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	<title>Ligucibario &#187; Giovanni Rebora</title>
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		<title>Camminare gli agriturismi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:11:18 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30337" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll1.jpg" alt="coll1" width="240" height="173" /></a></p>
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<p>Bardineto… E’ un castello carrettesco esadodecagonale (16 lati), è l’abbazia di San Nicolò (monumento nazionale), è un commovente Museo di cultura materiale.</p>
<p>E’ l’outdoor, da “montagna vista mare”.</p>
<p>E’ la gastronomia: patate, funghi, polenta bianca, castagne&#8230; In questo territorio, forse non a caso, una vita fa conobbi Angela Manfrino, cuoca d’hotel come forse non ne esistono più, e per me che ero e tuttora sono un adepto di Gino Veronelli (per conoscere l’Italia raccomandava di “camminare le osterie”) e di Giovanni Rebora (amante di una cucina che definiva “dialettale”) non si trattò di un incontro come tanti altri. Del resto, sono io stesso figlio di albergatori, la mia famiglia gestiva con successo il “Deny” nella Varazze del boom economico, dove mia nonna e mia madre sfamavano legioni di bagnanti padani, e quindi mi trovano sempre sensibile i temi dell’ospitalità, della tradizione, del buon cibo, del convivio. Non v’è albero senza radici, non v’è futuro senza memoria.</p>
<p>Ma come molti della mia generazione – e come Luisa Puppo stessa, moglie, socia e gourmet &#8211; mi aggiro fra i ristoranti (per lavoro e per diletto) ormai sempre più stanco dei nuovi trend, dei piatti grottescamente destrutturati che dovrebbero “stupire” il cliente, degli ortaggi fuori stagione, dei conti senza senso, e&#8230;delle recensioni social con cui tutti si sentono critici enogastronomici e fotoreporter.</p>
<p>Per fortuna Valentina Carretto, figlia di Angela, in una bellissima cascina nel bosco, l’agriturismo “Le collette” di Bardineto, segue le orme materne, ovviamente via via modellandosi un percorso proprio, che “aggiorni” quanto v’è di ancora migliorabile dentro l’eredità &#8211; importante poiché basata su buon senso ed esperienza &#8211; che le è provenuta in sorte.</p>
<p>Lo so, lo so, ai Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) a questo punto piacerà sapere cos’abbiamo mangiato Luisa ed io lassù a “Le collette”, nel verde di un silenzio rigenerante. Eccoci, dunque, col menu-degustazione.</p>
<p>Un amuse-bouche di salumi con focaccia casalinga (strepitosa).</p>
<p>Quattro antipasti, due freddi (vitel tonné e insalata russa) e due caldi (cipolline ripiene e flan con fonduta), a cavallo tra Liguria e Piemonte. Menzione d’onore ad una salsa tonnata che Deogratias non temeva i capperi.</p>
<p>Due primi (taglierini con ragù di salsiccia e raviolini di borragine conditi al burro e salvia). Entrambi da dieci con lode, manualità pura, suggerirei solo di invertirne l’ordine di servizio, perché il ragù di salsiccia di fatto propone un impatto gustativo maggiore rispetto al tortello vegetale.</p>
<p>Un secondo con contorni (tacchinella da latte con patate al forno e zucchine trifolate), assai gustoso e digeribile.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30338" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll2.jpg" alt="coll2" width="240" height="153" /></a></p>
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<p>Un dessert (mirtilli e lamponi davvero “della casa” con gelato artigianale del vicino allevamento-caseificio “Brigné”) che è la concreta valorizzazione, senza troppe ciance, della filiera a km0, della tracciabilità della materia prima, di quella biodiversità sostenibile e identitaria che sta cercando di garantire un futuro al Pianeta e una reputazione alle nostre terre.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-30339" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/07/coll3.jpg" alt="coll3" width="187" height="239" /></a></p>
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<p>Poi, caffè e fine pasto, il tutto ovviamente con la premurosa efficienza di Pedro, marito di Valentina, che serve ai tavoli con una cortesia d’altri tempi e costantemente passa per eventuali bis (usanza ormai rara?). 35 euro a persona, che per me sono divenuti 42,5 con un barberino d’Alba giovane, il “Pautasso” 2025 di Raffaele Gili, niente ma niente male… Vinificato a Castellinaldo (CN), questo rosso di carattere ha fra l’altro note varietali che sarebbero perfette in un corso d’avvicinamento ai vitigni.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni, “Le collette” vi riscontrerà al <em><strong>346 7420120</strong></em> (l’azienda si raggiunge in auto dalla rotonda di Bardineto con 10 minuti scarsi di sterrata, o con 40 minuti di magnifica passeggiata, ai bivi tenete sempre la sinistra). Buon appetito, mes amis!</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>La festa di San Giovanni Battista in Liguria</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:15:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30289" style="width: 210px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/romilsondequeiroz-saint-johns-eve-7272493_1920.jpg"><img class="size-medium wp-image-30289" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/romilsondequeiroz-saint-johns-eve-7272493_1920-200x300.jpg" alt="falò di San Giovanni - photocredits Pixabay" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">falò di San Giovanni &#8211; photocredits Pixabay</p></div>
<p>San Giovanni Battista, dopo le Quaresime prepasquali e i &#8220;cantamaggio&#8221;, era (ed è?) una data spartiacque, allorché il solstizio d&#8217;estate incideva nell&#8217;anno il proprio segno mediano&#8230; Sarebbe un bel tema sul quale intervistare storici della levatura di Piero Camporesi, Giovanni Rebora, Enrico Calzolari, Carlo Ginzburg.</p>
<p>In Liguria sul mare questo era tempo di muscoli (da mangiare nei mesi senza &#8220;erre&#8221;&#8230;) e di acciughe, il pane del mare. Ma la cosiddetta &#8220;barca di San Giovanni&#8221; originava come rito &#8211; per vaticinare il futuro &#8211; anche dalle campagne: un albume veniva versato in una bacinella d&#8217;acqua, e la mattina seguente si controllava cosa fosse accaduto, e se i filamenti avessero composto la &#8220;forma&#8221; di un veliero, possibilmente a vele spiegate, ciò avrebbe significato radiosi futuri&#8230; E il tuorlo? Beh, poteva sempre servire in qualche ricetta salata o dolce.</p>
