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	<title>Ligucibario &#187; taggiasca</title>
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		<title>Oliva carparina</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 13:13:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Carparina, si tratta di una varietà coltivata diffusa in Provincia di Savona. Altrove in Liguria detta anche &#8220;olivo delle Alpi&#8221;, forse apparentabile alla linea cailletier-taggiasca—lavagnina… Si ritiene che resista bene alle temperature più rigide. Può essere piantata dunque in zone meno solatie e più &#8220;selvatiche&#8221;, come si dice comunemente nel mondo oleario. La sua potatura ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-carparina/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Carparina, si tratta di una varietà coltivata diffusa in Provincia di Savona.<br />
Altrove in Liguria detta anche &#8220;olivo delle Alpi&#8221;, forse apparentabile alla linea cailletier-taggiasca—lavagnina…<br />
Si ritiene che resista bene alle temperature più rigide.<br />
Può essere piantata dunque in zone meno solatie e più &#8220;selvatiche&#8221;, come si dice comunemente nel mondo oleario.<br />
La sua potatura è molto particolare ed è presente in un&#8217;area che va da Albenga a Pietra Ligure, nell&#8217;entroterra.<br />
Pare tuttavia debba il suo nome locale alla frazione Carpe di Toirano, in val Varatella.<br />
Una ipotesi molto suggestiva, che non coincide con un’altra opinione, ossia la derivazione dalla forma simile a quella dell’albero del càrpino.<br />
Raramente viene lavorata in purezza, se non verosimilmente nell’area, appunto, di Toirano.<br />
Dove regala un extravergine molto piacevole.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Olio extravergine di razzola al corso GAE presso F.Ire Genova</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 09:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Olio extravergine di razzola (DOP Riviera Ligure): un seminario per raccontare i patrimoni antropologici della Liguria alle future Guide Ambientali Escursionistiche. Proseguono le mie lezioni alla VI edizione del corso di qualifica regionale per Guide Ambientali Escursionistiche presso F.Ire Genova (nel frattempo si avvicina l&#8217;atteso esame per i corsisti della V edizione&#8230;). Nella mia visione, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/olio-extravergine-di-razzola-al-corso-gae-presso-f-ire-genova/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_25721" style="width: 290px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG-20190325-WA0007.jpg"><img class="size-medium wp-image-25721" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/IMG-20190325-WA0007-280x300.jpg" alt="olio extravergine dop riviera ligure" width="280" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">olio extravergine dop riviera ligure</p></div>
<p>Olio extravergine di razzola (DOP Riviera Ligure): un seminario per raccontare i patrimoni antropologici della Liguria alle future Guide Ambientali Escursionistiche.</p>
<p>Proseguono le mie lezioni alla <strong>VI edizione del corso di qualifica regionale per Guide Ambientali Escursionistiche presso F.Ire Genova</strong> (nel frattempo si avvicina l&#8217;atteso esame per i corsisti della V edizione&#8230;).<br />
Nella mia visione, poiché la Liguria non dispone di vette &#8220;nepalesi&#8221;, è quanto mai importante <strong>rappresentare, ai lati dei sentieri su cui si cammina, anche i patrimoni antropologici di cui la regione dispone</strong>. Gli <strong>aspetti storico-culturali si fondono in tal senso alle tradizioni, agli artigianati, alle enogastronomie</strong>, concorrendo a quel <strong><em>genius loci</em></strong> che ci rende, da millenni, &#8220;<strong>mediterrane</strong>i&#8221;.<br />
Anche la nostra dieta, come noto, è mediterranea, ovvero ricca di <em>nutraceutici</em>, Ancel Keys la promuoverebbe a pieno voti. L&#8217;olio extravergine, l&#8217;aglio, le farine poco raffinate, il pesce, le crucifere, il preböggiön&#8230;sono solo alcuni degli alimenti che subito ci balzano in mente in termini di <em>buonessere</em> e longevità&#8230;</p>
<h2>Olio extravergine di razzola: narratore di <em>genius loci</em></h2>
