Escursionismo ed oleoturismo in Liguria. Entrano via via sempre più nel vivo le mie docenze presso ente F.Ire Genova per la 7ma edizione di “Guida ambientale escursionistica”. Come da programma, anche per favorire la relazionalità e l’interattività in aula, ho svolto venerdì scorso la prima delle degustazioni guidate che sempre calendarizzo in tali àmbiti, ed è dunque salito in scena his majesty l’olio extravergine DOP Riviera Ligure.
Escursionismo ed oleoturismo in Liguria: formare all’outdoor education
Pur essendo la Liguria una terra compiutamente mediterranea, e l’olio un alimento centrale e quotidiano, che mi auguro sempre più “nutrirà” anche esperienze di oleoturismo * , il tema risulta ogni volta urgente, poiché il consumatore, in questo caso i corsisti, sovente non ha familiarità con gli aspetti produttivi (acidità, perossidi, polifenoli…) né con le diciture presenti sulla bottiglia (collarino giallo, spremitura a freddo…), e quindi stenta a identificare e a scegliere l’autentica qualità.
Novembre è poi il mese, tra Calata Cuneo e via Bonfante, di “Olioliva a Imperia”, quest’anno alla 25ma edizione, connotata purtroppo da un’annata di scarica, e la guardia va tenuta alta anche nei confronti di quei complottisti che ancora negherebbero il cambiamento climatico. Luisa Puppo alcuni mesi fa ha avuto il piacere di conversare a lungo col climatologo Luca Mercalli, persona cordialissima oltre che sapiente, ed il quadro meteo che ci attende nei prossimi anni non è certo dei più rassicuranti e richiederà agronomie sagaci…
Oleoturismo e dieta mediterranea: due good news
Mi piace tuttavia controbilanciare questa criticità a venire con due ulteriori good news, da un lato la certificazione IGP ottenuta dall’oliva taggiasca, da secoli regina delle fasce terrazzate ponentine ** , drupa generosa da olio e da mensa, che si unisce così agli altri 5 prodotti (2 DOP e 3 IGP) certificati della Liguria.
Dall’altro l’attività ormai pienamente a regime dell’Ecomuseo della dieta mediterranea, ubicato in Palazzo Vinciprova a Pioppi (Pollica, nel Cilento, provincia di Salerno), che si richiama anche all’opera geniale di Ancel Keys, e che andrebbe davvero visitato dalle scuole – come si diceva un tempo – d’ogni ordine e grado…
In definitiva, “formare” all’outdoor education i corsisti che domani sui sentieri liguri saranno gli ambasciatori e gli storyteller della nostra biodiversità non può prescindere dalla condivisione di quelle filiere, quelle cultivar, quei prodotti che da sempre e al meglio incarnano l’identità dei luoghi, e che ci garantiscono tracciabilità e buonessere.
GAE e oleoturismo in Liguria, spunti di approfondimento
E mentre descrivevo l’extravergine DOP Riviera Ligure attraverso un “taggiasco” fornitomi dal Consorzio di tutela, sottolineandone la delicatezza e alcuni sentori (stavolta più “intensi” del solito), ripensavo anche a quel che ci lasciarono Lucetto Ramella, Nino Lamboglia, Francesco Biamonti, Luigi Maccario…
Scoprendo fra loro più d’una consonanza, anzitutto la capacità d’investigare – e divulgare – il territorio in modalità verticale, coerente, appassionata.
Buon extravergine DOP Riviera Ligure, quindi, a tutti i miei Lettori.
* per approfondimenti sui contesti locali, cfr. ad esempio l’ancora attuale Umberto Curti, “Libro bianco del turismo esperienziale. Prospettive (in Liguria) per territori, cultura, imprese”, ed. Sabatelli, dic. 2018.
** percorrendo un virtuoso fil rouge, in Provenza la taggiasca trova la propria “sorella” nella cailletier, e a levante nella lavagnina.
Umberto Curti
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