Le melanzane, origine Cina o India e conseguente import arabo (“badindgian”), furono a lungo oggetto di diffidenza, “mele insane” * . La riabilitazione cominciò al Sud. La raccolta, a frutto non ancora compiutamente maturo, per chi ancora segua le stagioni principia a giugno e arriva all’inverno.
La cultivar tonda genovese, squisita, si presta a varie ricette, fra cui in sformato, a funghetto (trifolate), ratatuia… In Val Fontanabuona (GE) le melanzane si presentano viceversa più ovali, più chiare e più opache. A Campiglia, frazione della Spezia, si preparano ravioli di melanzane (e zucchine). Il Dellepiane (ricettario del 1880) le propone in timballo. Ricorda sempre di affettarle e cospargerle di sale grosso su un piano inclinato, affinché coli via l’amaro.
* l’Artusi (1891) le chiama “petonciane”, ma è un uso che oggi va perdendosi anche in Toscana
Umberto Curti
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