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	<title>Ligucibario &#187; gustincontri</title>
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		<title>L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:13:30 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30032" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel-300x172.jpg" alt="smart" width="300" height="172" /></a></p>
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<p>Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale.</p>
<p>Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, saggistica, eventi, divulgazione online…) con cui ho fin qui inteso contribuire alla valorizzazione di Genova, della Liguria, delle produzioni locali.</p>
<p>Dinanzi ad un folto pubblico, ho peraltro avuto anche il piacere di salutare coloro cui mi legano rapporti di amicizia e/o professionali, coloro – sovente &#8211; con cui ho condiviso/condivido significativi tratti di una carriera ormai trentennale&#8230;</p>
<p>I molti Relatori ed il succedersi dei diversi momenti hanno imposto alla giornata e ai singoli interventi una certa rapidità e sintesi.</p>
<p>Da parte mia, accanto all&#8217;amica Anna Maria Campello (Vicepresidente dei &#8220;Liguri nel mondo&#8221; che molto apprezza e incoraggia il mio lavoro), ho brevemente tratteggiato la mia “identità” di genovese e le sfide principali che oggi il lavoro (e l’antropocene) impone. Nella difesa e valorizzazione della biodiversità, delle filiere brevi e pulite, delle cultivar autoctone, dei prodotti certificati, della qualità che garantisce buonessere. In antitesi ai cibi spazzatura, agli OGM, alle contraffazioni dell’Italian sounding, alle agromafie.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25202" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli-300x245.jpg" alt="museo archeologico di genova pegli" width="300" height="245" /></a></p>
<p>Mi chiedessero se, ripensando al mio percorso e ad alcuni traguardi raggiunti, io mi senta debitore a qualcuno, nominerei soltanto Luisa Puppo, titolare dell’attività di cui sono socio. E rivolgerei un piccolo grazie alla commercialista la quale, pur avendo un carattere perfino peggiore del mio, in tutti questi anni è riuscita a tenerci lontani i grattacapi e alcune incombenze di quella burocrazia che sottrae, insensatamente, non poco tempo al lavoro d&#8217;impresa vero.</p>
<p>Chi tuttavia – nelle conversazioni “dietro le quinte” – ha voluto conoscermi un po’ meglio, ha avuto dinanzi a sé un “ragazzo” 63enne, nato a Varazze ma giunto quasi subito a Genova alla Foce (dove tuttora risiedo). Cresciuto in una tipica famiglia borghese – papà libero professionista, mamma casalinga – in cui si parlava il genovese, si ascoltavano i sublimi dischi di Giuseppe Marzari, si mangiavano taggiaen, çimma, stocchefisce…, e si tifavano Genoa e Sampdoria. Ebbene sì, fra mio padre, genoano, e me vigeva un derby.</p>
<p>Dopo la laurea e un’importante esperienza nel marketing di un’azienda bolognese, decisi di cimentarmi in qualcosa che fosse nuovo e mio. 30 anni di turismo, ora guardandomi indietro, hanno davvero rappresentato un’era geologica, capace di produrre nel globo mutamenti epocali, deregulation, accelerazioni violente, tsunami.</p>
<p>Ma a partire dal 1992, con l’apertura del Porto Antico, finalmente anche Genova iniziò a credere nella propria vocazione turistica. E negli anni seguenti io stesso molto mi battei affinché entrasse – bella com’è – nelle destinazioni heritage. Promuovendosi – lunga e policentrica com’è – anche nelle risorse meno “immediate”, i forti, le ville, il trenino di Casella, il cimitero monumentale di Staglieno, l’acquedotto storico…</p>
<p>Da addetto ai lavori, ovviamente, percepivo i punti di forza della città ma anche i suoi punti di debolezza, la necessità di destagionalizzare meglio gli arrivi, di formare imprese e inoccupati ad un’accoglienza più sistemica, di diffondere la conoscenza dell’inglese, dello storytelling, e via via del social media marketing.</p>
<p>Lo confesso: dopo 30 anni lavorare mi piace ancora. Vivo tra l’altro a contatto d’innumerevoli patrimoni UNESCO: l’arte dei muretti a secco, la dieta mediterranea, i palazzi dei Rolli, la convivialità della cucina italiana, tutto ciò mi stimola.</p>
<div id="attachment_25855" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693.jpg"><img class="size-medium wp-image-25855" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693-300x225.jpg" alt="croxetti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">croxetti</p></div>
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<p>E progressivamente il mio pathos nei confronti della storia dell’alimentazione è diventato parte quasi prevalente del mio mestiere. Qualcosa che mi lega a Gino Veronelli, a Mario Soldati…, ma anche a Nino Bergese, a Ferrer Manuelli, ad Angelo Paracucchi.</p>
<p>E naturalmente a Giovanni Rebora, cui il 5 maggio alle 17.00 non a caso dedicherò un evento alla Biblioteca Civica “Saffi”.</p>
<p>La mia quotidianità sovente è fatta di olii, vini, finger food, salse da mortaio. Questa piattaforma, Ligucibario®, è ormai assurta a fonte privilegiata quanto a indicizzazione nelle ricerche sulla cucina ligure. In moltissimi casi, chi vuole approfondire i temi dell’enogastronomia ligure vi s’imbatte subito. L’IA definisce Ligucibario® “una istituzione digitale”, e mi lusinga…</p>
<p>Ho pubblicato oltre 20 saggi, ho organizzato o preso parte a circa 450 tra convegni, gustincontri… E tuttavia, di fatto, ho sempre perseguito un unico obiettivo: la tutela valorizzante del genius loci.</p>
<p>In tal senso l’enogastronomia è una vera e propria password, preziosa ed infallibile. Il cibo infatti costituisce, inevitabilmente, il modo d’essere di una comunità. Studiare la cucina di un popolo significa comprendere ciò che esso ha coltivato, allevato, pescato, importato…</p>
<p>Queste “microstorie” valgono ad inquadrare la storia molto più degli avvenimenti che di solito ci proponevano a scuola, imperi guerre battaglie trattati di pace sovrani dittatori… Da Bloch a Febvre, da Camporesi a Le Goff, da Braudel a Matvejevic, è ormai chiara la tipologia di contenuti ai quali mi ispiro.</p>
