Fazzoletti di seta, detti anche “pasta fine all’uso di Genova”, i mandilli sono sottilissime lasagne di circa 12-15 cm per lato, oggi motivo d’orgoglio delle massaie che ancora le impastino e degli chef che ancora le inseriscano a menu (in Liguria le uova sono max 4 ogni chilo di farina, e talora zero…).
Dobbiamo il vocabolo mandillo all’arabo mindil e al bizantino mantélion, e “nutrono” il titolo di un volume-ricettario del giornalista-studioso Franco Accame, scomparso di recente. Un cucchiaio di semola nell’impasto le rende più resistenti. Se le condisci col pesto (come dovresti, ma sono ottime anche con sughi di funghi…), abbina senza indugi un DOC Riviera ligure di ponente Pigato. Si mangiano tuttavia anche con ragù di mare, cappesante, polpetti… A Finale Ligure (SV), addirittura, con sugo di salsiccia.
Umberto Curti
L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…
(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)

