Una rapida “incombenza” ha condotto Luisa Puppo e me, sabato scorso, a Genova Pontedecimo. E’ però poi divenuta un ottimo pretesto per visitare il grande plastico in scala 1:87 (circa 12 x 3 m) che Piero Alberto Bella ha donato al Convento dei Cappuccini e che, dopo cinque anni di lavoro, ora schiude al pubblico una magnifica veduta di Pontedecimo, località la quale – come noto – fu interessata dalla ferrovia che nel 1853-54 unì il porto di Genova alla sabauda Torino.
La costruzione fermodellistica (su cui viaggiano un convoglio passeggeri ed un merci) è tutta auto-costruita manualmente, si basa su accuratissime ricerche storiche, anzitutto foto d’epoca (le quali però erano in bianco e nero), e ricrea “per settori” quel che Pontedecimo fu dal 1900 al 1951. V’è di che restare a bocca aperta, tanto ogni dettaglio è fedelmente riprodotto. E quando – intorno alle ore 17.00 – si è attivato anche il sistema di illuminazione (magnifici i tanti lampioncini), è stato possibile notare come le finestre presentassero all’interno perfino le tendine ricamate.
Salutati Piero Alberto e la sua Signora, pochi passi ci hanno condotto a piazza Pontedecimo, dove poi, imboccando la statale dei Giovi, si prosegue verso Mignanego e Milano. Qui correva la Via Postumia, costruita da Roma nel 148 a.C. come strada di “arroccamento”, onde agevolare – anzitutto in caso di conflitti – il trasporto di uomini ed equipaggiamenti. E qui di fatto nasce il Polcevera, per la confluenza dei rii Verde e Riccò.
Le luminarie natalizie davano un’atmosfera tutta dorata ad una piazza che non può purtroppo sottrarsi al rumore e ai fumi delle auto, ma che tuttavia conserva una vivacità commerciale che fa ancora ben sperare.
Due le mie soste con Luisa: una naturalmente alla pasticceria “Poldo” (sempre bellissime le vetrine e gli arredi interni), per un tè con paste, e i cavolini alla panna fresca creavano dipendenza. Una vita fa (26 anni fa?) il titolare, Francesco Crocco – che è sempre stato un imprenditore dinamico e creativo – , fu il nostro primo cliente (direi che conservo ancora come ricordo la fattura per quella nostra consulenza…), infatti con rara lungimiranza Francesco ci richiese specificamente un piano di marketing e comunicazione. Piano che poi amò definire “la Bibbia” (davvero lusingandoci) e che utilizzò nei periodi successivi per mettere in campo tante idee e testare tante iniziative concrete… Mi viene giocoforza da chiedermi (ma la mia è una di quelle voci che gridano nel deserto): quante attività commerciali che oggi chiudono – e a Genova è una ecatombe – potrebbero viceversa restare sul mercato grazie ad un piano di marketing e comunicazione e qualche momento formativo ben strutturato?
La seconda sosta non poteva che essere alla vicina rosticceria “Saetta”, i cui prodotti (dal 1958) occhieggiano tentatori dalla curatissima vetrina. Personalmente ho “ceduto” alla galantina e all’insalata russa, ma in altre occasioni mi rivolgerei alla pasta fresca (pansoti…), alle torte di verdura, ai sott’oli, ai formaggi. Mamma mia quante bontà, v’è solo l’imbarazzo della scelta, sia lode alla cucina ligure! E, last not least, troverete cortesia nel servizio e ragionevolezza nei prezzi.
Se quindi, anche nel periodo delle Feste, avrete un pomeriggio libero, perché non dedicarlo a Pontedecimo, al suo grande plastico ferroviario, e ad un po’ di shopping di qualità, dolce e salato? La val Polcevera è la valle dei corzetti, del salame (e della mostardella) di Sant’Olcese, del “pan da Guardia”…
Umberto Curti
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