<p>Finanche il turismo cosiddetto esperienziale oggi ci chiede questo: ovvero di condividere i nostri riti e ritmi, i nostri borghi, le nostre ricette. E’ un turismo positivamente immersivo, relazionale, che ama partecipare delle nostre giornate, esser parte delle nostre comunità, comprendere le diacronie che ci rendono quel che siamo. Non di rado conosce Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Biamonti.</p>
<p>Ed io stesso, da parte mia, come Giorgio Caproni, “Quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo”… Beninteso, dopo altri 30 anni di lavoro.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Abbinamento olio cibo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:36:37 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN1929.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29841" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/DSCN1929-300x225.jpg" alt="DSCN1929" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>L&#8217;olio extravergine è un alimento benefico, i cui consumi stanno denotando positive tendenze, finanche in Paesi molto lontani dall&#8217;Italia e dal Mediterraneo.<br />
Quest&#8217;olio è di fatto &#8211; anzitutto grazie ai molti polifenoli &#8211; un nutraceutico, molto duttile in cucina sia a crudo che cotto, ben digeribile, e con un punto fumo abbastanza elevato (è la soglia termica oltre la quale si sviluppa la famigerata acroleina&#8230;).<br />
Per Ligucibario® costituisce da molti anni un importante compagno di lavoro (periodicamente ho il piacere di collaborare anche col Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure) e, non secondariamente, un ottimo compagno di tavolo.<br />
Le tipologie di prodotto e le maggiori o minori qualità dipendono da alcune variabili, quali la cultivar (varietà) di partenza (taggiasca*, casaliva, coratina, nocellara&#8230;), il tempo e le procedure di raccolta, l&#8217;attenzione ai processi di frangitura, eccetera eccetera.<br />
Non v&#8217;è dubbio che gli olii del presente siano molto più &#8220;puliti&#8221; ergo migliori rispetto agli olii del passato (tanto per dire: malgrado alcuni ancora li utilizzino, i fiscoli sono stati definitivamente rimpiazzati).<br />
In occasione di conferenze e gustincontri molte persone del pubblico mi chiedono come abbinare al meglio olii e cibo.<br />
Sebbene &#8220;de gustibus&#8221; sia un proverbio sempre valido, personalmente mi attengo e condivido qualche principio guida, di buon senso, che induca a matching piacevoli.<br />
Gli olii extravergine per esser tali devono garantire &#8211; oltre ad una bassissima acidità e ad un bassissimo numero di perossidi &#8211; una sensazione di fruttato, poiché sono puro mosto di drupe.<br />
Dopodiché si distinguono per fruttato tenue / delicato, medio, e intenso.<br />
<em><br />
La prima categoria, fruttato tenue,</em> sposa bene varie preparazioni a crudo, come ad esempio le salse liguri da mortaio, le insalate fresche, gli ovoli a crudo, le crudité miste anche con crostacei, nonché i passati di verdure, il polpo e patate, il pesce cotto non invasivamente (al vapore, al sale&#8230;), il petto di pollo o di tacchino grigliato, mozzarella, ricotta e qualche formaggetta fresca&#8230;<br />
<em><br />
La seconda categoria, fruttato medio,</em> sposa bene i pinzimonii, l&#8217;insalata di finocchi e arance, la tartare o il carpaccio di carne, il salmone / pesce spada / tonno affumicato, le uova sode, l&#8217;hummus, gli spaghetti al pomodoro, alcune zuppe e il minestrone alla genovese, le verdure bollite, la capponadda camoglina, qualche flan, qualche pizza, lo sgombro grigliato&#8230;<br />
<em><br />
La terza categoria, fruttato intenso,</em> sposa bene panzanelle, bruschette, alcune verdure grigliate, le orecchiette con le cime di rapa, la mes-ciùa spezzina, zuppe &#8220;toscane&#8221; con cereali e legumi, qualche flan, bollito misto, carni e spiedini grigliati&#8230;<br />
Sperimentate sperimentate sperimentate, e fatemi sapere!<br />
* la taggiasca è la cailletier provenzale e la lavagnina della riviera ligure di levante&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Public history al servizio di cibo e salute</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 14:21:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Public history applicata al cibo e alla salute significa restituire al sapere alimentare la sua dimensione più autentica: storica, civile, comunitaria. In questo articolo Umberto Curti ripercorre l’evoluzione dell’enogastronomia italiana da pratica descrittiva a strumento di lettura profonda delle culture locali, intrecciando memoria personale, riferimenti accademici e impegno divulgativo. Il cibo emerge così come chiave ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/">Public history al servizio di cibo e salute</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/panissa-e-fette-savona-029.jpg"><img class="size-medium wp-image-22224" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/02/panissa-e-fette-savona-029-300x265.jpg" alt="panissetta fritta" width="300" height="265" /></a></p>
<p><em><strong>Public history</strong> applicata al cibo e alla salute significa restituire al sapere alimentare la sua dimensione più autentica: storica, civile, comunitaria. In questo articolo Umberto Curti ripercorre l’evoluzione dell’enogastronomia italiana da pratica descrittiva a strumento di lettura profonda delle culture locali, intrecciando memoria personale, riferimenti accademici e impegno divulgativo. Il cibo emerge così come chiave privilegiata di public history: un ambito capace di connettere tradizioni, identità territoriali e responsabilità collettive, fino a incidere sulle scelte alimentari, sulla salute pubblica e sul futuro delle nuove generazioni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le radici dell’enogastronomia come disciplina storica</h2>
<p>Ebbi la fortuna, una vita fa, di conoscere “Gino” Veronelli (la madre era nativa di Finalborgo). Nella mia visione, l’Italia letteralmente gli deve la nascita di un’avvincente prosa gastronomica, che non si limitasse alle ricette.<br />
In Liguria erano gli anni di Bergese a Genova, poi di Ferrer Manuelli a ponente, poi di Angelo Paracucchi a levante, e si poteva incontrare Mario Soldati a pranzo in una trattoria di Sampierdarena…</p>
<p>All’Università – via Balbi 6 – avevo “incrociato” Giovanni Rebora (ora talvolta incontro il figlio in una nota trattoria di Mele), che traguardava l’organizzazione del convegno “Cultura e storia dell’alimentazione” (Imperia, 8-12 marzo 1983).</p>
