22 giu 2026  | Pubblicato in Ligucibario

La festa di San Giovanni Battista in Liguria

falò di San Giovanni - photocredits Pixabay

falò di San Giovanni – photocredits Pixabay

San Giovanni Battista, dopo le Quaresime prepasquali e i “cantamaggio”, era (ed è?) una data spartiacque, allorché il solstizio d’estate incideva nell’anno il proprio segno mediano… Sarebbe un bel tema sul quale intervistare storici della levatura di Piero Camporesi, Giovanni Rebora, Enrico Calzolari, Carlo Ginzburg.

In Liguria sul mare questo era tempo di muscoli (da mangiare nei mesi senza “erre”…) e di acciughe, il pane del mare. Ma la cosiddetta “barca di San Giovanni” originava come rito – per vaticinare il futuro – anche dalle campagne: un albume veniva versato in una bacinella d’acqua, e la mattina seguente si controllava cosa fosse accaduto, e se i filamenti avessero composto la “forma” di un veliero, possibilmente a vele spiegate, ciò avrebbe significato radiosi futuri… E il tuorlo? Beh, poteva sempre servire in qualche ricetta salata o dolce.

San Giovanni Battista poi si lega tuttora all’aglio, da usare contro le streghe e la povertà (ad Airole (IM) si cuoce “alla canna” sopra il fuoco). Alle erbe, fra cui l’iperico. Ai fiori di campo da disporre sotto il cuscino, anche per favorire l’amore. Alla “rugiada” (o guazza), ovvero quell’acqua che in una bacinella viene arricchita di speciali erbe, un’acqua con cui la mattina seguente lavarsi mani e viso e innaffiare terra e vasi. E si lega last not least anche alle noci, ancora acerbe e verdi, con cui progettare splendidi nocini.

Per volere dei Papi più lungimiranti è dunque evidente come il sincretismo abbia “trasferìto” nella liturgia cristiana molte usanze pagane, che se fossero state tout court abolite avrebbero destabilizzato le comunità. Sono tra queste anche i fuochi, certamente, a simboleggiare niente meno che il sole, fuochi dentro i quali ardere – sovente in forma di fantoccio – tutte le negatività passate. A Migliarina, presso La Spezia, il falò “del Batiston” è auspicio di rinnovamento e fecondità, ma anche…pretesto per gustare sgabei (come a Fezzano) e ravioli. A Deiva Marina sul greto del torrente una enorme catasta di frasche avvampa rischiarando la sera… Insomma, paese che vai usanza che trovi.

Buon San Giovanni Battista a tutti gli amici di Ligucibario®, che da tanti anni non sono poi pochi.

Umberto Curti

(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)

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