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	<title>Ligucibario &#187; castagnaccio</title>
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		<title>Assaggiatori di Genova 2026: cultura gastronomica in città</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Un nuovo ciclo di incontri dedicato alla storia e alla tradizione gastronomica genovese. Un progetto di divulgazione culturale radicato nel territorio che il prossimo autunno torna alla Biblioteca Civica Saffi di Genova con Assaggiatori di Genova 2026, ideato dallo storico dell’alimentazione Umberto Curti (Ligucibario®). Cultura gastronomica e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/assaggiatori-di-genova-2026/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_26669" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059.jpg"><img class="size-medium wp-image-26669" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/09/DSCN6059-300x219.jpg" alt="farinata di ceci" width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">farinata di ceci</p></div>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/03/assaggiatori-di-genova-2026-IG.png"> </a></p>
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<p><em>Un nuovo ciclo di incontri dedicato alla storia e alla tradizione gastronomica genovese. Un progetto di divulgazione culturale radicato nel territorio che il prossimo autunno torna alla Biblioteca Civica Saffi di Genova con Assaggiatori di Genova 2026, ideato dallo storico dell’alimentazione <a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti (Ligucibario®)</a>.</em></p>
<h2>Cultura gastronomica e consapevolezza alimentare</h2>
<p>Assaggiatori di Genova è un’iniziativa dedicata all’approfondimento dell’identità gastronomica della città, curata da Umberto Curti, docente, divulgatore e autore di studi sulla <a href="https://www.ligucibario.com/storia-della-cucina-ligure/" target="_blank">storia della cucina ligure</a> e sul turismo esperienziale.</p>
<p>Il format del progetto si articola in un ciclo di gustincontri tematici che mettono al centro storia e simboli della tradizione genovese. L’approccio unisce narrazione storica, analisi delle pratiche alimentari e valorizzazione del patrimonio immateriale, trasformando l’ascolto e l’approfondimento in strumenti di conoscenza attiva.</p>
<p>Accanto a Umberto Curti, nell’<a href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-un-viaggio-fra-tradizione-cultura-e-sapori" target="_blank">edizione 2025 di Assaggiatori di Genova</a>, Mara Fiorese, medico di medicina generale, ha contribuito con spunti di educazione alimentare, costruendo un dialogo tra cultura gastronomica e consapevolezza nutrizionale.</p>
<h2>Public history e cibo: raccontare comunità, territorio e scelte consapevoli</h2>
<p>Attraverso l’attività di ricerca, formazione e divulgazione, Umberto Curti da sempre pone il cibo al cuore della public history, strumento per raccontare territori, tradizioni, legami culturali e storie di comunità.</p>
<h3>Cosa è la public history? Come si applica al cibo?</h3>
<p>La public history non si limita a studiare il passato, ma lo rende accessibile e utile al pubblico, trasformando conoscenze storiche in strumenti per comprendere culture, territori e pratiche quotidiane. La <a href="https://www.ligucibario.com/una-public-history-al-servizio-di-cibo-e-salute/" target="_blank">public history al servizio di cibo e alla salute</a>, permette di narrare le tradizioni gastronomiche come storie di comunità e memoria condivisa, valorizzando il territorio e promuovendo scelte alimentari consapevoli.</p>
<h3>Storia del cibo, identità locale e buonessere</h3>
<p>In questo modo, la storia del cibo (l&#8217;<a href="https://www.ligucibario.com/storytelling-per-la-etnogastronomia/" target="_blank">etnogastronomia</a>) diventa uno strumento per educare, informare e valorizzare le identità locali, aiutando a comprendere il legame tra ciò che si mangia e il benessere. Conoscere l’origine e il ruolo culturale degli alimenti contribuisce a preservare il patrimonio gastronomico e a promuovere stili di vita più sani, unendo memoria, cultura e responsabilità e mostrando come ciò che portiamo in tavola sia parte di una storia più ampia, che riguarda la comunità e le generazioni future.</p>
<h2>Assaggiatori di Genova 2026, i nuovi protagonisti</h2>
<p>Visto il grande successo di pubblico della prima edizione di “Assaggiatori di Genova”, come Ligucibario® abbiamo deciso – in piena sinergia con la Biblioteca civica Saffi di Genova Molassana – di programmare una seconda edizione (Assaggiatori di Genova 2026), che prenderà il via giovedì 22 ottobre alle 17.00 e proseguirà poi il 5 e il 19 novembre, fino al 3 dicembre. Tutti gli incontri saranno di nuovo a ingresso libero.</p>
