| Alfabeto del Gusto

Pecora brigasca

La pecora (pecus = bestiame), femmina del montone e generalmente priva di corna, come noto fornisce lana, latte, carne. Il latte in proporzioni inferiori rispetto alla capra, ma ad alto rendimento in formaggi. Partorisce da 1 a 5 agnelli dopo 145 giorni di gestazione, e vive dai 12 ai 15 anni. Se macellata adulta, richiede lunghe cotture, il che non la rende apprezzata tanto quanto lo è nei Balcani e nel Maghreb. La brigasca trae nome da La Brigue. Autoctona (sorella della frabosana), ne restano circa 1.800 esemplari, è robusta e dall’inconfondibile sagoma arcuata. Si accudisce prevalentemente in malga, con transumanza e qualche mese in bandia, lungo la costa ligure. Dona tome, ricotte, brusso. Il pecorino brigasco, e dell’Arroscia (IM), tradizione secolare, entra nel marò di fave, eccelle col miele, e chiede in abbinamento un Pigato o addirittura un Ormeasco.
Umberto Curti

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