglio ospitava un antico monastero benedettino (VII secolo)…

Umberto Curti
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