<p data-start="770" data-end="1128">Anche quest’anno, ogni conferenza sarà arricchita da contenuti extra e suggerimenti videobibliografici, già apprezzati nella prima edizione. Al termine del ciclo, i partecipanti più assidui riceveranno la “Pergamena” di partecipazione, simbolo dell’impegno e della passione per la cultura gastronomica locale, che nel 2025 aveva riscosso grande favore.</p>
<p data-start="1130" data-end="1511">Continuando sulla scia del progetto originale, il ciclo si conferma un’occasione per approfondire<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank"> la cucina e la cultura gastronomica genovese</a>. Ogni appuntamento sarà dedicato a un elemento simbolo della tradizione ligure, proponendo un percorso che ne racconta storia, tradizioni e significati, unendo divulgazione culturale, partecipazione e radicamento nel territorio.</p>
<h2>Il progetto culturale dietro Assaggiatori di Genova</h2>
<p>Assaggiatori di Genova è un format di divulgazione culturale ed etnogastronomica, che assume il cibo non già come semplice occasione conviviale, bensì come documento storico, traccia viva di civiltà, linguaggio identitario.</p>
<p>Nasce da qui l’idea: portare la storia dell’alimentazione fuori dai perimetri accademici, e restituirla a luoghi che della conoscenza fanno pratica quotidiana. La biblioteca, in tal senso, non è cornice ma sostanza; spazio naturale in cui il racconto può dispiegarsi, e il cibo trasformarsi in strumento di lettura culturale.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/NAR6zYa8bJ4?si=NsH9PzoEnGl-O4eY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il contributo video, realizzato dal <a href="https://www.bibliotechedigenova.it/evento/26712" target="_blank">Comune di Genova &#8211; Biblioteche di Genova</a>, restituisce l’iniziativa nella sua dimensione visiva ed esperienziale. La rassegna Assaggiatori di Genova 2026 è stata inoltre raccontata anche su <a href="https://www.visitgenoa.it/it/assaggiatori-di-genova-2026-cultura-gastronomica-tra-storia-e-tradizione" target="_blank">Visit Genoa</a>, portale ufficiale del Comune di Genova. Ma il senso più profondo risiede altrove: nell’idea che ogni ingrediente, ogni gesto del fare culinario, ogni preparazione, siano strumenti per leggere la storia e l’identità di un territorio.</p>
<p>Assaggiare, dunque, non nel senso comune del termine, ma come esercizio di comprensione. Un modo – forse tra i più immediati e coinvolgenti – per accostarsi al genius loci e riconoscere, dentro ciò che osserviamo e ascoltiamo, le stratificazioni di una storia che ancora ci appartiene.</p>
<p>Partecipare ad Assaggiatori di Genova significa, in questa prospettiva, entrare in un percorso di interpretazione e scoperta, non di degustazione.</p>
<h3>Quattro icone della cultura gastronomica genovese e ligure</h3>
<p>Le 4 portate che scandiranno Assaggiatori di Genova 2026 sono la farinata, i ravioli, lo stoccafisso e il castagnaccio. Ovvero risorse della gastronomia tradizionale che permettono viaggi in qualche modo antropologici dentro la storia delle comunità. Ed in tal senso la Liguria inscrive nel made in Italy più autentico i propri muretti a secco, la dieta in gran parte mediterranea, gli street food che connotano tante sciamadde e carruggi, ma anche le interazioni non solo economiche con l’altrove (ecco lo stoccafisso) e la cultura dell’Appennino che tuttora abita gli entroterra (ecco il castagnaccio). <a href="https://www.ligucibario.com/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco/" target="_blank">Genova, cucina di bordo, di porto, dell&#8217;orto</a>.</p>
<h3>La farinata: storia, leggenda e sapori mediterranei nei carruggi</h3>
<p>La <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/farinata-di-ceci/" target="_blank">farinata di ceci</a>, conosciuta dai romani come scribilita, è legata a una leggenda secondo cui i prigionieri pisani, dopo la vittoria genovese alla Meloria, si sarebbero nutriti con farina di ceci mescolata all’acqua di mare e cotta al sole sugli scudi. Alimento semplice e quasi mono-ingrediente, adatto anche ai celiaci, è uno dei principali cibi di strada della città, legato alla tradizione dei fainotti e delle sciamadde.</p>
<h3>I ravioli genovesi: sapori e tradizioni delle feste</h3>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ravioli-di-carne-o-di-magro-col-tocco/" target="_blank">Ravioli alla genovese</a>. Preparati anche con verdure ed erbe spontanee come la borragine e accompagnati dal “töccö”, sugo di carne cotto lentamente, i ravioli rappresentano a Genova il piatto delle feste, spesso legato al periodo natalizio. La combinazione tra ripieno e condimento ne fa un piatto centrale nella tradizione cittadina.</p>
<h3>Lo stoccafisso: un viaggio dalla Norvegia alle tavole genovesi</h3>
