Il minestrone alla genovese , per tradizione, gradisce tendenzialmente solo alcuni tipi di pasta: i maccheroncini, lo scuccusùn * , i bricchetti (“fiammiferi”) e le tagliatelle. Talora i ditalini e le conchiglie. Il minestrone (verdure a pezzi grossi, mi raccomando) va cotto lentamente ** , senza soffritto, alcuni aggiungono la crosta di parmigiano (l’unica “pulita”). Ove aggiungiate pesto (senza pinoli a fini di risparmio…), fatelo solo alla fine fuori dal fuoco! Nell’entroterra aggiungevano viceversa un pestato di lardo. E pazientate, prima di divorarlo, così che s’intiepidisca…
* parola palesemente collegata all’arabo cuscus…
** un tempo cuoceva su stufe a legna e runfò
Umberto Curti
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