Nel nostro Paese, dati Istat del 2024 quantificano in circa 5,7 milioni le persone che vivono una condizione di povertà assoluta, si tratta del 9,8% della popolazione. L’emergenza riguarda oltre 2,2 milioni di famiglie (8,4% del totale), alle quali letteralmente non riesce di fronteggiare le spese minime essenziali
https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-poverta-in-italia-anno-2024/
A fronte di ciò, l’atto stesso di far la spesa è divenuto assai più problematico, per non dire angosciante. Il rincaro dei generi alimentari si lega anche, come ormai noto, a strategie speculative, su cui sarebbe opportuno ragionare – e intervenire – poiché l’effetto sociale sta deflagrando. In Italia, dati statistici riferibili al quadriennio 2021-2025 attestano aumenti (sovente immotivabili) di circa il 25%, dunque ben superiori al tasso d’inflazione generale… Conseguentemente, i consumi nazionali per cibi e bevande sono giocoforza scesi di circa il 17%. Vale a dire che le ridotte capacità d’acquisto delle classi sociali meno agiate, e delle categorie a stipendio fisso, ovvero i consumatori più vulnerabili al termine della filiera alimentare, impattano anche e direttamente su una priorità quotidiana quale il cibo. Scelte meno “libere”, indotte dall’impellenza economica, posizionano nel carrello della spesa prodotti qualitativamente peggiori. E il quadro non è roseo neppure, più a monte della stessa filiera, per i produttori agroalimentari, insufficientemente remunerati rispetto al proprio lavoro (di fatto, indagini alquanto recenti – 2024 – mostrano che, di fronte ad una spesa per prodotti alimentari di 100 euro, ai produttori rimane solo dal 7 all’1,5%, mentre al macrosoggetto trasporto-commercio rimangono ben il 42% e circa il 19% d’utile).
In tale contesto, sarebbe come sempre utile che i consumatori si attivassero, pianificassero la spesa, privilegiando prodotti locali, di stagione, accorciando le filiere (aerei, TIR ecc. inquinano), aggregandosi in gruppi d’acquisto, imparando a cucinare anche quelle parti di verdure e quei pesci – ottimi e non costosi – che finora quasi sempre ormai “scartiamo”, riciclando avanzi, diminuendo sprechi. E last not least confrontando i prezzi al chilo e resistendo a tante sirene del marketing che occhieggiano dagli scaffali e, con promozioni e sconti, non di rado inducono ad acquisti tutt’altro che necessari e vantaggiosi.
In questa occasione suggerisco pertanto agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) l’ancora illuminante M. Franzini, “Ricchi e poveri. L’Italia e le disuguaglianze (in)accettabili”, ed. Università Bocconi, 2011, e il recente M. Dona, “Il carrello dalla parte del manico”, ed. Vallardi, 2023.
Umberto Curti
(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)