<p>Lo stoccafisso, gadus morhua scoperto nel Quattrocento alle isole Lofoten da un mercante veneziano, racconta un percorso che unisce commercio e cultura. Il gadus morhua essiccato prende il nome di stoccafisso, sotto sale diventa baccalà. A Genova lo <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/stoccafisso-accomodato/" target="_blank">stoccafisso</a> è da secoli parte della tradizione gastronomica, con preparazioni diffuse come lo stoccafisso accomodato.</p>
<h3>Il castagnaccio: memoria dell’Appennino ligure e civiltà del castagno</h3>
<p>Il <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/castagnaccio-pattunn-a-in-val-fontanabuona/" target="_blank">castagnaccio</a> richiama la cultura dell’Appennino e la civiltà del castagno, fondata sull’uso completo delle risorse. Nato come polenta di farina di castagne, oggi è arricchito con pinoli, scorze d’arancia e aromi. Diffuso con nomi diversi tra Liguria e Toscana, rappresenta un esempio di trasformazione di ingredienti semplici in una preparazione strutturata.</p>
<h3>Assaggiatori di Genova 2026: location, calendario e partecipazione</h3>
<p>Gli incontri di “Assaggiatori di Genova 2026” si terranno presso l’Auditorium del Municipio IV Media Val Bisagno, secondo il seguente calendario:</p>
<ul>
<li>Giovedì 22 ottobre, ore 17:00 – La farinata</li>
<li>Giovedì 5 novembre, ore 17:00 – I ravioli alla genovese</li>
<li>Giovedì 19 novembre, ore 17:00 – Lo stoccafisso</li>
<li>Giovedì 3 dicembre, ore 17:00 – Il castagnaccio</li>
</ul>
<p>La partecipazione è gratuita.<br />
Come già scritto. al termine di Assaggiatori di Genova 2026, ai partecipanti che avranno preso parte a tutti gli incontri verrà consegnata una pergamena attestante la partecipazione e il riconoscimento simbolico del titolo di “Assaggiatore di Genova”, a testimonianza della competenza acquisita e della passione per la cultura gastronomica locale.</p>
<p>Cari Amici di Ligucibario®, che da tanti anni non siete poi pochi, so di avervi scatenato l’acquolina in bocca.<br />
A tempo debito s’apriranno le iscrizioni, e so che molte persone presenti alla prima edizione saranno nuovamente con noi…</p>
<p>Grazie, buon appetito e buona Liguria a tutti.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Luisa Puppo</a></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su info[at]ligucibario.com</p>
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		<title>Ciulli</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:29:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I ciulli sono un piatto “povero” dell’inverno appenninico, tipico in val Polcevera, ov&#8217;è ora assurto a de.co. (Campomorone): polenta con cavolo nero, fagioli borlotti lessati, talvolta patate, e condito infine con olio e parmigiano (discrezionalmente pepe). Era un piatto dimenticato, come la pute/puta della valle Stura (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), che ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/ciulli/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I ciulli sono un piatto “povero” dell’inverno appenninico, tipico in val Polcevera, ov&#8217;è ora assurto a de.co. (Campomorone): polenta con cavolo nero, fagioli borlotti lessati, talvolta patate, e condito infine con olio e parmigiano (discrezionalmente pepe).<br />
Era un piatto dimenticato, come la pute/puta della valle Stura (vedi qui sull&#8217;alfabeto del gusto la relativa voce), che viceversa merita attenzione e fa piacere anche a Ligucibario® rievocare. Alcuni tirano in ballo un sinonimo &#8220;puutin&#8221;, che però mi risulta castagnaccio&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ligucibario® 2026, qualche “scoop”</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 13:52:47 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/Foto0446.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29437" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/12/Foto0446-300x236.jpg" alt="Foto0446" width="300" height="236" /></a></p>
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<p>Ligucibario 2026, qualche scoop&#8230; Le molte iniziative felicemente condotte nel 2025, anno che va ormai approdando (il tempo vola) alle Feste natalizie, ci hanno con piacere indotto a “cantierare” già alcune parti del nostro calendario-eventi 2026, anche confermando quegli appuntamenti e <em>gustincontri</em> che, nell’anno in corso, hanno denotato i maggiori feedback di pubblico e – per così dire – di “consenso”…</p>
<p>Senza “spoilerare” ciò che sinora è solo allo stato embrionale e dunque non permetterebbe di prefigurare gli sviluppi in maniera precisa, Luisa Puppo ed io siamo lieti di comunicare ai Lettori di Ligucibario® – che da tanti anni non sono poi pochi… &#8211; nonché agli appassionati di storia dell’alimentazione e di enogastronomia ligure che nel 2026</p>
