Capperi, detti anche tappani, sono uno dei più antichi aromatizzanti d’area mediterranea. Si raccolgono bene a giugno, in boccio, prima della fioritura di luglio-agosto, per porli sotto sale o sotto aceto. Migliori quelli piccoli. Ottimi a Riomaggiore (SP), tipica zona costiera con rupi esposte a sud, i più celebri si confermano però quelli (IGP) di Pantelleria, tra Sicilia ed Africa. Mai cuocerli, malgrado quel che si pensa e quel che molti fanno (pizze, carne alla pizzaiola…). Si legge in un trattato – secentesco – del gastronomo fiorentino Domenico Romoli: “…quei che mangeranno capperi non hauran dolore di milza, né di fegato… son contrari alla melanconia, proucano l’ourina… fan vivace il coito…”
Umberto Curti
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