<p>San Giovanni Battista poi si lega tuttora all&#8217;aglio, da usare contro le streghe e la povertà (ad Airole (IM) si cuoce &#8220;alla canna&#8221; sopra il fuoco). Alle erbe, fra cui l&#8217;iperico. Ai fiori di campo da disporre sotto il cuscino, anche per favorire l&#8217;amore. Alla &#8220;rugiada&#8221; (o guazza), ovvero quell&#8217;acqua che in una bacinella viene arricchita di speciali erbe, un&#8217;acqua con cui la mattina seguente lavarsi mani e viso e innaffiare terra e vasi. E si lega last not least anche alle noci, ancora acerbe e verdi, con cui progettare splendidi nocini.</p>
<p>Per volere dei Papi più lungimiranti è dunque evidente come il sincretismo abbia &#8220;trasferìto&#8221; nella liturgia cristiana molte usanze pagane, che se fossero state tout court abolite avrebbero destabilizzato le comunità. Sono tra queste anche i fuochi, certamente, a simboleggiare niente meno che il sole, fuochi dentro i quali ardere &#8211; sovente in forma di fantoccio &#8211; tutte le negatività passate. A Migliarina, presso La Spezia, il falò &#8220;del Batiston&#8221; è auspicio di rinnovamento e fecondità, ma anche&#8230;pretesto per gustare sgabei (come a Fezzano) e ravioli. A Deiva Marina sul greto del torrente una enorme catasta di frasche avvampa rischiarando la sera&#8230; Insomma, paese che vai usanza che trovi.</p>
<p>Buon San Giovanni Battista a tutti gli amici di Ligucibario®, che da tanti anni non sono poi pochi.</p>
<p><strong>Umberto Curti</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a></p>
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		<title>In ricordo di Carlo Ginzburg</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:53:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/carlo-ginzburg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30275" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/06/carlo-ginzburg-300x223.jpg" alt="carlo-ginzburg" width="300" height="223" /></a></p>
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<p>Neppure il tempo di ricordare la figura di Carlin Petrini (omaggiando anche uno dei suoi sodali migliori, ovvero Giovanni Rebora * ), ed ecco che purtroppo occorre anche dire addio a Carlo Ginzburg.</p>
<p>Per chi faccia il mio mestiere, queste sono perdite culturali immedicabili. Figlio di Leone l’antifascista e di Natalia Levi la scrittrice, e torinese (1939) realmente tutto d’un pezzo, ci riferiamo infatti ad uno storico e accademico di caratura internazionale, capace come pochi di narrare le esistenze quotidiane, di immergersi dentro i destini cosiddetti “comuni”.</p>
<p>La sua “microstoria” – una corrente metodologica di rilettura del passato che positivamente attecchì anche in Italia dagli anni ’70 sulla scia delle “Annales” di Bloch e Febvre &#8211; ci lascia capolavori come “Il formaggio e i vermi”, appena riedito da Adelphi, saggio che io conobbi (memorabili quelle stagioni) da studente universitario, ammirandone la dimensione storico-antropologica.</p>
<p>A Carlo Ginzburg difatti interessavano sin dagli anni ’60 “fonti” quali le tradizioni, le leggende e dicerie, i riti, le quotidianità rurali, il genius loci autentico delle comunità. Mi godevo gli scritti suoi, di Piero Camporesi, di Fernand Braudel, di Jacques Le Goff…</p>
<p>“Il formaggio e i vermi” è in tal senso un incredibile sorvolo della vita di un mugnaio friulano del ‘500 che l’Inquisizione destinò ad ardere su un rogo, e una profonda – a suo modo militante &#8211; riflessione circa il potere ed i suoi “oppositori”. E leggere quelle pagine necessariamente incide un segno sin dentro le nostre coscienze.</p>
<p>Da parte mia, confido quindi che nelle scuole superiori e nelle università quelle pagine siano tenute ben presenti come proposta di lettura ai giovani. Poche discipline umanistiche infatti possono avere oggi la portata della storia, se opportunamente insegnata.</p>
<p>*del Professor Rebora (1932-2007), anche grazie al figlio Federico, ho avuto ripetutamente il piacere di occuparmi, anche nel <a title="giovanni rebora" href="https://www.youtube.com/watch?v=bC6zPs8D4wo" target="_blank">video a questo link</a></p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info@ligucibario.com)<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Il calendario eventi 2026-27 di Ligucibario®</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:42:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Sta prendendo forma il calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/il-calendario-eventi-2026-27-di-ligucibario/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28603" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/11/assag1-300x277.jpg" alt="smart" width="300" height="277" /></a></p>
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<p>Sta prendendo forma il <em><strong>calendario eventi di Ligucibario® per la “stagione” 2026-2027</strong></em>. Mai come questa volta possiamo scrivervi “stay tuned”, poiché il ricchissimo programma ha in serbo, per così dire, sia conferme (fra cui, dopo il successo della prima, la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”) che liete sorprese.</p>
<p>Eccolo, sebbene “provvisorio” per quanto attiene ad alcuni orari (e probabilmente ancora incompleto). Umberto Curti vi aspetta, con la sua public history tutta vòlta alla tutela e alla valorizzazione del genius loci, delle biodiversità, delle filiere di pregio, del buonessere. Talora sarà affiancato da professionisti del mondo scientifico, escursionistico&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Gli incontri per UniAuser e per GAU implicano ovviamente l’iscrizione associativa a tali sodalizi.</em></span></p>
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<p><strong>Giovedì 1 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Medioevo”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese pre-rinascimentale. Carröggi, lasciti, cuochi…</p>
<p><strong>Mercoledì 7 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 15 ottobre presso UniAuser, “Viaggi verdi. Gli alimenti scoperti nel Nuovo Mondo”</strong>, percorso storico attraverso i cibi giunti in Europa dall’epoca post-colombiana, patate pomodori mais cacao…</p>
<p><strong>Giovedì 22 ottobre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, la farinata</strong>. Percorso storico attraverso l’antica scribilita, la leggenda della Meloria, e tutte le declinazioni non solo liguri della ricetta (socca, bela caöda, cecina…)</p>
