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Mezza Carolina

Quanti cocktail in qualche modo “locali” punteggiano la Liguria? Il magazine “Forbes” di recente ne ha elencato alcuni, classici soprattutto d’estate:  il Cro-Magnon della Spiaggetta dei Balzi Rossi, il Rosamunda spritz di Portovenere, l’Abbadia Sling di Moneglia, l’Ü Barba cocktail di Rapallo, il Nilla Pizzi ideato dalla bartender Marina Porotto. Ma in realtà l’elenco ne omette uno che reputo fra i più importanti, ovvero la Mezza Carolina di Arenzano, nato nel 1967, quasi sessantenne ormai. Che ha storia e ricetta particolari, e addirittura una giornata speciale ormai lo celebra, a inizio luglio. L’artefice della Mezza Carolina fu il barman arenzanese Ilio Ricchetti, mancato nel 2022. Il quale nel 1967 gestiva il bar Nardin, meta di non pochi ingegneri americani attivi ai cantieri navali di Sestri Ponente, i quali però alloggiavano ad Arenzano e si consentivano un happy hour da Ricchetti… Bevevano anzitutto long drink a base di whisky e Cola, e vodka con l’aranciata. Richetti ebbe l’intuizione di sperimentare una novità che incontrasse sia il gusto di quegli americani che degli italiani, qualcosa di leggero, ottenuto dimezzando le dosi: mezzo bicchiere di vodka, mezza bottiglietta di Schweppes all’arancia, un’aggiunta di Bitter Campari e mezza fetta di arancia a guarnire il bicchiere. Il nome Carolina origina da una ragazzina che bazzicava il bar coi propri genitori, esile e carina, come la natura del cocktail, non aggressivo… La Mezza Carolina è alquanto easy e rapida a miscelarsi, occorre ovviamente azzeccare il dosaggio e le proporzioni tra i componenti, soprattutto va valorizzata la nota dolceamara. Si prepara (tuttora) direttamente in un un tumbler basso, colmo per 3/4 di ghiaccio a cubetti e decorato con mezza fetta di arancia: 2 cl di Bitter Campari, 6 cl di vodka, 1/2 bottiglietta di Schweppes Arancia, tutto qui, voilà e cincin! Arenzano gli ha persino dedicato una targa, ovviamente accanto al bar ove Richetti lavorava.
Umberto Curti

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