<h2>Dall’enogastronomia all’etno-gastronomia: storie più che storia</h2>
<p>A costoro, anzitutto, si deve per così dire l’evoluzione dell’enogastronomia (intendo qui la disciplina che la indaga) in etno-gastronomia: se siamo quel che coltivammo, pescammo, allevammo…, indagare le diacronie alimentari di una comunità (come ho approfondito in altri miei studi sulla <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia dell’alimentazione ligure</a>)<em> </em>è il percorso più diretto per comprenderla dal vivo e a fondo. Si cominciava insomma a far tesoro, anche in quell’àmbito, della lezione di Bloch e Febvre, ad approfondire le storie più che la storia…</p>
<h2>Identità locali e mito della cucina italiana</h2>
<p>L’Italia è un Paese di civiltà millenaria * e soprattutto di comunità locali. Prima che la cucina italiana assurgesse a patrimonio UNESCO (nomina che beninteso ha inorgoglito anche me), io fui tra coloro &#8211; non pochi &#8211; che sostennero la sua “inesistenza”, poiché l’Italia è un insieme di regioni l’una fieramente diversa dall’altra, ed ogni campanile vanta una ricetta, che sovente vive come esclusiva.</p>
<p>Sembra, in questo senso, che sia trascorso un secolo anche dalle “cuciniere” di fine ‘800 (penso a quella genovese del Ratto, anno domini 1863), le quali ancora dovevano più di qualcosa alla cucina internazionale / francese; oggi, beninteso in quelle migliori, prevale la ricerca dell’autenticità, il focus sulle cultivar autoctone, l’abbinamento enologico territoriale, senza più debiti verso un altrove.</p>
<h2>Divulgazione, edutainment e responsabilità civile del cibo</h2>
<p>In questi 30 anni di lavoro ho pubblicato molti saggi, ho portato la mia piattaforma (<a href="http://www.ligucibario.com/">www.ligucibario.com</a>) ai primi posti nelle fonti specialistiche indicizzate dal web, ho svolto più di 400 conferenze, gustincontri, tasting. Nel <a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">mio percorso di ricerca e divulgazione</a> ho sempre perseguito l’intento &#8211; oraziano &#8211; di divulgare, di praticare un edutainment che coinvolgesse la sensorialità, <strong>ma in primis di sottolineare ogni volta (anche in collaborazione con nutrizionisti, allergologi ecc.) quanto dalla qualità di ciò che scegliamo e mangiamo possano derivare benessere e longevità o viceversa disturbi e patologie: </strong><a href="https://www.ligucibario.com/un-natale-piu-sostenibile-e-salutare/" target="_blank">qualità delle materie prime e ricadute sulla salute</a><em>.</em></p>
<p><strong>.</strong></p>
<h2>Il cibo come tema centrale della public history contemporanea</h2>
<p>Mi pare dunque legittimo affermare come il cibo sia oggi tema perfetto per la cosiddetta <em>public history</em>, le cui finalità sono anche intensamente &#8220;civili&#8221;, poiché le corrette informazioni e opzioni alimentari non solo si connettono alla salute presente e futura di tutto il Pianeta, ma anche di quella dei giovanissimi, ovvero – in un susseguirsi di truffe e scandali ** , ultima in ordine di tempo la carne scaduta denunciata da Report *** &#8211; di quelle future generazioni sempre più messe a rischio dall’industria chimica, dagli OGM, dal trash food, dalle contraffazioni.</p>
<p>* scrisse il romanziere napoletano Raffaele La Capria (cito a memoria e non accusatemi di eurocentrismo perché non ne sono affetto): “V’è più storia in un’onda del Mediterraneo che nelle acque di tutti gli oceani insieme”…<br />
** il food in senso lato risulta (da un quarantennio almeno) fra i settori più vulnerabili e aggrediti: lo scandalo del metanolo, le mozzarelle blu, l’influenza aviaria, il morbo di mucca pazza, la mutagenesi radioattiva dei cereali (1974…), ecc.<br />
*** straordinaria trasmissione giornalistica, in onda su RAI3 dal 1997 (un format precedente, <em>Professione reporter</em>, andò in onda su RAI2 dal 1994 al 1996). Milena Gabanelli la condusse con stile davvero personale fino al 2016, le subentrò poi Sigfrido Ranucci, che figurava già tra i co-autori. Lo staff, pur con budget ridotti, si è distinto per inchieste di eccezionale coraggio e valore, e nel 2016 “Report” vince il Premio regia televisiva 2016 come miglior programma dell&#8217;anno. Originale, competitivo nei costi, apprezzato dal pubblico e da molta critica, “Report” in effetti è stato sempre un unicum nel panorama televisivo nazionale, creato da giornalisti freelance che autoproducono i contenuti – con grande libertà d’azione &#8211; e li vendono alla RAI senza intermediari. Giornalismo, come si usa dire, di stile britannico. Sovente si è occupato anche di ambiente, iniquità sociali, cibo…, con inchieste meticolose durate mesi, si segnalano a puro titolo d’esempio i preziosi lavori investigativi di Bernardo Iovene sulla pizza, sul caffè, sull’acqua… Innumerevoli, come prevedibile, le querele (1) sporte dai soggetti (organizzazioni, imprese e professionalità di vario genere) coinvolti negativamente nei servizi andati in onda, ma sovente (o sempre?) senza conseguenze per i querelati. Wikipedia, al link <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Puntate_di_Report">https://it.wikipedia.org/wiki/Puntate_di_Report</a>, propone i dettagli di tutte le puntate trasmesse durante le tante edizioni. Lunga vita ad una tv di servizio come questa.<br />
(1) Sigfrido Ranucci ne ha ricevute circa 170. Dal 2021 vive sotto scorta.</p>
<p><em>Questo contributo si inserisce nel percorso di ricerca e divulgazione che Umberto Curti conduce da oltre trent’anni sui temi della storia dell’enogastronomia, della cultura alimentare e della public history.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie alle vaste competenze ed esperienze professionali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze e interventi formativi per le destinazioni e l’enogastronomia, con particolare riferimento al turismo esperienziale, allo storytelling, e alle traduzioni da/in lingua inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com</p>
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<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Ligucibario® 2026, qualche “scoop”</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 13:52:47 +0000</pubDate>