<p><strong>Martedì 27 ottobre presso Biblioteca civica “Cervetto”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 29 ottobre presso UniAuser, “Assaggi di Ottocento”</strong>, percorso storico attraverso la gastronomia genovese del XIX secolo. Eventi, ricette, botteghe…</p>
<p><strong>Giovedì 5 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, i ravioli</strong>. Percorso storico attraverso la più celebre fra le paste ripiene genovesi/liguri, e il “töccö” di carne in accompagnamento</p>
<p><strong>Lunedì 16 novembre presso Biblioteca civica “Brocchi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 19 novembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, lo stoccafisso</strong>. Percorso storico attraverso la scoperta del gadus morhua da parte di un mercante veneziano, naufrago alle isole Lofoten (Norvegia) nel 1432</p>
<p><strong>Mercoledì 2 dicembre presso Biblioteca civica “Benzi”, per il progetto del Comune di Genova “Semi di cultura”</strong>, con la presentazione di un itinerario cultural-escursionistico ideato dagli allievi di Umberto Curti nei corsi dell’ente F.Ire per GAE Guida ambientale escursionistica</p>
<p><strong>Giovedì 3 dicembre presso Biblioteca civica “Saffi”, per la seconda edizione di “Assaggiatori di Genova”, il castagnaccio</strong>. Percorso storico attraverso la cultura appenninica del castagno, l’albero del pane (di cui non si buttava alcunché), e alcune ricette della ruralità</p>
<p><strong>Venerdì 18 dicembre presso GAU, “Natale a Genova. Il menu di ieri”</strong>. Percorso storico attraverso i menu e le usanze delle Festività di fine anno del passato, dalla galantina all’alzatina…</p>
<p><strong>Venerdì 22 gennaio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giobatta Ratto</strong>. Percorso storico attraverso la prima “Cuciniera genovese” mai pubblicata (1863), precedente di 28 anni all’Artusi</p>
<p><strong>Giovedì 25 febbraio presso UniAuser, “Dal basilico al pesto”</strong>. Percorso storico attraverso l’Ocimum basilicum, erba regia d’origine asiatica, e le tradizionali salse liguri da mortaio, fra cui il celeberrimo pesto</p>
<p><strong>Venerdì 26 febbraio presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Mario Soldati</strong>. Percorso storico attraverso la figura e le attività (dai saggi ai docufilm) del grande intellettuale e buongustaio torinese, innamorato dell’Italia e della Liguria</p>
<p><strong>Giovedì 18 marzo presso UniAuser, “La verità vi prego sulle farine”</strong>. Masterclass su un alimento conosciutissimo eppur “sconosciuto”: la raffinazione, la forza, il glutine, i preimpasti, i grani antichi. Come scegliere le farine, come impiegarle</p>
<p><strong>Mercoledì 31 marzo presso GAU, per il ciclo “Pionieri”, Giovanni Rebora</strong>. Percorso narrativo attraverso la figura e le attività di un brillante Professore universitario sampierdarenese, storico dell’alimentazione e autore di saggistica innovativa e piacevolissima</p>
<p><strong>Giovedì 8 aprile presso UniAuser, “Olio, oro mediterraneo”</strong>. Masterclass su un alimento prezioso e simbolico, ricco di nutraceutici, amico della nostra tavola quotidiana. Come sceglierlo, come apprezzarlo</p>
<p><strong>Giovedì 29 aprile presso UniAuser, “L’abbinamento ai cibi dei vini liguri DOC”</strong>. Masterclass sui “matrimoni d’amore” fra i vini regionali a denominazione d’origine certificata e i piatti della tradizione.</p>
<p><strong>Luisa Puppo<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su  <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25072" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/luisa-rolli-213x300.jpg" alt="luisa puppo, ligucibario" width="213" height="300" /></a></p>
<p>luisa puppo, ligucibario</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Giovanni Rebora, una storia sampierdarenese</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Il Centro civico “Buranello” di Genova Sampierdarena ha ospitato l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che avevo avuto già il piacere di proporre e realizzare alla Biblioteca civica “Saffi” di Genova Molassana. Come sempre, con questa iniziativa ho inteso coinvolgere Federico Rebora (figlio del Professore), ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/giovanni-rebora-sampierdarena/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30159" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1.jpg"><img class="size-medium wp-image-30159" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb1-300x232.jpg" alt="federico rebora e umberto curti" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">federico rebora e umberto curti</p></div>
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<p>Il Centro civico “Buranello” di Genova <strong>Sampierdarena</strong> ha ospitato l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che avevo avuto già il piacere di proporre e realizzare alla Biblioteca civica “Saffi” di Genova Molassana. Come sempre, con questa iniziativa ho inteso coinvolgere <strong>Federico Rebora (figlio del Professore)</strong>, il quale ha conversato anche circa alcuni degli aspetti più famigliari e privati di suo padre, l’infanzia, gli studi scolastici, la stanza-biblioteca fumosissima in cui si dedicava alla ricerca storica, le passeggiate…</p>
<p>Mi piace pensare che l’evento – svoltosi fra l’altro pochi giorni dopo la scomparsa di <strong>Carlin Petrini, amico di Rebora</strong> &#8211; non sarebbe spiaciuto al Professore stesso, poiché non v’è stata alcuna retorica “celebrativa” in quel che è stato condiviso. Gli accadimenti, le persone, i libri…, hanno rievocato una stagione (gli ultimi decenni del Novecento) a suo modo feconda, e soprattutto la visione del mondo di Rebora, l’uomo oltre allo studioso, che attraverso gli aspetti socioeconomici sapeva restituirci a voce o sulla pagina, sempre con schiettezza sottile, il modo di essere delle comunità.</p>
<div id="attachment_30157" style="width: 136px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp.jpg"><img class="size-medium wp-image-30157" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/bdp-126x300.jpg" alt="barbera del professore" width="126" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">barbera del professore</p></div>