<p>&#8211; saremo all’Università popolare GAU Città di Genova (con due conferenze il 23/1 e il 27/2 rispettivamente su Montale a tavola e su Farfa e la cucina futurista),<br />
&#8211; saremo all’UniAuser (con tre conferenze del ciclo “La storia a tavola con Umberto Curti” il 1/10, il 15/10 e il 29/10, percorrendo il Medioevo, la scoperta del Nuovo Mondo, e l&#8217;Ottocento),<br />
&#8211; e saremo naturalmente alla Biblioteca Civica Saffi con la seconda edizione del riuscitissimo “Assaggiatori di Genova” (conferenze il 22/10, il 5/11, il 19/11 e il 3/12, rispettivamente e tema farinata, ravioli alla genovese, stoccafisso, ed infine castagnaccio. Ognuna prevedrà suggerimenti enologici, spunti di educazione alimentare, e approfondimenti bibliografici).</p>
<p>Sono in corso, inoltre, proficue interlocuzioni sia col Comune di Genova (Direzione cultura) sia col DISPI (Dipartimento di scienze politiche e internazionali) dell’Università di Genova, onde concretizzare alcune idee che in parte poggiano su quanto sin qui realizzato, ma in parte lo “riattualizzano” per estenderlo a territorialità più ampie…</p>
<p>Stay tuned, come sempre!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese (naviga anche <a href="https://liguriabyluisa.blogspot.com/" target="_blank">LiguriabyLuisa</a>, interamente in lingua inglese). Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a></p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/ligucibario-2026-qualche-scoop/">Ligucibario® 2026, qualche “scoop”</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Garlascaria</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 09:13:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Garlascaria, da uno scritto del 1901 che si collega a testi cinquecenteschi, parrebbe uno dei tanti nomi del polpettone di verdure, come s-ciattamaio, scarbassa&#8230; Polpettone che venditori e soprattutto venditrici ambulanti &#8211; con ingombranti cesti e tegghie &#8211; proponevano dalle parti di Porta Soprana, storico accesso ai carruggi. Oltre a quello, proponevano verdure, frutta, pesci, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/garlascaria/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Garlascaria, da uno scritto del 1901 che si collega a testi cinquecenteschi, parrebbe uno dei tanti nomi del polpettone di verdure, come s-ciattamaio, scarbassa&#8230;<br />
Polpettone che venditori e soprattutto venditrici ambulanti &#8211; con ingombranti cesti e tegghie &#8211; proponevano dalle parti di Porta Soprana, storico accesso ai carruggi.<br />
Oltre a quello, proponevano verdure, frutta, pesci, scripilita (farinata), pasta, biscotto e mazzamorro (ovvero galletta sbriciolata), castagnacci…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Gabbiana (castagna)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 13:02:18 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È la castagna anzitutto della val Bormida (SV), che diviene “garessina” verso la confinante val Tanaro (terre fredde…). Molto versatile, la varietà gabbiana era già celebrata dal botanico finalese Giorgio Gallesio (1772-1839), se ne fanno anche essiccazioni – un tempo avveniva nei canissi, nei tecci, negli scau… &#8211; e farina. Il castagno era anche in Liguria l’albero del pane, di cui non si buttava via alcunché, e s’incontrano una frazione di Davagna, nel primo Genovesato, cha ha – significativamente &#8211; nome Scandolaro, ed una di Serra Riccò che ha nome Castagna… Qui su Ligucibario© trovi molti altri contenuti (usa il motorino di ricerca interno!) e ovviamente una interessante ricetta di castagnaccio (pattunn-a, panella)…</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Pertuso e la farinata</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 13:26:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pertuso e la farinata Persone, paesi, professioni. Iniziamo dal vocabolario genovese di Giovanni Casaccia (metà ‘800), il quale recita: Tortajo. Voce dell’uso: quegli che fa e vende torte. E da Pertuso, frazione very very green a 1.022m di altitudine del Comune di Ferriere, il più esteso del Piacentino, in Alta val Nure, a due passi dalla ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/pertuso-e-la-farinata/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18833" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/01/DSCN6071.jpg"><img class="size-medium wp-image-18833" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/01/DSCN6071-300x225.jpg" alt="farinata, l'oro di genova" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">farinata, l&#8217;oro di genova</p></div>
<p>Pertuso e la farinata</p>
