5 ott 2026  | Pubblicato in Ligucibario

“Digger”, una lezione quotidiana

DIGGER

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprio in questi giorni leggevo delle preoccupazioni circa il Mar Baltico, un mare – al pari del Mediterraneo – quasi “chiuso”, a causa dell’inquinamento chimico, anzitutto da sostanze farmaceutiche, che ospedali e scarichi vari immettono nelle sue acque…

Da molti decenni stiamo scherzando con l’apocalisse, “percependo” qualcosa circa i rischi che incombono sull’umanità (ad es. il cambiamento climatico) solo quando estati via via sempre più torride e siccità via via sempre più spietate ci pongono davanti a un’evidenza ormai tanto tangibile quanto drammatica. Pure, non intendiamo rinunciare ad alcuna delle nostre confortevoli abitudini.

E proprio in questi giorni con Luisa Puppo ho veduto al cinema “Digger”, il film diretto dal pluripremiato regista messicano Gonzáles Iñárritu e magistralmente interpretato da Tom Cruise nel ruolo di un re del petrolio ottantenne (e reso peraltro irriconoscibile dal trucco).

E cos’è “Digger” se non un urlo disperato e un inesorabile j’accuse (tra echi alla Kubrick e parodie di Trump e del trumpismo) contro i re dei business e i grotteschi tycoon (nel film, come detto, un tirannico petroliere) i quali, in nome del profitto, vanno sempre più spregiudicatamente condannando a morte il Pianeta Terra?

Il film, dai chiari impianti teatrali, riserva una sorpresa, descrivendo in realtà un mondo pressoché già postumo, ove i disastri sono accaduti perché nessuno (tantomeno la “politica”) si è opposto a coloro, i magnati cialtroni, cui per nulla importava che i disastri accadessero. In tal modo, il corso degli eventi ha accelerato verso la fine del mondo facendosi ancor più iperbolico di quanto possa ormai esser satireggiato.

Digger non è che uno di quei cialtroni, vive in una reggia con parco (che all’inizio pare non a caso innaturale) e si cura solo di una gatta anzianissima, tenuta in vita a tutti i costi mentre, a causa delle sue trivellazioni, un immenso iceberg si stacca dalla Groenlandia ed inizia a galleggiare diretto verso l’Europa, dove causerà enormi tsunami e milioni di vittime…

L’emergenza provoca anche una riunione tragicomica ospitata da una specie di Parlamento europeo, dove burocrati impolverati recitano come dentro un teatrino impotente e litigioso. E dove Digger, maestro di menzogna, si produrrà in una piroetta dialettica degna dell’antropocene e del degrado di oggi, dove tutto può essere affermato ed insieme negato, perpetrato e condonato.

Questa prova d’autore, ancorché o proprio perché visionaria, e cupa il giusto (là dove non si può certo alludere alle catastrofi sorridendo), andrebbe proiettata nelle scuole, a maggior ragione dinanzi a quei giovani che sovente, anche per colpa di chi non li sa educare ad altro, non sanno staccarsi un solo attimo dai propri smartphone.

E andrebbe tenuta a mente, giorno per giorno, anche quando facciamo la spesa, consumiamo acqua, interagiamo con l’ambiente, sprechiamo risorse… Da tanti anni, non a caso, Ligucibario® (e il blog BioVoci) fanno propria una tutela divulgativa della sostenibilità, e della biodiversità, valori che si realizzano intensamente anche a tavola. Privilegiando le varietà di stagione, accorciando le filiere, leggendo le etichette, distanziandosi il più possibile dagli ogm, dalla chimica, dalle contraffazioni, dal trash food…
Umberto Curti

umberto

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