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<p>Abbiamo forse reso, e lo spero, un buon servigio anche a Sampierdarena (luogo al quale per via paterna sono anch’io strettissimamente legato), che ricorre non di rado nei miei lavori e nelle mie conferenze, con un poco di <em>saudade</em> – stavolta sì &#8211; per quei Natali di mille anni fa in cui mio padre mi voleva con sé – a bordo di un’anziana ma sempre fiera “Giulia 1300” &#8211; comprando <strong>il pandolce zeneize</strong>, obbligatoriamente, presso una pasticceria dalle parti di piazza Vittorio Veneto, prima di passare a far gli auguri ai famigliari, sparsi in via dei Landi e dintorni…</p>
<div id="attachment_30160" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2.jpg"><img class="size-medium wp-image-30160" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/reb2-300x203.jpg" alt="amarcord sampierdarena" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">amarcord sampierdarena</p></div>
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<p>Con Federico Rebora e l’Assessore al Municipio per la cultura e le manifestazioni, Dottoressa<strong> Margherita Pardini</strong>, abbiamo infine ragionato un poco di 2027, poiché l’anno prossimo ricorrerà il ventennale della scomparsa del Professore. Da parte mia, poiché già a lungo me ne sono occupato (<a title="le antiche trattorie di sampierdarena" href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">leggimi a questo link</a>) ed è un tema “veronelliano” molto caro a Rebora stesso, il focus potrebbe estendersi &#8211; già a partire dall&#8217;autunno &#8211; <strong>sulle trattorie</strong>, della Sampierdarena di ieri e di oggi, cercando quei fil rouge legati alle tradizioni e alla convivialità che ancora nutrono l’economia locale.</p>
<p>Agli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi…) posso quindi formulare un arrivederci a presto, e del Professor Rebora parleremo, sempre con Federico Rebora, anche in uno dei 3 incontri &#8220;I pionieri&#8221; che ho già calendarizzato per l’Associazione G.A.U. (dedicati a Giobatta Ratto, Mario Soldati, Giovanni Rebora), in data da definirsi ma nella primavera dell’anno prossimo. Stay tuned!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
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		<title>Carlin Petrini e Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30148" style="width: 205px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/tagli-scelti.png"><img class="size-medium wp-image-30148" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/tagli-scelti-195x300.png" alt="giovanni rebora - tagli scelti" width="195" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">giovanni rebora &#8211; tagli scelti</p></div>
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<p>E&#8217; mancato, 76enne, Carlin Petrini, braidese DOC, figlio di un ferroviere ed una fruttivendola, ed anzitutto alle sue intuizioni si deve la nascita nel 1989 di Slow Food (la &#8220;Libera e benemerita associazione degli amici del Barolo&#8221; era divenuta Arcigola nel 1986). Quest&#8217;uomo scrisse anche la prefazione alla famosa enciclica &#8220;Laudato si'&#8221; di Papa Francesco, il suo pensiero era che &#8220;C&#8217;è gente ricca che mangia cose buone fatte da contadini poveri, e c&#8217;è gente povera che mangia cose cattive fatte da agricoltori ricchi&#8221;&#8230;</p>
<p>In qualche modo parliamo anche di lui, mercoledì 27 maggio dalle h 17.00 presso il Centro Civico Buranello di Genova-Sampierdarena, durante l&#8217;incontro dedicato al Professor Giovanni Rebora. Infatti, a leggere ciò che costoro scrissero, e ad ascoltare ciò che dissero (Rebora talvolta più “ruvido”, ma Petrini sempre altrettanto sottile), si notano profonde e ripetute convergenze.</p>
<p>Sull&#8217;etichetta della Barbera d&#8217;Asti che nel 2007 Federico Rebora (figlio del Professore), anche grazie all&#8217;enologo albese Lorenzo Tablino, progettò &#8211; per onorare la memoria del padre &#8211; insieme a Franco Roero, vignaiolo di Montegrosso d&#8217;Asti, spicca non a caso una bella frase di Petrini: &#8220;Giovanni Rebora, Professore, con quel suo accento che rende favola anche gli insulti, sa regalare lezioni come fossero confidenze&#8221;.</p>
<p>Agli amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) suggerisco dunque, in quest’occasione, la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, una raccolta di materiali a firma Rebora che Slow Food pubblicò nel 2009, prefata proprio da Petrini, a cui poi Rebora dedica qualcosa di più che un affettuoso saluto finale.</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, sempre in difesa della qualità alimentare, dei cibi autentici e puliti, e di rispetto assoluto per quelle filiere corte che debbono fronteggiare l’irruenza della globalizzazione e di quelle microeconomie oggi troppo a rischio estinzione (io ebbi la fortuna di conoscere anche Luigi Veronelli, e su quel rispetto poggio ogni giorno il mio lavoro).</p>
<p>Sono testi, tuttora preziosi, che innescano riflessioni a getto continuo, e fornirebbero centinaia di spunti per quella che ormai definiamo (l’espressione non mi entusiasma) public history, ovvero una divulgazione della storia autorevole ma non accademica, e che attraverso l’indagine di aspetti talvolta, sinora, trascurati, produca nuove acquisizioni.</p>
<p>A pagina 257 di &#8220;Tagli scelti&#8221; v&#8217;è tra l&#8217;altro un articolo, uscito originariamente su &#8220;Il Secolo XIX&#8221; del 12 ottobre 2004, che Rebora intitola &#8220;OGM? No, grazie, preferisco essere libero di mangiar bene&#8221;&#8230; Come sempre, personalmente credo che alle parole di Rebora, dettate dal buon senso prima ancora che dalla competenza culturale, vi sia ben poco da aggiungere.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Mia cara Sampierdarena</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Mercoledì 27 maggio alle ore 17, presso la Sala Blu del Centro Civico Buranello – Biblioteca Civica Gallino di Genova-Sampierdarena, si terrà l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”. L’appuntamento, a cura di Umberto Curti, è dedicato alla figura di Giovanni Rebora, tra i principali ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/mia-cara-sampierdarena/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/mia-cara-sampierdarena/">Mia cara Sampierdarena</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/buranello_gallino_giovanni_rebora_27052026_.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-30130" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/buranello_gallino_giovanni_rebora_27052026_-212x300.png" alt="buranello_gallino_giovanni_rebora_27052026_" width="212" height="300" /></a></p>