<p>Persone, paesi, professioni. Iniziamo dal vocabolario genovese di Giovanni Casaccia (metà ‘800), il quale recita: <em>Tortajo. Voce dell’uso: quegli che fa e vende torte. </em>E da <strong>Pertuso</strong>, frazione very very green a 1.022m di altitudine del Comune di Ferriere, il più esteso del Piacentino, in Alta val Nure, a due passi dalla val D’Aveto&#8230;</p>
<p>Nel 1870 il tredicenne Pellegro viveva a Pertuso con la propria famiglia. Prende e cammina fino a <strong>Chiavari</strong>, riviera di levante, ma giungendovi senza alcun orientamento. Una donna lo scorge che vaga, forse affamato. Lo accoglie a casa, lo rifocilla e gli procura un facile impiego come aiutante presso un’osteria, un ristoro come tanti, dove il fuoco cuoce torte e <strong>farinata</strong> (leccornia completamente sconosciuta nell’alta Val Nure). Pellegro si ambienta, s&#8217;impegna&#8230;, impara il mestiere davanti al forno, che pian piano si rivela più remunerativo che restare in montagna dov&#8217;è nato. E qualche anno più tardi decide di sperimentare la sorte addirittura a <strong>Genova, avviando un “Torte e Farinate” nel cuore dei carruggi, a Ravecca</strong> (tuttora zona di allettanti finger food, dove sciamano studenti e turisti&#8230;). La fatica è tanta ma ripaga, e Pellegro richiama da Pertuso ulteriore manodopera. Qualcuno di costoro apre via via nuove serrande e a propria volta necessita d&#8217;altra manodopera…. In definitiva negli anni Cinquanta del ‘900 le botteghe dei tortai provenienti da Pertuso e dintorni erano circa una cinquantina, esercite dai Cavanna, Devoti, Cagnolari, Maloberti, Ponzini, Quagliaroli, Vaccari, Bisi, Testa, Conforti. Capaci artigiani che sfornavano i classici, <strong>torte di verdura, ripieni, castagnacci</strong>, ma soprattutto lei, <strong>la scribilita, l&#8217;oro di Genova</strong>, la farinata, uno dei cibi di strada cui i Zeneixi sono più legati (forse anche perché una leggenda ricorda loro il trionfo alla Meloria su Pisa nel 1284). Che si mangia seduti fianco a fianco con il camallo, l&#8217;intellettuale, il giornalista, lo sfaticato, la prostituta&#8230; Almeno per un secolo essa si conferma dunque in mano “foresta”, preparata in botteghe di pertusein, un&#8217;enclave emiliana in Liguria&#8230; Sempre che si possa definire &#8220;foresto&#8221; chi vive poco oltre un confine regionale&#8230; Qualcuno di costoro ha resistito; leggo che forse uno o due sono tuttora aperti, grazie a nipoti di quei primi &#8220;foresti&#8221;.</p>
<p>Amico Lettore, sul tema leggi anche l&#8217;articolo <a title="pertuso farinata" href="https://www.ilpiacenza.it/attualita/claudio-ferrari-porta-avanti-la-tradizione-della-farinata-dei-pertusini-montagna-santo-stefano-aveto-pertuso-valdaveto.html" target="_blank">a questo link</a>.</p>
<p><strong>Umberto Curti<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a></strong></p>
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<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Tempo di castagne</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 12:59:02 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/copertina-19-castagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19918" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/10/copertina-19-castagne-224x300.jpg" alt="copertina 19 castagne" width="224" height="300" /></a></p>
<p>Tempo di castagne</p>
<p>E’ finalmente in edicola il numero 19 del magazine bimestrale “<strong>Liguria Food</strong>” (ed. Sabatelli, Savona). Vi collaboro sin dal primo numero, e davvero mi dico che il tempo vola&#8230;<br />
Questa volta, vista la stagione, non potevo ovviamente sottrarmi al bellissimo tema delle <strong>castagne</strong>, e perciò dei castagnacci, regine e re d’autunno&#8230;<br />
Un viaggio gastronomico con cui condurre il lettore verso quella <strong>Liguria di Appennino</strong>, boscosa e talora appartata, dove i frutti della tradizione perpetuano riti non solo alimentari.<br />
E per me poi, che adoro <strong>Calizzano</strong>, anche un ritorno verso i tecci, i piccoli essiccatoi in pietra coperti da scandole, molte famiglie in Val Bormida ne possedevano uno (oggi purtroppo ne sopravvive forse un decimo). Una graia rialzata a 2-3 m dal suolo consentiva/consente a calore e fumo di salire alle castagne, che vi venivano trasportate in sacchi dalle bestie da soma. La varietà, in genere <strong>gabbiana</strong>, quella Deogratias scampata al cinipide galligeno, affumica due mesi sopra un fuoco tenue e continuo. Dopo di che se ne fanno confetture, biscotti, gelati…<br />