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<p>Ligucibario 2026, qualche scoop&#8230; Le molte iniziative felicemente condotte nel 2025, anno che va ormai approdando (il tempo vola) alle Feste natalizie, ci hanno con piacere indotto a “cantierare” già alcune parti del nostro calendario-eventi 2026, anche confermando quegli appuntamenti e <em>gustincontri</em> che, nell’anno in corso, hanno denotato i maggiori feedback di pubblico e – per così dire – di “consenso”…</p>
<p>Senza “spoilerare” ciò che sinora è solo allo stato embrionale e dunque non permetterebbe di prefigurare gli sviluppi in maniera precisa, Luisa Puppo ed io siamo lieti di comunicare ai Lettori di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi… &#8211; nonché agli appassionati di storia dell’alimentazione e di enogastronomia ligure che nel 2026</p>
<p>&#8211; saremo all’Università popolare GAU Città di Genova (con due conferenze il 23/1 e il 27/2 rispettivamente su Montale a tavola e su Farfa e la cucina futurista),<br />
&#8211; saremo all’UniAuser (con tre conferenze del ciclo “La storia a tavola con Umberto Curti” il 1/10, il 15/10 e il 29/10, percorrendo il Medioevo, la scoperta del Nuovo Mondo, e l&#8217;Ottocento),<br />
&#8211; e saremo naturalmente alla Biblioteca Civica Saffi con la seconda edizione del riuscitissimo “Assaggiatori di Genova” (conferenze il 22/10, il 5/11, il 19/11 e il 3/12, rispettivamente e tema farinata, ravioli alla genovese, stoccafisso, ed infine castagnaccio. Ognuna prevedrà suggerimenti enologici, spunti di educazione alimentare, e approfondimenti bibliografici).</p>
<p>Sono in corso, inoltre, proficue interlocuzioni sia col Comune di Genova (Direzione cultura) sia col DISPI (Dipartimento di scienze politiche e internazionali) dell’Università di Genova, onde concretizzare alcune idee che in parte poggiano su quanto sin qui realizzato, ma in parte lo “riattualizzano” per estenderlo a territorialità più ampie…</p>
<p>Stay tuned, come sempre!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Assaggiatori di Genova, un bellissimo finale</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 09:19:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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<p>Alla presenza di un folto pubblico si è conclusa la 1^ edizione de “<strong>Assaggiatori di Genova</strong>”, l’iniziativa di 4 incontri (<a title="assaggiatori di genova" href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-un-viaggio-fra-tradizione-cultura-e-sapori" target="_blank">riecco qui il clic al ciclo completo</a>) pensati da <strong>Umberto Curti</strong>, docente e saggista, per la <strong>Biblioteca Civica “Saffi”</strong>, presidio culturale nato nel 1952 ed oggi ricco di circa 28.000 volumi (incluse antichità e rarità su Genova e la Liguria), la cui intitolazione rimanda ad Aurelio Saffi, patriota e politico d’età risorgimentale.</p>
<p>Dopo <strong>la focaccia, le salse al mortaio (non solo il pesto!) e le torte di verdura</strong>, ovvero le antiche gattafure, è salito doverosamente in scena <strong>il pandolce, anzi ö pandöçe</strong>, raccontato da Umberto Curti pressoché in ogni suo aspetto (storia, ingredienti, lievitazioni, filastrocche d&#8217;antan…), e – last not least &#8211; abbinato ai calici delle imminenti Festività…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28604" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag2-300x213.jpg" alt="smart" width="300" height="213" /></a></p>
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<p>La seconda parte del <em>gustincontro</em> è poi stata curata da <strong>Mara Fiorese, medico di Medicina generale</strong>, che ha “percorso” i tipici menu del Natale genovese (affettati, ravioli, cappone, dolciumi…), suggerendo alcune semplici ed utili strategie per non gravare troppo l’organismo, fra cui l’evitamento di stravizi continui e ininterrotti per tutta la durata delle Festività, dal 24 dicembre all’Epifania, e: “se alla gola non sai rinunciare…ricordati di camminare!”</p>
<p>Ma l’evento si è infine caratterizzato, in particolare, per <strong>la consegna degli “Attestati” a tutti i partecipanti</strong>, piccolo rito conclusivo a conferma del clima rilassato e festoso che ci ha accompagnati sin dal 9 ottobre.</p>
<p>Possiamo dire, con orgoglio e con piacere, che “Assaggiatori di Genova” è risultato un successo anzitutto di pubblico, e ha prodotto una divulgazione culturale la quale, come sempre <strong>nello spirito di Ligucibario®</strong>, fosse anche e prima di tutto condivisione e convivialità.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28605" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag3-225x300.jpg" alt="smart" width="225" height="300" /></a></p>
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<p>I contenuti storico-culturali si sono “sposati” armoniosamente con quelli scientifici (del resto la storia stessa, ove ben praticata, è una disciplina scientifica…), permettendo ai partecipanti di conoscere meglio sia alcune prelibatezze della “Cuciniera genovese” sia gli aspetti nutrizionali e salutistici che permettono di apprezzarle con maggior consapevolezza e bilanciamenti.</p>
<p>Andremo ora a predisporre anche la condivisione delle principali <strong>slides proiettate durante le 4 giornate</strong>.</p>
<p>Presumiamo davvero, anche in virtù di un recente incontro con l&#8217;Assessorato e con la Direzione alla cultura del Comune di Genova, che <strong>quest’iniziativa avrà un seguito</strong>, che la irradierà in molteplici direzioni senza tuttavia snaturarne la filosofia di fondo e quel <em>mood</em> che così bene l’ha sinora ambientata presso la “Saffi”.</p>
<p>Come sempre, stay tuned!&#8230;</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/arquata2.jpg"><img class="size-medium wp-image-22234" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/03/arquata2-300x211.jpg" alt="luisa puppo sorridente alla trattoria mascon" width="300" height="211" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Umberto Curti all&#8217;Odissea 2.0, brindisi a Calizzano</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2025 15:46:51 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/felici-brindisi-a-calizzano/">Umberto Curti all&#8217;Odissea 2.0, brindisi a Calizzano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26462" style="width: 227px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/vinerd---quiz.jpg"><img class="size-medium wp-image-26462" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/vinerd---quiz-217x300.jpg" alt="Vinerdì" width="217" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Scene da un Vinerdì: Umberto Curti commenta i quiz sull&#8217;enogastronomia ligure</p></div>