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<p><em>Mercoledì 27 maggio alle ore 17, presso la Sala Blu del Centro Civico Buranello – Biblioteca Civica Gallino di Genova-Sampierdarena, si terrà l’incontro “La civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”. L’appuntamento, a cura di Umberto Curti, è dedicato alla figura di Giovanni Rebora, tra i principali studiosi italiani della storia dell’alimentazione. In forma di dialogo con Federico Rebora, l’incontro ripercorre il profilo umano e professionale del Professore, intrecciando ricerca storica, memoria familiare e cultura del territorio. Un’occasione per ripercorrere anche la Sampierdarena del Novecento e le sue antiche trattorie, tra memoria urbana e identità popolare.</em></p>
<p>Un filosofo vissuto tra Otto e Novecento, che conobbi &#8211; ahimé una vita fa &#8211; quand&#8217;ero liceale, scrisse che &#8220;l&#8217;origine è la meta&#8221;.<br />
Mio padre Alfredo Curti, sampierdarenese doc (era nato nel 1915 * in via G.B. Monti), dopo una vita a tratti avventurosissima, che lo condusse anche tra gli indios del Mato Grosso * , è sepolto nel cimitero della Castagna di Sampierdarena, ove sovente salgo a fargli visita. Il suo lungo viaggio ebbe una circolarità che lo ricondusse dond&#8217;era salpato.</p>
<p>Forse è quest&#8217;origine paterna, mista ad un poco di nostalgia, il cordone ombelicale che mi lega stretto stretto a Sampierdarena. E quando gli impegni me lo consentono, mi reco là a far la spesa il sabato mattina, con Luisa Puppo, ho i miei favolosi &#8220;pusher&#8221; &#8211; da Via Dottesio a Via Rolando &#8211; di teste in cassetta, di tortine Sacher, di gnocchi col pesto&#8230; Senza tessuto commerciale, i luoghi via via si spengono, ed è impressionante constatare quanto ciò si riveli quando ormai è troppo tardi.</p>
<h2>Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità</h2>
<p>Mi rende dunque molto felice, <strong>mercoledì 27 dalle h 17.00</strong>, <strong>rievocare &#8211; insieme al figlio Federico</strong> &#8211; la figura del <strong>Professor Giovanni Rebora</strong> (1932-2007), insigne studioso di storia medievale ed agraria. Rebora infatti era sampierdarenese, forse &#8211; come lo sentii dire &#8211; con ascendenze verso quei Langenses menzionati nella <a href="https://www.ligucibario.com/tavola-bronzea-io-turista-nella-mia-citta/" target="_blank">Tavola Bronzea</a>, ed era un paladino delle autenticità e un avversario delle retoriche.<br />
<strong>&#8220;Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità&#8221;</strong> è l&#8217;evento presso la <strong>Sala blu del Centro Civico Buranello</strong> (in Via Buranello, ingresso anche da Via Nicolò Daste) che abbiamo ideato per conversare di storie, di luoghi, di abitudini, di piatti, di vini, anche e preziosamente ispirandoci alla produzione saggistica di Rebora ** , uno storico dell&#8217;alimentazione che &#8220;rinnovò&#8221; una disciplina e a cui dobbiamo molte intuizioni. <a href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/" target="_blank">Storia dell&#8217;alimentazione e identità ligure attraverso lo sguardo di Giovanni Rebora</a> sono il tema di un approfondito articolo (con video) che ho pubblicato qui su Ligucibario®.</p>
<h2>Sampierdarena nel Novecento: vita quotidiana, cultura popolare e trattorie storiche</h2>
<p>Ma anche un evento per ripercorrere, con sintesi suggestive, la <strong>Sampierdarena delle trattorie</strong>, dal &#8220;Toro&#8221; alla &#8220;Gina&#8221;, i report gastronomici di Mario Soldati, le atmosfere e gli aneddoti di una stagione che talvolta pare ancora vivissima. Le <a href="https://www.ligucibario.com/sampierdarena/" target="_blank">antiche trattorie di Sampierdarena</a> furono nel 2019 protagoniste di un partecipato incontro da me tenuto presso la Biblioteca Civica Berio.<br />
Quest&#8217;articolo non vale dunque solo da invito all&#8217;incontro di mercoledì 27. A quei Lettori di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) i quali non la conoscessero a fondo, suggerisco anche una visita non frettolosa a Sampierdarena, che saprà incantarvi con le sue ville storiche, i portici di Via Cantore, le mille botteghe, e qualche crêuza superstite verso le alture &#8220;fortificate&#8221;. Buona passeggiata!</p>
<p>* all&#8217;epoca Sampierdarena era ancora Comune autonomo. Fu annessa alla &#8220;Grande Genova&#8221; in epoca fascista (1926)<br />
** &#8220;Civiltà della forchetta&#8221; uscì edito da Laterza nel 1998. Si suggerisce anche la lettura di &#8220;Tagli scelti&#8221;, edito da Slow Food nel 2009<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a>, </strong>Ligucibario®<strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25121" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/umbi-versa-245x300.jpg" alt="umbi versa" width="245" height="300" /></a></strong></p>
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		<title>Ricordando Giovanni Rebora. Alla Biblioteca Saffi cibi e identità</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 08:09:36 +0000</pubDate>
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<p>Dinanzi al consueto pubblico, numeroso e partecipe, di Biblioteca Civica “Saffi”, luogo che la direttrice Elena Ghigliani sa rendere dinamico e frequentato, si è svolto l’incontro “Civiltà della forchetta. Giovanni Rebora, cibi, comunità”, che ho avuto il grande piacere di ideare coinvolgendo Federico Rebora, figlio dello studioso, Luca Lo Basso, docente dell’Università di Genova e già allievo e collaboratore di Rebora, e Anna Maria Campello, vicepresidente de “I Liguri nel mondo” e Ambasciatrice onoraria di Genova.</p>
<p>Il tempo, insieme a tutti costoro, è risultato un buon tempo, scivolato via rapidamente. Mia intenzione era costruire un ricordo di Rebora che, in qualche modo, non sarebbe spiaciuto a Rebora stesso: ovvero vissuto, schietto, concreto, lontano dalle retoriche e dai formalismi di tante commemorazioni. Un ricordo che restituisse il più possibile la caratura e gli esiti delle sue ricerche, la sua saggistica, ma anche gli aspetti caratteriali e un po’ più privati dell’uomo e del padre di famiglia.<br />
Gli anni, beninteso, volano, io stesso conobbi Rebora nel 1982, a momenti pare ieri e a momenti un millennio fa.</p>