La scorsa estate, inoltre, a <strong>Murialdo</strong> è stato “inaugurato”, tra magnifici castagni, anche un percorso hiking, che si può imboccare in 3 punti sulla provinciale verso Millesimo, e che tocca i ruderi del castello dei Del Carretto, la chiesetta della Maddalena, il laghetto delle Masche (le streghe), la spada nella roccia, la suggestiva e ancora abitata frazione di Azini, la fonte d&#8217;Umbren… Lungo il percorso, adatto a tutti e attrezzato con aree picnic, ecco secondo la stagione <strong>pesche, more, uve, funghi</strong>. Una meraviglia (le cose vanno chiamate col loro nome), merito anzitutto di un gruppo di giovani del luogo i quali con amore hanno ripristinato e &#8220;legato&#8221; i vari tracciati, per offrirli ad un turista che sappia vedere, oltre che guardare&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Menu di stagione con Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 09:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Menu di stagione con Umberto Curti “Dietro la Liguria dei cartelloni pubblicitari, dietro la Riviera dei grandi alberghi, delle case da gioco, del turismo internazionale, si estende, dimenticata e sconosciuta, la Liguria dei contadini” (Italo Calvino)&#8230; Molti, vista la stagione, mi domandano come costruire un menu 100% “autunnale”. In effetti, anche negli entroterra in cui ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/menu-di-stagione-con-umberto-curti/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/menu-di-stagione-con-umberto-curti/">Menu di stagione con Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_19813" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN3934.jpg"><img class="size-medium wp-image-19813" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN3934-300x225.jpg" alt="castagne, il pane dei poveri" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">castagne, il pane dei poveri</p></div>
<p>Menu di stagione con Umberto Curti</p>
<p>“Dietro la Liguria dei cartelloni pubblicitari, dietro la Riviera dei grandi alberghi, delle case da gioco, del turismo internazionale, si estende, dimenticata e sconosciuta, la Liguria dei contadini” (Italo Calvino)&#8230;</p>
<p>Molti, vista la stagione, mi domandano come costruire un menu 100% “autunnale”.</p>
<p>In effetti, anche negli entroterra in cui talvolta trascorro qualche weekend (adoro la faggeta del Melogno), iniziano le prime brume, e nei bei boschi che via via mutano colore fa capolino qualche ghiotto regalo… Dario Sabatelli stesso, l’editore del noto magazine bimestrale “<strong>Liguria Food</strong>”, mi ha commissionato per il prossimo numero un pezzo sul <strong>castagnaccio</strong> (e come sempre recuperi la mia ricetta su Liguricettario&#8230;).</p>
<p>Menu d&#8217;autunno, dicevo. Non so, Amico lettore, se per te stesso o per coloro che inviti a cena prevedi solitamente 4 portate, nel qual caso occorrerà ideare una successione di fasi coerenti, senz’appesantirsi troppo.</p>
<p>Potrei dunque immaginare <strong>un’insalata di ovoli crudi</strong> (piatto easy e veloce, dai costi medi), condita &#8211; beninteso &#8211; con evo DOP Riviera Ligure, scaglie di parmigiano 24 mesi, aglio (se puoi di Vessalico) a fettine sottilissime, sale e pepe qb, e, se lo ami, un po’ di succo di limone biologico.</p>
<p>A seguire, <strong>taglierini &#8211; ma magnifici anche i paccheri &#8211; con pesce spada e funghi</strong> (circa 25 minuti di preparazione). Se disponi di funghi eccellenti, ma all&#8217;occorrenza o in emergenza &#8220;bastano&#8221; anche galletti e dintorni, evita il pomodoro, e soprattutto il peperoncino… Quanto alla pasta, farla da sé è sempre il massimo, ti esorto verso farine &#8216;0&#8217; (usatissime dalle sfogline emiliane) o addirittura &#8216;1&#8217;&#8230;</p>
<p>Come secondo, un <strong>flan di patate e zucchine con porcini</strong>, altra ricetta alla portata di tutti, tanto più che il tortino/sformato si può “dimensionare”, come un plumcake, secondo gusti e numero degli ospiti. Il formaggio e gli odori (che tuttavia in cottura sbiadiscono) possono esser locali, un San Stè avetano 4 mesi, ad esempio, e maggiorana.</p>
<p>Infine, “omaggiando” anche Benedetta Parodi?, le cui ricette non sempre mi convincono ma il sorriso sì, una golosissima <strong>cheesecake alle castagne</strong>, che si può eseguire senza cottura, e che unisce friabilità e cremosità (questa torta sta vivendo stagioni felici, e nel Genovesato si utilizza anche prescinseua, ovvero cagliata).</p>
<p>Quanto agli <strong>abbinamenti enologici</strong>, tema spinoso solo per chi desideri pungersi (per me convivio significa anzitutto libertà), ti suggerisco durante tutto il menu un bianco di forte personalità, servito alla giusta temperatura (11°C) in tulipani a stelo alto: un <strong>Pigato</strong>, un Timorasso, un Sauvignon, una Malvasia… Oppure un cerasuolo (specie se aggiungessi pomodoro al primo piatto), dall’Ormeasco <strong>Sciac-trà</strong> ai pugliesi della DOC Matino, forse i migliori d’Italia, grazie in primis alla spinta del vitigno negroamaro.</p>
