| Alfabeto del Gusto

Robiola della val Bormida

La Robiola della val Bormida è un formaggio fresco da latte ovino, in loco racconta una storia antica, citato da Pantaleone da Confienza, medico e diplomatico vissuto nel ‘400 e celebre per la sua trattazione “Summa lacticiniorum”, sorta di prima monografia a tema caseario: in quelle pagine il saggista include infatti la robiola della Val Bormida tra le produzioni migliori con cui sia entrato in contatto. La lavorazione, come detto da latte di pecora, termina con la formatura dentro fuscelle e la salagione a secco. Si perviene ad una robiola fresca, con una “buccia” sottile, umida e rugosa, e una pasta chiara, senza occhiature, quasi cremosa, da apprezzare entro due settimane o poco più… Perfetta per spuntini e apericene, chiede la compagnia anzitutto di verdure, e di vini bianchi leggeri

Umberto Curti

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