<p>Ciascuno di noi ha dunque portato la voce delle proprie competenze e dei propri sentimenti, nel caso di Federico Rebora sentimenti più che mai profondi e vivi, e debbo dire che le tante persone del pubblico le quali si sono poi mostrate entusiaste, e in qualche caso commosse, hanno confermato come l’iniziativa sia andata davvero a buon fine, e – per dirla con Orazio – sia riuscita a <em>prodesse et delectare</em>.</p>
<p>Rebora del resto fu maestro nel tracciare una strada, nel posizionare il cibo come modo d&#8217;essere delle comunità. Nel trasmettere la capacità  di leggere i documenti (notarili, commerciali&#8230;) per comprendere appieno i fenomeni sociali ed economici. Il suo determinismo, la sua &#8220;cliometria&#8221;, è oggi il credo di tutti i migliori storici.</p>
<p>Ringrazio quindi, con parole sincere e non di rito, anzitutto i miei “compagni” di viaggio, Federico, Luca, Anna Maria.<br />
Ringrazio poi i miei allievi (Giuseppe, Susanna) che ancora una volta si sono scomodati per sopportare le mie parole.<br />
Ringrazio coloro, in primis Marisa Burlando di GAU, che mi hanno proposto di dare un sèguito a quanto avvenuto (proposta accettata!).<br />
Ringrazio chi non ho potuto salutare individualmente (e sono stati tanti).<br />
Ed infine – ma non per ultimi – ringrazio i vari media che hanno tempestivamente coperto la notizia, “Il Secolo XIX”, “Liguria Notizie” (Luca Bartesaghi), “Liguria Food” (Dario Sabatelli)…</p>
<div id="attachment_30067" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/secoloxix.jpg"><img class="size-medium wp-image-30067" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/05/secoloxix-300x293.jpg" alt="articolo su &quot;Il secolo xix&quot; del 5 maggio " width="300" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">articolo su &#8220;Il secolo xix&#8221; del 5 maggio</p></div>
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<p>Invito inoltre gli Amici di Ligucibario® (che da tanti anni non sono poi pochi) a &#8211; come si suol dire – <strong>stay tuned</strong>, perché ad esempio già mercoledì 27 maggio presso la Biblioteca Civica “Gallino” di via Daste 8A a Sampierdarena è in cantiere, per le h 17.00, un ulteriore incontro dedicato a Giovanni Rebora, nel quale &#8211; di nuovo col figlio Federico &#8211; percorreremo anche le atmosfere (e le trattorie cui tante ricerche ho dedicato) di una Sampierdarena di alcuni decenni fa&#8230;</p>
<p>Infine, chi già qui e adesso gradisse approfondire la figura di Giovanni Rebora può connettersi <a title="giovanni rebora" href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/" target="_blank">a questo articolo</a>, del 22 aprile quando l&#8217;evento iniziava a prender forma, articolo completato anche da un video che abbiamo appositamente girato qualche tempo fa presso la “Saffi”. Buona lettura, pertanto, e buona visione!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<div id="attachment_25120" style="width: 285px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Curti</p></div>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:13:30 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/">L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30032" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/entel-300x172.jpg" alt="smart" width="300" height="172" /></a></p>
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<p>Martedì 28 aprile, presso il Salone di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi (Comune di Genova), nell’àmbito dell’articolata iniziativa “Genova e la Liguria alla ricerca delle origini” patrocinata dal Comune, mi è stato conferito l’Attestato d’onore ENTEL al merito didattico e culturale.</p>
<p>Attestato che si “connette” a tutto ciò (docenze, consulenze, saggistica, eventi, divulgazione online…) con cui ho fin qui inteso contribuire alla valorizzazione di Genova, della Liguria, delle produzioni locali.</p>
<p>Dinanzi ad un folto pubblico, ho peraltro avuto anche il piacere di salutare coloro cui mi legano rapporti di amicizia e/o professionali, coloro – sovente &#8211; con cui ho condiviso/condivido significativi tratti di una carriera ormai trentennale&#8230;</p>
<p>I molti Relatori ed il succedersi dei diversi momenti hanno imposto alla giornata e ai singoli interventi una certa rapidità e sintesi.</p>
<p>Da parte mia, accanto all&#8217;amica Anna Maria Campello (Vicepresidente dei &#8220;Liguri nel mondo&#8221; che molto apprezza e incoraggia il mio lavoro), ho brevemente tratteggiato la mia “identità” di genovese e le sfide principali che oggi il lavoro (e l’antropocene) impone. Nella difesa e valorizzazione della biodiversità, delle filiere brevi e pulite, delle cultivar autoctone, dei prodotti certificati, della qualità che garantisce buonessere. In antitesi ai cibi spazzatura, agli OGM, alle contraffazioni dell’Italian sounding, alle agromafie.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli.jpg"><img class="size-medium wp-image-25202" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/villa-dp-museo-archeo-pegli-300x245.jpg" alt="museo archeologico di genova pegli" width="300" height="245" /></a></p>
<p>Mi chiedessero se, ripensando al mio percorso e ad alcuni traguardi raggiunti, io mi senta debitore a qualcuno, nominerei soltanto Luisa Puppo, titolare dell’attività di cui sono socio. E rivolgerei un piccolo grazie alla commercialista la quale, pur avendo un carattere perfino peggiore del mio, in tutti questi anni è riuscita a tenerci lontani i grattacapi e alcune incombenze di quella burocrazia che sottrae, insensatamente, non poco tempo al lavoro d&#8217;impresa vero.</p>
<p>Chi tuttavia – nelle conversazioni “dietro le quinte” – ha voluto conoscermi un po’ meglio, ha avuto dinanzi a sé un “ragazzo” 63enne, nato a Varazze ma giunto quasi subito a Genova alla Foce (dove tuttora risiedo). Cresciuto in una tipica famiglia borghese – papà libero professionista, mamma casalinga – in cui si parlava il genovese, si ascoltavano i sublimi dischi di Giuseppe Marzari, si mangiavano taggiaen, çimma, stocchefisce…, e si tifavano Genoa e Sampdoria. Ebbene sì, fra mio padre, genoano, e me vigeva un derby.</p>
<p>Dopo la laurea e un’importante esperienza nel marketing di un’azienda bolognese, decisi di cimentarmi in qualcosa che fosse nuovo e mio. 30 anni di turismo, ora guardandomi indietro, hanno davvero rappresentato un’era geologica, capace di produrre nel globo mutamenti epocali, deregulation, accelerazioni violente, tsunami.</p>