<p>Last not least, una tazza di buon caffè con la cheesecake, dessert che a mio parere non dialoga del tutto né coi moscati né coi passiti. Sia come sia, buon appetito da Ligucibario®!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
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		<title>Stagione di funghi, castagne, e&#8230;vini</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 09:33:17 +0000</pubDate>
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<p>Decidere il tema del pezzo, questa volta, è stato un vero dilemma. Avrei voluto assolutamente farvi “assaggiare” un paio di rossi che mi sono piaciuti parecchio e nel contempo proporvi in abbinamento due favolosi prodotti di stagione, prima che il freddo di novembre ce li porti via. E così sarà, anche se l’impresa non risulta certo facile… Portate pazienza e perdonatemi l’abbinamento forse audace, ma alcuni dicono che io abbia un tantino la testa dura.<br />
Il primo vino, dunque, è un Pinot Nero IGT, vinificato in purezza nell’Oltrepò Pavese, annata 2015 (affinamento di 1 anno in barrique di rovere e almeno 1 in bottiglia), da servire nel calice grande. Di colore rosso rubino, con riflessi granato, al naso profuma di viola, di frutti rossi, di cacao e caffè. In bocca è pieno, avvolgente, elegante con tannini morbidi. Sorseggiatelo inizialmente a circa 14/15°, per sentirlo poi, scaldandolo tra le mani, evolvere al naso e in bocca nel suo splendore di profumi e aromi, piacevolmente minerale e speziato.<br />
E’ un vino che può tranquillamente invecchiare ancora qualche anno…se vi riesce di abbandonarlo in cantina! Sposiamolo quindi, su Ligucibario®, con una ricetta tipica ligure: <strong>teglia di funghi porcini</strong> (i boschi della Liguria ne sono pieni da un paio di mesi) <strong>con patate</strong> &#8211; fantastico connubio di terra- con un trito di aglio e prezzemolo, questa ricetta è perfetta anche come portata unica. Ma più d&#8217;uno concorderà con me, possono andar bene anche altre qualità di funghi e non solo i porcini!<br />
Ora, accomodàti sulla vostra poltrona preferita, magari vicino al caminetto che meditate di accendere, ci gustiamo voi e me un Isola dei Nuraghi rosso IGT (carignano 85%, merlot e cabernet sauvignon 15%) dell’anno 2014, in barrique 18 mesi, servito a 16/18°. “Respirate” il vino, cullatelo nel calice, godetevi il colore rosso rubino intenso, impenetrabile, e odoratelo ancora, vi regalerà altri e nuovi profumi. In bocca (come al naso) un insieme di frutta matura, frutti di bosco e spezie; pieno, armonico e avvolgente col suo tannino vellutato ed elegante, lascia un “gran” finale di liquerizia.<br />
Abbinato a un “tocchetto” di <strong>formaggio di malga di Triora</strong> ben ben stagionato sarà già tanta gioia… Poi, per chi si volesse dilettare nella cottura delle castagne sul fuoco (questa era in realtà la mia reale intenzione), qualche caldarrosta fumante andrà benone (1); ma assaggiatela anche col Pinot nero di prima, se ve ne è rimasto…<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/castagne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18681" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/10/castagne-300x169.jpg" alt="castagne" width="300" height="169" /></a>E per gli appassionati del dolce (tranquilli che non vi dimentico), come non “cedere” infine ad una fetta di <strong>castagnaccio (a pattunn-a)</strong>, che anche in Liguria si usava preparare nei giorni di festa (farina di castagne, acqua, zucchero, olio evo, un pizzico di sale, pinoli, uvetta passa, rosmarino, scorzette candite…). Avrete sicuramente in casa un passito, un Vin Santo o addirittura un Porto non troppo invecchiato… Ma questa è già un’altra storia…ora al vostro enogastronomo non rimane che darvi un caloroso arrivederci alla prossima degustazione!</p>
<p>(1) la castagna (IGP in Piemonte, Toscana e Campania) ha rappresentato una preziosa risorsa per generazioni di contadini e famiglie povere, tanto che il castagno è stato soprannominato “l’albero del pane” (presente in gran parte dell’Italia da nord a sud, in Liguria ricopre circa il 30% della superficie boschiva). La sua farina in talune ricette veniva, e viene ancora, aggiunta o perfino sostituita alla normale farina per preparare pani o paste. Le castagne secche, viceversa, erano cucinate nel latte, con il riso, o nelle zuppe…</p>
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		<title>Camogli, la storia a tavola con Umberto Curti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Oct 2017 16:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17437" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0275.jpg"><img class="size-medium wp-image-17437" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0275-300x225.jpg" alt="Camogli favolosa Camogli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Camogli favolosa Camogli</p></div>
