Prodotto oramai a denominazione comunale (De.Co.), è una grossa torta salata “contadina” con presenza/prevalenza d’erbette di campo profumate (erano concesse alcune varianti), che la colorano e la “alleggeriscono”. La sfoglia è una sorta di pasta matta, e cuoceva in origine sulla ciappa del forno a legna. Oggi 190°C per una quarantina di minuti. Siamo in Val Nervia, terra contadina, dove il turtun si poteva e si può degustare rovente di forno oppure lasciato intiepidire… Le stagioni determina(va)no il ripieno, zucchine, zucca, biete, spinaci, patate (da quando s’affermarono in Liguria)… Il tutto ammorbidito da tuma locale o da formaggette caprine più fresche. Tradizione conviviale, una sagra la celebra ad agosto. Ligucibario® in questi casi abbina un Vermentino della DOC rivierasca, versato a 11°C in tulipani a stelo alto…
Si chiama turtelin a Balestrino (SV) un’ideazione analoga, dove il cavolo e il riso vengono mischiati a formaggio di pecora essiccato.
Umberto Curti
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