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<p><em>Un viaggio tra i vini, la gastronomia e le tradizioni della Liguria. Una lunga e bella tavolata di persone ha partecipato l’8 agosto al “Vinerdì” ideato presso il bar-bistrot Odissea 2.0 di Calizzano dal nostro <strong>Umberto Curti in stretta sinergia con Cecilia Bianco</strong> e tutto lo staff del locale, ovvero un poker di eccellenze made in Liguria.</em></p>
<h2>Vinerdì è&#8230; Lumassina brut metodo classico</h2>
<p>Il via, con un po’ di ritardo poiché alcune persone arrivavano da Finale, dalla Riviera, ecc., ha stappato anzitutto le bollicine del <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/lumassina/" target="_blank">Lumassina</a> brut metodo classico</strong> “Lady Chatterley” di Sancio, vigneron in Spotorno. Lavorata in Liguria si presume dal ‘300, e descritta bene 5 secoli dopo dal Di Rovasenda, la Lumassina propone nel Savonese infiniti sinonimi. Quella di Sancio nasce da grappoli fra Orco Feglino, Vezzi Portio e Finale, e sta 24 mesi sui lieviti. Come il vitigno d’origine, garantisce una bella acidità floreale, dove percepire caso per caso agrumi, sentori muschiati… Servita dalla sommelière Ilenia Sclavo a circa 10°C, s’è ben maritata con focaccia, farinata e un cartoccio di meravigliose acciughe fritte.</p>
<h2>Vinerdì è&#8230; Pigato</h2>
<p>Abbiamo poi proseguito col <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pigato/" target="_blank">Pigato</a> DOC</strong> de “La ginestraia”, produttore di Cervo. Questo vino – che si vinifica ottimo anche passito &#8211; verosimilmente trae il nome da “pica”, ovvero l’insieme delle macchioline sulla buccia degli acini (non è Vermentino vendemmiato tardi!). La sua aromaticità lo affianca come noto alle erbe mediterranee. Timo, fiori, frutta bianca e gialla (fra cui la mela, la pera, gli agrumi) hanno indotto l’Odissea 2.0 a nozze (lodevolmente a km0) col pesto e con un primosale alle erbe. “La Ginestraia” privilegia naturalmente la macerazione a freddo, e poi 5 mesi in acciaio, ciò che preserva i bouquet varietali del vitigno rivierasco.</p>
<h2>Vinerdì è&#8230; Ormeasco</h2>
<div id="attachment_26464" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/vinerd---servizio.jpg"><img class="size-medium wp-image-26464" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/vinerd---servizio-225x300.jpg" alt="Scene da un Vinerdì: prosit!" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Scene da un Vinerdì: prosit!</p></div>
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<p>E’ inoltre salito alla ribalta, assai atteso, l’<strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ormeasco/" target="_blank">Ormeasco</a> DOC</strong> di “Maffone”, dolcetto di montagna, esito felice di una viticoltura eroica che in quel di Pornassio sale oltre i 500 m di altitudine… Là lo portò probabilmente la casata dei Clavesana (non i Saraceni), e nel Novecento incantò anche un gourmet come Mario Soldati. L’Ormeasco si apprezza anche rosato e passito (perfetto quest’ultimo coi cioccolati: Umberto Curti anni fa ideò con un pasticcere genovese una ganache racchiusa in una favolosa camicia 80% cacao). Quello di “Maffone” sceso nei calici origina da una macerazione di 4-5 giorni sulle bucce a 25°C, e regala frutti rossi, qualche nota di rosa e viola, finanche una lieve mandorla amara nel finale… L’Odissea 2.0 gli ha abbinato i classici ravioli a-o tocco.</p>
<h2>Vinerdì è&#8230; Granaccia</h2>
<p>Infine, last but not least, ecco la lietissima conclusione rappresentata dalla <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/granaccia/" target="_blank">Granaccia</a> DOC</strong> di “Alessandri”, meritoria etichetta di Ranzi. La Granaccia – di cui hanno scritto innumerevoli enologi in tutto il mondo – è l’alicante, è il cannonau in Sardegna, è il passito Banyuls che la Francia meridionale destina a matching con la pasticceria secca e i fondenti… Coltivata col sistema ad alberello nei terreni più poveri e siccitosi e viceversa col sistema guyot sui declivi più collinari, e vendemmiata a fine settembre, la Granaccia incantò in quel di Quiliano perfino quel Luigi Veronelli, immenso maestro, ch’io ebbi l’onore e il piacere di conoscere. Quella di “Alessandri”, cui l’Odissea 2.0 ha abbinato formaggi e salumi locali, in origine macera 8 giorni con follature e delestage (sorta di rimontaggio più delicato), e poi s’eleva per 14 mesi regalando infine frutti rossi, spezie e pepe, terrosi sentori di humus. Chi lo desideri, può attenderla anche 10 anni, la bottiglia non tradirà l’aspettativa…</p>
<div id="attachment_26463" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/vinerd---spettacolo.jpg"><img class="size-medium wp-image-26463" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/08/vinerd---spettacolo-300x234.jpg" alt="Scene da un Vinerdì: la musica dal vivo" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Scene da un Vinerdì: la musica dal vivo</p></div>
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<h2>Vinerdì è&#8230; gustincontro</h2>
<p>Il riuscito evento, accompagnato dalla musica dal vivo di Pulin &amp; the Little Mice,  ha ancora una volta dimostrato che i <strong><em>gustincontri</em> </strong>(da tanti anni nel “mood” di <strong>Ligucibario<em>®</em></strong>) e le cene narrate riscuotono sempre molto successo. Sono momenti conviviali durante i quali, contemporaneamente, si apprendono notizie e contenuti storico-nutrizionali interessanti, tanto più oggi che errati modelli alimentari inducono a scelte e quotidianità sovente assai nocive. Tanto più oggi, permettetemi di aggiungerlo, che uno storyteller come il nostro Umberto Curti si pone con passione a disposizione del pubblico… Stay tuned, amici Lettori!</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattateci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong> </strong></a></p>