<p>Ma a partire dal 1992, con l’apertura del Porto Antico, finalmente anche Genova iniziò a credere nella propria vocazione turistica. E negli anni seguenti io stesso molto mi battei affinché entrasse – bella com’è – nelle destinazioni heritage. Promuovendosi – lunga e policentrica com’è – anche nelle risorse meno “immediate”, i forti, le ville, il trenino di Casella, il cimitero monumentale di Staglieno, l’acquedotto storico…</p>
<p>Da addetto ai lavori, ovviamente, percepivo i punti di forza della città ma anche i suoi punti di debolezza, la necessità di destagionalizzare meglio gli arrivi, di formare imprese e inoccupati ad un’accoglienza più sistemica, di diffondere la conoscenza dell’inglese, dello storytelling, e via via del social media marketing.</p>
<p>Lo confesso: dopo 30 anni lavorare mi piace ancora. Vivo tra l’altro a contatto d’innumerevoli patrimoni UNESCO: l’arte dei muretti a secco, la dieta mediterranea, i palazzi dei Rolli, la convivialità della cucina italiana, tutto ciò mi stimola.</p>
<div id="attachment_25855" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693.jpg"><img class="size-medium wp-image-25855" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN8693-300x225.jpg" alt="croxetti" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">croxetti</p></div>
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<p>E progressivamente il mio pathos nei confronti della storia dell’alimentazione è diventato parte quasi prevalente del mio mestiere. Qualcosa che mi lega a Gino Veronelli, a Mario Soldati…, ma anche a Nino Bergese, a Ferrer Manuelli, ad Angelo Paracucchi.</p>
<p>E naturalmente a Giovanni Rebora, cui il 5 maggio alle 17.00 non a caso dedicherò un evento alla Biblioteca Civica “Saffi”.</p>
<p>La mia quotidianità sovente è fatta di olii, vini, finger food, salse da mortaio. Questa piattaforma, Ligucibario®, è ormai assurta a fonte privilegiata quanto a indicizzazione nelle ricerche sulla cucina ligure. In moltissimi casi, chi vuole approfondire i temi dell’enogastronomia ligure vi s’imbatte subito. L’IA definisce Ligucibario® “una istituzione digitale”, e mi lusinga…</p>
<p>Ho pubblicato oltre 20 saggi, ho organizzato o preso parte a circa 450 tra convegni, gustincontri… E tuttavia, di fatto, ho sempre perseguito un unico obiettivo: la tutela valorizzante del genius loci.</p>
<p>In tal senso l’enogastronomia è una vera e propria password, preziosa ed infallibile. Il cibo infatti costituisce, inevitabilmente, il modo d’essere di una comunità. Studiare la cucina di un popolo significa comprendere ciò che esso ha coltivato, allevato, pescato, importato…</p>
<p>Queste “microstorie” valgono ad inquadrare la storia molto più degli avvenimenti che di solito ci proponevano a scuola, imperi guerre battaglie trattati di pace sovrani dittatori… Da Bloch a Febvre, da Camporesi a Le Goff, da Braudel a Matvejevic, è ormai chiara la tipologia di contenuti ai quali mi ispiro.</p>
<p>Finanche il turismo cosiddetto esperienziale oggi ci chiede questo: ovvero di condividere i nostri riti e ritmi, i nostri borghi, le nostre ricette. E’ un turismo positivamente immersivo, relazionale, che ama partecipare delle nostre giornate, esser parte delle nostre comunità, comprendere le diacronie che ci rendono quel che siamo. Non di rado conosce Rubaldo Merello, Eugenio Montale, Francesco Biamonti.</p>
<p>Ed io stesso, da parte mia, come Giorgio Caproni, “Quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, rubando un poco di tempo al mio riposo”… Beninteso, dopo altri 30 anni di lavoro.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26203" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/05/dop-riviera-ligure-193x300.jpg" alt="dop riviera ligure" width="193" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/lattestato-donore-entel-alla-carriera/">L&#8217;Attestato d&#8217;onore ENTEL alla carriera</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Storia dell’alimentazione e identità ligure: Umberto Curti racconta Giovanni Rebora</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:51:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La Biblioteca Civica Saffi di Genova ospiterà, il 5 maggio alle ore 17, “Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità”, un dialogo a più voci dedicato alla storia dell’alimentazione e al rapporto tra cibo e identità territoriale. Inserito nel programma del Maggio dei Libri, rassegna promossa dal Comune di Genova (ingresso libero), è un appuntamento ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/storia-alimentazione-identita-ligure-curti-rebora/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/civilt---forchetta1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30009" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/civilt---forchetta1-199x300.jpg" alt="civiltà forchetta" width="199" height="300" /></a></p>
<p>La <strong><span class="whitespace-normal">Biblioteca Civica Saffi</span></strong> di Genova ospiterà, il 5 maggio alle ore 17, “<strong>Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità</strong>”, un dialogo a più voci dedicato alla storia dell’alimentazione e al rapporto tra cibo e identità territoriale.</p>
<p>Inserito nel programma del<span class="whitespace-normal"> Maggio dei Libri, rassegna</span> promossa dal <span class="whitespace-normal">Comune di Genova (</span>ingresso libero), è un appuntamento che ho curato e che mi vedrà accompagnare la riflessione su temi che pratico professionalmente da molto tempo.</p>
<p data-start="485" data-end="1013" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In vista dell’evento, Elena Ghigliani, direttrice della Biblioteca Saffi, mi ha intervistato sulla figura di <strong><span class="whitespace-normal">Giovanni Rebora</span></strong> (1932–2007), riferimento imprescindibile per chi si occupa di <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia dell’alimentazione ligure</a>.</p>
<p>Ne è nato un video-racconto che ripercorre alcuni passaggi della sua attività e, più in generale, il legame tra cultura del cibo e identità del territorio, offrendo spunti utili anche in vista dell’appuntamento del 5 maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Di seguito la video-conversazione con Elena Ghigliani che tratteggia la figura di Giovanni Rebora nel quadro della storia dell’alimentazione ligure.</em></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/bC6zPs8D4wo?si=OD43rHA-ESAgHokR" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il percorso di Giovanni Rebora tra università e territorio</h2>
