Si è svolto nell’ampio auditorium della Biblioteca civica “Saffi” di Genova-Molassana, con bei riscontri di pubblico e di comunicazione, il primo dei 4 eventi * previsti nel 2026 da “Semi di cultura”, progetto del Comune di Genova.
Ai microfoni, via via, molteplici relatori: Elena Ghigliani come responsabile della Biblioteca a far gli onori di casa, Simone Rabbù per il Comune di Genova, il nostro Umberto Curti come “coordinatore” tematico, Elisabetta Moretti per ente F.Ire Genova, e Renato Cattani, Guida ambientale escursionistica regionale qualificatasi dopo il corso (8^ edizione) presso ente F.Ire.
“Semi di cultura”, il progetto in sintesi
Del progetto “Semi di cultura” si è già scritto molto, è in estrema sintesi un “invito” verso forme di cittadinanza attiva e di consapevolezza ambientale, che va irradiandosi verso aree ove può essere ancora forte la cerniera tra abitati ed aree verdi, per la tutela della sostenibilità e la valorizzazione delle identità cittadine: biodiversità, cultura, artigianato, gastronomia…
Nelle parole di Giacomo Montanari, assessore alla cultura del Comune di Genova, “…è un’occasione per ricucire il dialogo tra la nostra storia urbana e la ricchezza paesaggistica del territorio genovese. Attraverso la rete fondamentale delle nostre biblioteche, presidii culturali e sociali di quartiere, portiamo ai cittadini un modo nuovo di vivere e interpretare i propri luoghi”.
In ognuna delle 4 sedi, viene presentato un itinerario ideato dai corsisti (in questo caso ne è stato portavoce Renato Cattani) prevalentemente durante le docenze di Umberto Curti presso l’ente F.Ire. Un itinerario ad anello che origini dall’area delle biblioteche e infine ad essa ritorni, “includendo” il più possibile anche risorse antropiche: caso per caso muretti a secco, mulini, caselle, neviere, ponti, acquedotti, castellari, rissêu…
“Semi di Cultura” in Val Bisagno: l’itinerario
Nel caso della Val Bisagno, una valle che molto ha sofferto a causa dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione, si è proposto un percorso lungo circa 10 km, di modesto impegno, il quale tuttavia permette di apprezzare in successione il ponte sifone sul Geirato, i prati Casalini, la cascata, Cartagenova, Terre rosse e il cosiddetto Castelluzzo. Natura e operato dell’uomo in luoghi che paiono lontanissimi dalla “città”, e che viceversa dalla “città” sono facilmente raggiungibili. Quel che è stato fatto, in aula e fuori, si conforma ai nostri auspici, di Umberto, di Renato, e miei, quelli di un avvenire di pace ed ecofriendly, e ci felicitiamo con la comunità della Val Bisagno, così attiva su quel cammino e così incline – come si suol dire – a fare rete.
“Semi di Cultura” in Val Bisagno: bibliografia e videografia
Poiché il progetto mira anche a fornire alle comunità coinvolte strumenti biblio e videografici per successivi approfondimenti personali, ecco qui anche per gli amici di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi – quanto suggerito e commentato da Umberto Curti durante l’evento.
Saggistica (in ordine alfabetico per cognome):
- Ciliento, “Val Bisagno: itinerari della grande Genova”, Genova 1978
- Cocchella, “La Val Bisagno dall’antichità al Medioevo”, tesi di laurea, disponibile online in formato pdf
- Curti, “Sostenibilità e biodiversità. Un glossario”, Comune di Genova 2023 (gratuitamente richiedibile all’editore, www.sabatelli.it)
- Curti, “Si scriveva Fertor si legge Bisagno”, al link https://www.ligucibario.com/val-bisagno/
- De Negri, “Bisagno sconosciuto”, Genova 1970
- Guastoni, “L’acquedotto civico di Genova”, Angeli 2004
- P. Guerrieri Rota, “La Podestaria del Bisagno ai tempi di Colombo”, La storia dei genovesi (Atti del convegno), vol. X, Costamagna/Genova 1985
- Lamponi, “Paesi e gente di Valbisagno”, Erga 1984
- Mannoni, “Il castello di Molassana e l’archeologia medievale in Liguria”, in “Archeologia Medievale”, I, 1974, Firenze
- C. Pagano, “Vecchia Val Bisagno e San Fruttuoso”, Valenti 1976
- Petracco Sicardi, “Bisagno e Molassana: due toponimi in concorrenza”, in “Bollettino linguistico per la storia e la cultura regionale”, 1999
- Podestà, “Escursioni archeologiche in Val di Bisagno”, Genova 1889
- Praga (cur.), “Sulle tracce della via del sale: dal porto di Genova alla valle del Vobbia”, Genova 1986
- Repetto, “La società contadina…Le proprietà della famiglia Brignole-Sale nei territori della Val Bisagno…”, Libropiù 2002
- Rosso, “Bisagno. Il fiume nascosto”, Marsilio 2014
- Stringa, “La Val Bisagno: cronol. del paesaggio tra spartiacque e mura di Genova”, Avegno-Ge 1979
- Taviani Festa, La valle del Bisagno, Ancora 1953.
Ed ecco alcuni video contenuti (e la loro durata) liberamente fruibili online:
- Val Bisagno (Genoa Municipality), 13:09
- Valbisagno, storia di ponti, di piene… (Città metropolitana), 4:40
- Valbisagno, territorio in transizione (UniGe dAD), 7:32
- Tutte le memorie del Bisagno (XLiguria), 4:41
- Risalendo il Bisagno nel 1987 (Gi Zeta), 30:33 – purtroppo audio pessimo
- Uno sguardo dal ponte (La Valbisagno si racconta), 50:21
- Genova-Casella, una ferrovia di montagna (Umberto Cabella), 34:39
- La storia del mastodontico acquedotto storico di Genova (Primocanale), 25:27
- Frammenti di storia: Bàrego, Val Bisagno (NaturaLiguria), 4:11
- Frammenti di storia: Mulini di Tràpena, Bargagli (Val Bisagno) (NaturaLiguria), 4:57.
Ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa prima e preziosa giornata, non resta che formulare un cordiale arrivederci alle prossime…
* seguiranno il 27/10 h 16.00 presso la Biblioteca civica “Servetto” di Rivarolo, il 16/11 h 17.00 presso la Biblioteca civica “Brocchi” di Nervi, e il 2/12 h 16.00 presso la Biblioteca civica “Benzi” di Voltri. A presto!