<div id="attachment_25072" style="width: 223px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">luisa puppo, ligucibario</p></div>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/felici-brindisi-a-calizzano/">Umberto Curti all&#8217;Odissea 2.0, brindisi a Calizzano</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Ultima lezione GAE, brindisi con Bianchetta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 10:13:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25485" style="width: 187px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/bianchetta2.jpg"><img class="size-medium wp-image-25485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/bianchetta2-177x300.jpg" alt="bianchetta" width="177" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">bianchetta</p></div>
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<p>E&#8217; giunta all&#8217;ultima mia docenza anche la V edizione, a Genova, del corso F.Ire per la qualifica regionale a &#8220;Guida ambientale escursionistica&#8221;.<br />
Ora, grande ripasso in vista degli esami&#8230;, nell&#8217;auspicio che i nostri allievi siano, come accaduto nelle 4 edizioni precedenti, tutti promossi.<br />
Anche in questo caso ho cercato costantemente di animare le lezioni proponendo video, siti web, questionari, momenti di lavoro in gruppo. Ed inoltre 3 <em>gustincontri</em>, sorta di storytelling che ho centrato sull&#8217;olio extravergine DOP Riviera Ligure, sul pesto, ed infine, proprio durante l&#8217;ultimo incontro il 13 febbraio, le DOC vinicole regionali.<br />
Il brindisi di buon auspicio ha versato nei calici, non a caso, una Bianchetta della nota azienda Bisson, brand che dal Tigullio &#8220;esporta&#8221; profumi e sapori di Liguria (di Bianchetta ho scritto molto, leggimi ad esempio <a title="omaggio alla val polcevera" href="https://www.ligucibario.com/omaggio-alla-val-polcevera/" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Ne ho approfittato per illustrare ai corsisti, affinché durante un&#8217;escursione possano avere familiarità anche con questi temi, come si degusta un vino e &#8211; soprattutto &#8211; come si abbina alle pietanze, dando ovviamente la precedenza alle più classiche ricette liguri (il giro di tavolo ha &#8220;percorso&#8221; cima, pansoti con la salsa di noci, polpettone, mes-ciùa, cappon magro, coniglio con olive e pinoli&#8230;).<br />
Il mio in bocc&#8217;al lupo è che i GAE possano sempre più essere i custodi e gli ambasciatori del territorio, perché le urgenze del tempo presente, che correttamente chiamiamo antropocene, ci pongono di fronte a cambiamenti climatici, inquinamento, deforestazioni, incendi, speculazioni&#8230;<br />
La Liguria è una terra strabiliante ma fragile. Mutuando le parole di una splendida canzone di De Gregori, la Liguria siamo noi, nessuno si senta escluso, teniamo quindi ben dritte le antenne e vigiliamo.<br />
Buon trekking / hiking a tutti!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umbi bottiglia" width="275" height="300" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Che fai a Battifollo?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 10:11:05 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/Foglie-di-Mais-primo-pan.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-23138" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/Foglie-di-Mais-primo-pan-169x300.png" alt="Foglie-di-Mais-primo-pan" width="169" height="300" /></a></p>
<p>Battifollo &#8220;inaugura&#8221; <em>Namasté, i miei 8mila fra Bormida, Tanaro e Mongia,</em> un viaggio a puntate dentro un territorio, bellissimo ma “underrated”, che con Luisa Puppo esploro da vent’anni, fra escursioni, incontri, piccoli musei, buone soste…</p>
<p>E’ l’omaggio che <strong>Ligucibario®</strong> (piattaforma senz’alcuna pubblicità) rivolge ai borghi, alle tradizioni, agli artigiani del gusto, a chi in quei luoghi fra Liguria e Piemonte è restato o è ritornato, in fuga da città sempre più inquinate, alienanti, in fuga da trend sempre più rumorosi e cafoni.</p>
<p>E’ l’affettuosa divulgazione anche e specificamente online di quel che da tanto tempo “patrocino” nei miei <em>gustincontri</em> e nella mia saggistica, sempre più ispirata – lo confesso, e con deferenza – a Gino Veronelli (che ebbi il privilegio di conoscere), a Mario Soldati, ai mirabili scritti di Annibale Salsa, di Luca Mercalli, di Salvatore Settis, di Maurizio Pallante… Non so se io stesso ne caverò un libro, amico Lettore, ormai la carta circola poco (segno dei tempi), ti chiede tanto sforzo ma sovente ti ricambia poco o niente…</p>
<p><strong>Battifollo (CN)</strong> è una “Rio Bo” di circa 260 abitanti, fra Mongia e Tanaro, alte colline verdi dove spicca quel bric Ciarandella (1120m) che talvolta io raggiungo con una deviazione durante la bella e piuttosto rilassante camminata alla cappella di San Giacomo (sull’area ne incontri tante, io prediligo San Bernardo, dove sopravvive una panchina per sedersi nel silenzio e magari recuperare anche un poco di noi stessi).</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_20240704_150752-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23142" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_20240704_150752-2-300x234.jpg" alt="IMG_20240704_150752 (2)" width="300" height="234" /></a>La piccola località è dominata da quel che resta (quasi una famosa scultura di Cattelan…) di un castello medievale, ed ovunque regna <strong>il castagno, l’albero del pane,</strong> cui è dedicata nella giusta stagione una sagra. Pini (a Pian del Mondo) e faggi completano la biodiversità locale.</p>
<p>Fino ad una ventina d’anni fa qui operavano due strutture ricettive (ricordo che in una pranzai, “avvolto” da una deliziosa atmosfera fané), ma l’<em>antropocene</em> sta divorando anche quelle, chiudono le locande le trattorie le botteghe le bocciofile…, si perdono le ricette della memoria, i profumi delle comunità, ogni tanto salgo a Viola per ritrovare un paio di tavole alberghiere dove riannusarne.</p>
