In Italia si bevono (specie coi “picchi” d’estate…) circa 31 l di birra pro capite l’anno, niente tuttavia rispetto a Germania, Regno Unito, Belgio, Repubblica Ceca. Da noi la birra più “celebre” era sino a ieri quella ingollata all’Oktoberfest, o quella di qualche sperduto monastero “nordico”…, e le Alpi separavano rigidamente il mondo mediterraneo della vite dal mondo brassicolo…
Oggi sono circa 3mila o più i ristoranti italiani dotati di carta delle birre, birre “d’autore” italiane e straniere.
Anche in Liguria la birra artigianale diviene via via ottimamente rappresentata. In particolare, presso il casello autostradale di Busalla (ma in Comune di Savignone), la “Fabbrica della birra”, avviata nel 1999, rappresenta il primo microbirrificio dell’intera regione. La sua storia però va retrodatata addirittura al 1905, grazie all’attivismo di tre imprenditori fra cui il sindaco di Busalla, una storia che negli anni d’oro condusse la fabbrica a produrre circa ¼ di tutta la birra italiana, con vendita all’ingrosso sull’intero territorio nazionale. Ma le tragedie della prima guerra mondiale, e l’irreperibilità in Italia d’orzo e malto (problemi che riguardarono anche la Peroni…), via via soffocarono l’azienda, sino alla chiusura del 1929. Lunghi decenni inevitabilmente compromisero la struttura fisica dello stabilimento, adibito a vari usi, ma dal 1995 una cordata d’imprenditori mise mano alle ristrutturazioni, inizialmente esterne, poi integrali. Nel 1999 la produzione poté così riprendere, accanto ad un’area mescita e ristorativa e ad una alberghiera (che pare preesistesse perfino all’avvio della fabbrica (4)), punto tappa di qualità a pochi metri dagli assi viari che dal Genovesato portano in Lombardia.
Il portfolio prodotti da sempre sciorina referenze – com’è negli stili artigianali – tutte non pastorizzate né filtrate, sia ad alta che a bassa fermentazione, le quali incontrano il favore tanto del grande pubblico quanto degli intenditori più appassionati. Le aromatizzazioni valorizzano concretamente il territorio (castagna, rose, miele…).
Lunga vita alla birra artigianale, dunque, e a quell’Italia – da Piozzo in Piemonte a Busalla in Liguria – che le somiglia.
Quel che avete appena letto è un “assaggio” del volume Valle Scrivia, l’appetito vien camminando, dedicato a questo territorio dell’entroterra genovese, un volume d’imminente pubblicazione, per il quale ho avuto la preziosa collaborazione di Luisa Puppo, anglista ed esperta di turismo in Liguria, e di Riccardo Poggio, guida ambientale escursionistica per la Liguria. Stay tuned! Sarà anche un manuale operativo, un kit di attrezzi per chi voglia visitare la Valle ma anche per chi la abita e chi la amministra.
Umberto Curti
(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)
Umberto Curti
