12 ott 2023  | Pubblicato in Ligucibario

12 ottobre, un giorno per Colombo

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12 ottobre, un giorno per Colombo

Riconsegnando Colombo ai suoi tempi, siamo oggettivamente di fronte a imprese e navigazioni che cambiarono il corso della storia. Un fenomeno che riguarda anche quelle relazioni alimentari (via via bidirezionali) tra Nuovo e Vecchio Mondo che originarono dagli sbarchi di Colombo e poi di altri.

Il 12 ottobre Genova celebra la giornata di Cristoforo Colombo (Cogoleto, che convintamente ne rivendica i natali, l’ha preceduta di qualche giorno…).
Da alcuni anni l’esploratore è purtroppo risultato un personaggio “divisivo”, per alcune vicende che lo riguardarono. Ma ciò, mi permetto di dire, un po’ confligge con lo sguardo storicistico, che opportunamente insegna a non valutare gli accadimenti di ieri con lo sguardo (ideologico) di oggi…
Sia come sia, e riconsegnando Colombo ai suoi tempi, com’è suo “diritto”, siamo oggettivamente di fronte a imprese e navigazioni che cambiarono il corso della storia, e soprattutto “chiusero” – non solo cronologicamente – il Medioevo (epoca cui tuttavia si tributarono nel tempo giudizi frettolosi). Non a caso, Colombo risulta uno dei personaggi più indagati dagli storiografi, e la magnifica Biblioteca Civica Berio, a Genova, possiede una raccolta dedicata, circa 5mila volumi ed opuscoli relativi a Cristoforo Colombo e alla scoperta dell’America dal ‘500 ai giorni nostri. Ne fa parte poi il Fondo donato da Paolo Emilio Taviani * nel corso del 2000 (Taviani mancò l’anno seguente), che include anche molte pubblicazioni dell’America centromeridionale…

Le relazioni alimentari tra Nuovo e Vecchio Mondo, un processo bidirezionale

Mi piace qui aggiungere che il Laboratorio “Il viaggio del cibo” offerto alle scuole, che COOP Liguria conferma nel suo progetto Saperecoop, e che mi affida per quanto attiene ai contenuti “di partenza” su cui ingaggiare gli insegnanti, riguarda proprio quelle relazioni alimentari (via via bidirezionali) tra Nuovo e Vecchio Mondo che originarono dagli sbarchi di Colombo e poi di altri.
Un flusso di cibi – e materie prime – che certo rivoluzionarono la mensa e la quotidianità europee, si pensi al mais, alla patata, al pomodoro, a zucche e zucchine, a peperoni e peperoncini, a fagioli e fagiolini, al cacao… In effetti, molta “dieta” che oggi chiamiamo mediterranea (“ubicandola” nel Mare Nostrum) quasi non potrebbe esistere senza l’apporto prezioso di scoperte e varietà alloctone. Poi, ogni risorsa fa caso a sé, si diffidò della patata e del pomodoro per due secoli, si mangiò così tanta polenta – e null’altro – da ammalarsi e morire di pellagra, si bevve molta cioccolata prima di decidersi a trasformarla in cioccolato solido, ma oggi si morde molto più che sorseggiarla…
Parallelamente, dal Nuovo Mondo giunsero anche la fillossera, la dorifora…, ma questa è una storia cui giocoforza accenniamo un po’ più “sottovoce”…
Personalmente, credo che l’indagine storica sui cibi si confermi uno dei veicoli migliori per comprendere i popoli e gli avvenimenti di cui furono soggetti. E che là dove l’umanità si privasse di scambi e interazioni con l’altro-da-sé tanta pietanza della vita mancherebbe pian piano di sale.
* fu storico, economista, e politico di centro.
Umberto Curti

umberto curti in action

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