<p>Lungo la provinciale tra Bagnasco e Scagnello, via Chiossa, abbastanza gettonata nei weekend da centauri e bikers italiani e stranieri, incontri <strong>il biscottificio “Primo Pan”</strong>, tanti decenni di attività, ma definirlo biscottificio è riduttivo. Questo bistrot è infatti un presidio di autenticità che la famiglia di Silvano Giamello ed Angela Biga ostinatamente perpetua, contro il deserto sociale ed economico che via via rischia di circondare tanto made in Italy.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_20240713_143250.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23143" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/07/IMG_20240713_143250-210x300.jpg" alt="IMG_20240713_143250" width="210" height="300" /></a>Se curioserai su Google, in realtà constaterai che ne hanno parlato in tanti. La “casetta” aziendale è un delizioso guscio di eccellenze del territorio, preceduto da un giardino con tavolini ombrosi e una terrazzina dove accomodarsi a mangiar qualcosa, <strong>un tagliere e un taglierino, come dico io,</strong> alludendo alla gamma di formaggi, salumi e conserve tanto quanto al piatto di tajarin col ragù, ma “Primo Pan” (che non è un vero e proprio ristorante) si presta bene anche a merende &#8220;sinoire&#8221;, ch&#8217;erano di origine contadina, ad aperitivi, e a piccoli eventi di festa.</p>
<p>Eccelsi vini (fra cui il mio adorato “Carbuné” di Franco Roero) possono accompagnare questa felice esperienza, un po’ fuori dal tempo se ti piace respirare una convivialità quasi langarola con tutto il fascino del garbo antico… Inoltre, dal forno poco lontano – dove s’impiegano <strong>solo farine “Sobrino”</strong>… &#8211; arrivano grissini stirati a mano, focacce e pizze, biscotti, crostate, proposti a prezzi molto corretti (il mulino &#8220;Sobrino&#8221; è uno dei <em>fab ten</em> italiani che propongo nei miei corsi).</p>
<p>Silvano è peraltro uno sperimentatore di quelli creativi e non stravaganti, che ha familiarità tecnica coi grani, l’avena, il mais, il grano saraceno (che non è un grano bensì una poligonacea), e per garantire una biologicità qualitativa si rifornisce di materia prima da <strong>produttori cuneesi certificati, che si tratti di burro da zangolatura, di uova da galline allevate senza crudeltà, di nocciole di Langa</strong>&#8230; Abbiamo conversato a lungo, io stesso conduco da decenni una battaglia a favore delle semintegrali macinate a pietra, dei prefermenti, dei grani antichi, dei mulini meritevoli, una battaglia contro i miglioratori enzimatici, gli olii di sansa, gli strutti&#8230; Insensatezze dettate dal profitto.</p>
<p>Mi dirai quindi se infine hai saputo resistere anche alla tentazione dello shopping, finanche le confezioni sono molto, molto suggestive, un perfetto cadeau per se stessi o per chi si ama.</p>
<p>Da parte mia ti suggerisco sempre una prenotazione telefonica, anche per favorire l’operatività della cucina e del servizio (ora sai cosa faccio a Battifollo).</p>
<p><em>P.S. come sempre, Ligucibario® è da molti anni un team a disposizione di territori, amministrazioni e imprese per orientarsi &#8211; anche in àmbito digitale &#8211; agli attuali scenari turistici e commerciali, contattateci senza impegno su info@ligucibario.com.</em></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank"><strong>Umberto Curti</strong></a></p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea.jpg"><img class="size-medium wp-image-22485" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/foto-umbi-sala-lignea-300x149.jpg" alt="umberto curti in sala lignea alla biblioteca civica berio di genova" width="300" height="149" /></a></p>
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		<title>Genova, le feste di Natale, i Rolli</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 13:11:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sabato 30 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo è intervenuta, presso Palazzo Tobia Pallavicino, ad una Rolli Experience, parte di quel progetto d’offerta turistica che sagacemente – viste le risorse della Superba – fonde patrimoni culturali ed enogastronomia. Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Elena Manara (Ambasciatrice ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/genova-natale-rolli-experience/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22089" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/01/011-300x225.jpg" alt="011" width="300" height="225" /></a>Sabato 30 dicembre, su incarico del Comune di Genova, la nostra Luisa Puppo è intervenuta, presso Palazzo Tobia Pallavicino, ad una <strong><a href="https://www.ligucibario.com/a-genova-gusto-di-rolli/">Rolli Experience</a>,</strong> parte di quel progetto d’offerta turistica che sagacemente – viste le risorse della Superba – fonde patrimoni culturali ed enogastronomia.</p>
<p>Dopo una visita del magnifico Palazzo, a cura di Elena Manara (Ambasciatrice di Genova nel mondo) e di una divulgatrice, le quali hanno trasportato i partecipanti dentro la storia di una dimora rivelatrice di quelle che furono le ricchezze e raffinatezze del patriziato locale, Luisa Puppo ha intrattenuto i presenti sintetizzando da par suo – in una serratissima mezz’ora – gli aspetti salienti dell’arte culinaria genovese. Ma alle sue parole è seguito non a caso un appetitoso buffet, con torte di verdura, trofie col pesto, pandolce ed altri piccoli capolavori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Rolli Experience. Una &#8220;linea di marketing&#8221; da confermare</h2>
<p>I consensi &#8211; e le domande &#8211; da parte del pubblico rivelano che questa linea di marketing va certamente confermata, là dove l’individuazione mirata dei target (i veri dominus nella diade domanda-offerta) e il progressivo e coerente positioning di una destinazione costituiscono le sole lucerne in grado di rischiarare un mercato confuso, iperdigitale, deregolamentato, in continuo mutare, dove peraltro – sebbene anch’essi talora disorientati – i concorrenti (nazionali ed internazionali) non stanno mai fermi. Mi riferisco – fra gli altri – a Marsiglia, Bordeaux, Bilbao, Porto, Napoli, Siviglia, Anversa, Rotterdam, Strasburgo, Salonicco…</p>
<p>Quando la nostra società di consulenza, quasi una ventina d’anni or sono, diede vita a quella “galassia” Ligucibario® (il portale web, i corsi, i gustincontri, la saggistica e i ricettari fra cui quella in foto…) che grazie a Dio è tuttora viva e vegeta, l’obiettivo fu proprio quello di inaugurare e condividere più compiutamente sui territori una visione etno-gastronomica, ovvero qualcosa in cui le cultivar, gli approdi, gli entroterra, i pascoli, le ricette antiche, i prodotti dell’artigianato rappresentassero uno strumento primario e immediato per raccontare la cultura delle comunità. Ogni piatto, ogni ingrediente, ogni olio, ogni calice di vino svela un tassello del puzzle che &#8211; di fatto &#8211; gli antropologi ed i sociologi presumo definirebbero genius loci. Ed il turismo esperienziale – specie l’incoming estero &#8211; vuole percepire coi sensi le nostre sapienze e quotidianità.</p>
