E’ mancato, 76enne, Carlin Petrini, braidese DOC, ed anzitutto alle sue intuizioni si deve la nascita di Slow Food.
In qualche modo parliamo anche di lui, mercoledì 27 maggio dalle h 17.00 presso il Centro Civico Buranello di Genova-Sampierdarena, durante l’incontro dedicato al Professor Giovanni Rebora. Infatti, a leggere ciò che costoro scrissero, e ad ascoltare ciò che dissero (Rebora talvolta più “ruvido”, ma Petrini sempre altrettanto sottile), si notano profonde e ripetute convergenze.
Sull’etichetta della Barbera d’Asti che nel 2007 Federico Rebora (figlio del Professore), anche grazie all’enologo albese Lorenzo Tablino, progettò – per onorare la memoria del padre – insieme a Franco Roero, vignaiolo di Montegrosso d’Asti, spicca non a caso una bella frase di Petrini: “Giovanni Rebora, Professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze”.
Agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) suggerisco dunque, in quest’occasione, la lettura di “Tagli scelti”, una raccolta di materiali a firma Rebora che Slow Food pubblicò nel 2009, prefata proprio da Petrini, a cui poi Rebora dedica qualcosa di più che un affettuoso saluto finale.
Sono testi, tuttora preziosi, sempre in difesa della qualità alimentare, dei cibi autentici e puliti, e di rispetto assoluto per quelle filiere corte che debbono fronteggiare l’irruenza della globalizzazione e di quelle microeconomie oggi troppo a rischio estinzione (io ebbi la fortuna di conoscere anche Luigi Veronelli, e su quel rispetto poggio ogni giorno il mio lavoro).
Sono testi, tuttora preziosi, che innescano riflessioni a getto continuo, e fornirebbero centinaia di spunti per quella che ormai definiamo (l’espressione non mi entusiasma) public history, ovvero una divulgazione della storia autorevole ma non accademica, e che attraverso l’indagine di aspetti talvolta, sinora, trascurati, produca nuove acquisizioni.
A pagina 257 di “Tagli scelti” v’è tra l’altro un articolo, uscito originariamente su “Il Secolo XIX” del 12 ottobre 2004, che Rebora intitola “OGM? No, grazie, preferisco essere libero di mangiar bene”… Come sempre, personalmente credo che alle parole di Rebora, dettate dal buon senso prima ancora che dalla competenza culturale, vi sia ben poco da aggiungere.
Umberto Curti