<p>Camogli, la storia a tavola con Umberto Curti</p>
<p>Una reinterpretazione del cosiddetto ‘polpo degli zavorristi’ – lavorando il polpo in due consistenze, paté e soppressa &#8211; è risultata piatto vincente (nel senso di preferito in assoluto) fra le 4 portate, ideate da <strong>Umberto Curti</strong> e proposte ai tavoli dalla brigade de cuisine del ‘<strong>Ristorante Porto Prego</strong>’ di Camogli, nella bella cena di venerdì 6 ottobre dal titolo ‘La storia a tavola’.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/06092016-senza-titolo-8803-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-17438" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/06092016-senza-titolo-8803-2-300x200.jpg" alt="il Ristorante Porto Prego" width="300" height="200" /></a></p>
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<p>Una soppressa di polpo, adagiata su un delicato puré di patate, con paté di polpo, olive taggiasche, bottarga di ricciola e dripping di extravergine ha riscosso il maggior numero di apprezzamenti dai circa 50 commensali, al termine di una riuscitissima serata ‘sold out’ che aveva già in prenotazione esaurito tutti i coperti disponibili. Il polpo ha sopravanzato il brandacujùn (se non lo conosci clicca <a title="brandacujun" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/brandacujun/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/brandacujun/</a>), i battolli (se non li conosci clicca <a title="battolli caiegue" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/battolli-caiegue/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/battolli-caiegue/</a>) e il castagnaccio (se non lo conosci clicca <a title="castagnaccio" href="https://www.ligucibario.com/?s=castagnaccio&amp;submit=" target="_blank">https://www.ligucibario.com/?s=castagnaccio&amp;submit=</a>).<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0198.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17439" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/DSCN0198-300x225.jpg" alt="DSCN0198" width="300" height="225" /></a></p>
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<p>Un ringraziamento a tutti coloro che, ai fornelli e in sala, hanno resa possibile questa iniziativa <em>nonsolomare</em> al ‘Ristorante Porto Prego’, di fatto un excursus storico-culturale, oltre che gustativo, nelle tradizioni delle 4 province liguri (dalle coste di Portovenere ai battolli della rurale Fontanabuona, dal brandacujun dell’imperiese ai castagnacci dell’entroterra di Savona…).</p>
<div id="attachment_17440" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/depliantino.jpg"><img class="size-medium wp-image-17440" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/depliantino-300x168.jpg" alt="dépliant de la soirée con Umberto Curti" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">dépliant de la soirée con Umberto Curti</p></div>
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<p>Riservando ovviamente un posto d’onore alla mitica galletta di Camogli (se non conosci le gallette clicca <a title="gallette" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gallette/" target="_blank">https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/gallette/</a>) e ai vini in abbinamento, fra cui il piacevole Vermentino DOC Colli di Luni nonché il passito da uvaggio (vermentino, albana, albarola) dell’azienda agricola Edoardo Primo.<br />
Ed un caro arrivederci, last not least, anzi un abbraccio, a tutti gli amici che l’hanno presenziata (non pochi sono eccellenti professionalità del food&amp;wine), e che ci seguono con affetto anche sul web e in libreria. Alessandro e gentile Signora, il Comandante Bruno Sacella e gentile Signora, Elvira e Mirko, Luisa e Filippo, Mario e Sabrina, Luca e gentile Signora (con la deliziosa Anita), Franco e gentile Signora, Consuelo ed Emiliano&#8230;</p>
<div id="attachment_17441" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/022.jpg"><img class="size-medium wp-image-17441" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2017/10/022-225x300.jpg" alt="il cibo in liguria dalla preistoria all'età romana" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">il cibo in liguria dalla preistoria all&#8217;età romana</p></div>
<p>Ligucibario® tutela e valorizza l’enogastronomia locale anche attraverso questi momenti di convivio, dove le persone si incontrano per ‘condividere’ – com’è avvenuto a Camogli &#8211; ciò che amano, il piacere di una rilassante serata in buona compagnia e qualche scoperta etno-gastronomica e libraria.<br />
Dunque, a presto!<br />
<strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/camogli-la-storia-a-tavola/">Camogli, la storia a tavola con Umberto Curti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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