<h2>Rolli Experience. Genius loci e turismo esperienziale a Genova</h2>
<p>Genova, a propria volta, è stata ed è comunità in virtù delle sue aperture, “capitale” mercantile di un mare per lungo tempo baricentro della storia (1), ago della bilancia – specie coi Doria &#8211; in mezzo a due Riviere talora irrequiete, “metropoli” patrizia attraverso secoli in cui non a caso il nome di Genova ipso facto significò arte, eleganza, a way of life (ma consultare già Francesco Petrarca in merito).</p>
<p>Certo, Zena è oggi una città policentrica, dalle molte anime, che dai carruggi ai parchi di Nervi, da Palazzo Ducale a Voltri, dall’acquedotto storico in val Bisagno a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli chiede visite non frettolose, perché non è usa mostrarsi sguaiatamente. Ma Deogratias pare trascorsa un’era geologica rispetto al tempo in cui ci si permetteva di dubitare delle sue vocazioni e potenzialità. Ciò su cui occorre insistere è da un lato il miglioramento della qualità della vita, perché le criticità vissute dai residenti possono risultare tali anche per i turisti (2); dall’altro la cosiddetta awareness, intendo &#8211; con tale espressione &#8211; fare in modo che sempre più si diffonda la consapevolezza di quanto Genova abbia da offrire 365 giorni l’anno in senso heritage ed esperienziale (ma ormai i due termini armoniosamente si leghino…), e di come un’accoglienza sistemica e client oriented, cioè professionale e premurosa, sia la conditio sine qua non per giocare le proprie carte ai tavoli migliori.</p>
<p>(1)scrisse il romanziere napoletano Raffaele La Capria che v’è più storia in un onda del Mediterraneo che in tutti gli oceani messi insieme</p>
<p>(2)in tal senso suggerisco ancora la lettura di Richard Florida, <em>L’ascesa della nuova classe creativa</em>, ed. Mondadori (Milano)…</p>
<p><a href="https://www.luisapuppoeumbertocurti.com/chi-siamo"><strong>Umberto Curti</strong></a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Ligucibario®, un &#8220;chiarimento&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 10:59:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Di recente ci è stato chiesto “cosa sia” Ligucibario®, specie sottintendendo “come si sostenga” Ligucibario®… Potremmo rispondere (e questo è forse il &#8216;post&#8217; più importante che mai abbiamo scritto) che è esattamente ciò che appare. Una piattaforma – online ormai da molti anni – di approfondimento enogastronomico. E&#8217; stata creata dai co-founder di una società ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-un-chiarimento/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_21280" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/acciughe-fritte.jpg"><img class="size-medium wp-image-21280" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/11/acciughe-fritte-300x202.jpg" alt="ancioe frite" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">ancioe frite</p></div>
<p>Di recente ci è stato chiesto <strong>“cosa sia” Ligucibario®</strong>, specie sottintendendo “come si sostenga” Ligucibario®…<br />
Potremmo rispondere (e questo è forse il &#8216;post&#8217; più importante che mai abbiamo scritto) che è esattamente ciò che appare. Una piattaforma – online ormai da molti anni – di approfondimento enogastronomico. E&#8217; stata creata dai co-founder di una società di consulenza per il marketing e la formazione nel turismo (Welcome Management, proprietaria del marchio), società che quest&#8217;anno spegne 22 candeline.<br />
Frutto di <strong>3 decenni di ricerca</strong> a pieno titolo culturale, Ligucibario® da un lato contiene il più ampio e completo ‘alfabeto del gusto’ regionale (oltre 1.000 lemmi da acciuga a zimino…), dall’altro partecipa a numerose battaglie in difesa della qualità e del buonessere (chi ci conosce sa quanto ci sia caro questo neologismo).<br />
La sezione “chi siamo”, infine, dettaglia <strong>i profili professionali miei e di Luisa Puppo</strong> (dal 2018 nominata <em>Ambasciatrice di Genova nel mondo</em>), cui nella piattaforma si deve la preziosa sezione in lingua inglese <em>Liguriabyluisa</em>.<br />
Ligucibario® “coopera” abitualmente, caso per caso, con <strong>personalità scientifiche, culturali, enogastronomiche</strong> eccetera per qualificare sempre di più i propri contenuti e le proprie iniziative (video, gustincontri, saggistica…), militando &#8211; senza se e senza ma &#8211; dalla parte delle filiere brevi, delle cultivar autoctone, delle sciamadde e delle botteghe artigiane, delle ricette della memoria che purtroppo rischiano talora l&#8217;estinzione… Ed ovviamente <strong>contro il trash food, i “falsi” alimentari, la modificazione genetica, gli sprechi tipici di una contemporaneità incurante</strong>…<br />
Chi in questi anni ci ha seguito (e sempre più apprezzato, anche iscrivendosi alla nostra newsletter e &#8220;raggiungendoci&#8221; sui social&#8230;), ha dunque la garanzia di leggere una piattaforma <strong>indipendente</strong>, leale, e schierata a difesa di ciò che è positivamente local (e dunque svela un genius loci) in antitesi a ciò che è negativamente global.<br />
<strong>Ligucibario® non vende pubblicità</strong>.<br />
Non tira la giacchetta al “potente” di turno… Non partecipa a lobbies e corporazioni. Non ha “cointeressi” di qualche tipo. Non ha rapporti commerciali coi soggetti e le imprese di cui parla. Promuove la qualità, il merito, il talento. Persevera a credere nelle competenze e nella chiarezza.<br />
E &#8211; sia concesso il gioco di parole &#8211; persevera a credere nel buon marketing, non nel marchétting.<br />
Se vi riconoscete, amici Lettori, saremo come sempre lieti di ricevere i vostri commenti e suggerimenti. La tastiera vi aspetta.<br />
Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-un-chiarimento/">Ligucibario®, un &#8220;chiarimento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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