È la Lumassina a Spotorno (SV). Il nome – un’uva…matta – allude lapalissianamente all’imprevedibilità delle fasi di maturazione. Questo vitigno, di cui tanto ho parlato, venne tratteggiato la prima volta dal Di Rovasenda (1824-1913)… Oggi continua a maturare un po’ tardi e a render bene, donando un bianco acido e beverino, con sentori erbacei e di mela acerba (viene anche spumantizzato), e che fa da “nostralino” – grazie anche alla modesta gradazione – alle sagre locali, sposando benissimo finger food e piatti liguri. Speriamo che i rischi di estinzione siano solo un ricordo, ma teniamo alta la guardia
Umberto Curti
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