<p>Quando mi capita di “tornare” su Giovanni Rebora, il riferimento è quasi inevitabile agli anni dell’università, a “Balbi 6”, l’Istituto di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova.</p>
<p>Erano, più o meno, gli anni 1982-83. E lì si incontravano — con una certa facilità — nomi importanti della cultura italiana quali Salvatore Rotta, Raimondo Luraghi, Antonio Gibelli… Rebora era già celebre per il taglio dei suoi corsi. Se ricordo bene, nel 1983 organizzò a Imperia uno dei primi convegni di rilievo sulla dieta mediterranea: quattro giornate di studi i cui atti sono ancora consultabili. Un’iniziativa che, vista oggi, segna un passaggio importante negli studi sulla storia dell’alimentazione.</p>
<p>Non sostenni l’esame con Rebora — non rientrava nel mio piano di studi — ma seguii alcune sue lezioni. E ricordo come l’alimentazione stesse diventando progressivamente il centro della sua ricerca: non solo come tema specialistico, ma come chiave per leggere fenomeni economici e sociali più ampi.</p>
<p>Rebora era sampierdarenese, quindi profondamente legato alla realtà ligure. La <a href="https://www.ligucibario.com/omaggio-alla-val-polcevera/" target="_blank"><strong>Val Polcevera</strong></a>, l’entroterra, il rapporto tra costa e interno tornavano spesso nei suoi esempi. Una volta descrisse la foce del Polcevera com’era un tempo, con gli orti: un’immagine che oggi risulta quasi difficile da collocare, ma che rende bene l’idea delle trasformazioni intervenute.</p>
<p>Da questo punto di vista, mi è sempre sembrato non lontano da <a href="https://www.ligucibario.com/un-ricordo-di-luigi-veronelli/" target="_blank"><strong>Luigi Veronelli</strong></a>: l’idea, cioè, che un territorio si comprenda anche attraverso la sua frequentazione, le pratiche quotidiane, le &#8220;osterie&#8221; — non soltanto attraverso le fonti in senso stretto.</p>
<h2>La civiltà della forchetta e il metodo di lettura della storia</h2>
<p><em>La civiltà della forchetta</em>, pubblicato da Laterza nel 1998, conferma il suo metodo di indagine: attraverso la microstoria si può comprendere la grande storia. È un approccio che oggi definiremmo “<a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">public history</a>”: una divulgazione rigorosa ma accessibile, capace di parlare anche a un pubblico ampio.</p>
<p>L’impostazione è quella che privilegia i fenomeni economici e sociali rispetto alla storia degli eventi, delle guerre, delle dinastie. Il riferimento è alla scuola degli Annales (Marc Bloch, Lucien Febvre), anche se Rebora mantiene una forte autonomia, soprattutto nell’analisi della circolazione delle merci.</p>
<p>Quanto ai temi, Rebora ha indagato il cibo di bordo, le spezie, i prezzi degli alimenti, i meccanismi distributivi. Era un maestro nel leggere anche il “marketing” delle merci nei secoli passati, con uno sguardo sorprendentemente moderno.</p>
<h2>Liguria, ristorazione e cultura gastronomica nel secondo dopoguerra</h2>
<p>Il dopoguerra fu un periodo di transizione, segnato dalle ferite del conflitto. Con il boom economico, la Liguria diventò pienamente turistica e la ristorazione iniziò in parte ad adattarsi ai gusti della clientela.</p>
<p>A Genova, però, c’era una particolarità: molti ristoranti erano chiusi la domenica perché lavoravano durante la settimana con le colazioni di lavoro, legate alla presenza delle grandi industrie e del porto.</p>
<p>Chi fa il mio mestiere ricorda e rievoca poi dagli anni &#8217;60 figure come <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/bergese-nino/" target="_blank">Nino Berges</a>e, o <a href="https://www.ligucibario.com/ave-ninchi-gino-veronelli-ferrer-manuelli/" target="_blank">Ferrer Manuelli</a> a Savona, primo oste invitato da Veronelli in televisione. Ad Ameglia nasce nel 1981 la Locanda dell’Angelo con <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/paracucchi-angelo/" target="_blank">Angelo Paracucchi</a>, che esplorava i paesi dello Spezzino alla ricerca di ricette antiche.</p>
<p>C’era un grande fermento. Luigi Veronelli aveva origini a Finalborgo, <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/mario-soldati/" target="_blank">Mario Soldati</a></strong> era innamorato delle vigne di Pornassio e frequentava trattorie di Sampierdarena. Si trasferì poi a Tellaro. Quella Liguria era una terra viva, dove cuochi e intellettuali si incontravano.</p>
<h2>L’eredità di Giovanni Rebora</h2>
<p>Rebora scompare nel 2007. A distanza di tempo, quello che resta — almeno per chi continua a occuparsi di questi temi — è soprattutto un metodo. L’idea che, per comprendere una società, sia utile partire dalla quotidianità: da ciò che si mangia, a come circolano le merci, dalle pratiche agricole a ciò che si deve importare&#8230;</p>
<p>In una regione come la Liguria, dove il rapporto tra mare ed entroterra continua a essere determinante, è un’impostazione che conserva ancora una sua utilità. E, forse, anche qualcosa di più.</p>
<h2>Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità: il programma dell&#8217;evento del 5 maggio</h2>
<p>L’appuntamento con “Civiltà della forchetta: Giovanni Rebora, cibi, comunità” è per martedì 5 maggio alle ore 17.00, presso la Biblioteca Civica Saffi di Genova (Molassana). L’ingresso è libero: un’occasione per condividere una riflessione comune sulla nostra identità territoriale.</p>
<p>Programma:</p>
<p><strong><em>Da Balbi 6 all’etnogastronomia. Un taglio nella tela, una lettura della tavola</em></strong></p>
<p><strong>Umberto Curti</strong>, docente e saggista di storia dell’alimentazione (<a href="https://www.ligucibario.com/" target="_blank">www.ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong><em>La follia delle spezie. Economia, gusto e potere tra Fernand Braudel e Giovanni Rebora</em>.</strong></p>
<p><strong>Luca Lo Basso</strong>, DISPI e Centro Interdipartimentale di Studi per la Storia dell’Alimentazione (Unige)</p>
<p><strong><em>Il Professore tra le mura domestiche</em></strong></p>
<p><strong>Federico Rebora</strong>, biologo</p>
<p><strong><em>Un pomeriggio con Rebora: una villa a Cornigliano, vigneti e poesia</em></strong></p>
<p><strong>Anna Maria Campello</strong>, Vice Presidente ALM – Associazione Liguri nel Mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a></p>
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