<p>Ho quindi proposto agli allievi, visto che molto ho parlato di <a href="https://www.ligucibario.com/evo-dop-riviera-ligure-in-cattedra-nei-corsi-gae/" target="_blank"><strong>oleoturismo</strong></a>, una lezione (presto ne seguirà una anche sul pesto, smontando tuttavia molti luoghi comuni&#8230;) tutta dedicata all&#8217;olio extravergine, in particolare un<strong> DOP Riviera Ligure monocultivar razzola</strong> (estremo Levante ligure), gentilmente fornitomi &#8211; con efficaci brochure &#8211; dalla direzione del Consorzio di tutela (nel corso della V edizione avevo viceversa utilizzato un monocultivar taggiasca).<br />
Non torno qui (lezione specifica sull&#8217;olio extravergine di razzola) su quanto abitualmente preciso circa le specificità dell&#8217;olio extravergine, e in particolare di un buon extravergine (acidità, fruttato, perossidi, polifenoli&#8230;). Sul tema olio, infatti, Ligucibario® ha già fornito negli anni innumerevoli contenuti, fra cui (<strong>nella sezione &#8220;<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/" target="_blank">alfabeto del gusto</a>&#8220;</strong>) la più completa elencazione di tutte le cultivar liguri, al momento 42, beninteso non più tutte lavorate.<br />
Né torno qui sulla differenza, purtroppo ignorata da molti, fra olio extravergine (il solo vero mosto delle drupe) ed olio d&#8217;oliva (un olio scadente che viene rettificato tramite una raffinazione chimica).</p>
<h2><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN2140.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25779" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/03/DSCN2140-300x197.jpg" alt="DSCN2140" width="300" height="197" /></a></h2>
<h2>Olio extravergine di razzola: l&#8217;assaggio</h2>
<p>In sintesi, ho questa volta ingaggiato gli allievi &#8211; previa sottolineatura del collarino giallo che connotava la bottiglia&#8230; &#8211; con un semplice assaggio (degustazione sarebbe termine eccessivo) dell&#8217;olio extravergine di razzola, che tuttavia attivasse i loro sensi e illustrasse loro tutte le caratteristiche ed i sentori da cogliere.<br />
L&#8217;olio extravergine di razzola inviatomi proponeva soprattutto un fruttato significativo, con note immediate di carciofo (tenuissima la mandorla), e una decisa pungenza &#8211; la razzola non è la coratina pugliese ma ho ugualmente suggerito ai più audaci di procedere con cautela allo &#8220;strip&#8221;&#8230; &#8211; . Una punta di amarore non pregiudicava la piacevolezza complessiva dell&#8217;esperienza, e la bocca ringraziava per il senso di naturalità e pulizia lasciato dal prodotto.<br />
L&#8217;olio extravergine di razzola è un extravergine, quindi, &#8220;lontano&#8221; (come prevedibile) dalla taggiasca/lavagnina, ma idoneo sulle tavole ad avvicinare insalate, carciofi, ovoli crudi, carpacci di mare (anche polpo e patate), crostoni con dadolate di pomodori, e &#8211; a mio parere &#8211; soprattutto verdure bollite e pesce o crostacei alla griglia. Da provare, tuttavia, anche su alcuni tagli del bollito di carne&#8230;<br />
Concludo con una noterella &#8220;faceta&#8221;: se un giorno mai il Consorzio di tutela olio DOP Riviera Ligure decidesse di nominare alcuni &#8220;ambasciatori&#8221; (carica puramente onorifica&#8230;), tutto ciò che nel tempo ho realizzato a livello ligure potrebbe valermi forse una candidatura o una nomina?&#8230;</p>
<p>Clicca qui per un mio articolo sulla <a href="https://www.liguriafood.it/2017/08/01/appunti-per-una-storia-dellolio-in-liguria/" target="_blank">storia dell&#8217;olio in Liguria</a>.<br />
<strong><a href="https://www.ligucibario.com/umberto-curti-luisa-puppo/" target="_blank">Umberto Curti</a><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25493" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/02/umberto-186x300.jpg" alt="umberto" width="186" height="300" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marsucco, Tommaso</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 09:49:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tommaso Marsucco nel 1854 pubblicò in àmbito onegliese (guarda caso) un ormai introvabile fascicolo sulla coltivazione dell’olivo, e sulla produzione d’olio e di olive in salamoia. Nel decimo capitolo dell’opera, alle pagine 22-23, cita espressamente l’oliva “taggiasca ossia giuggiolina” e allude a conserve prodotte – com’è pure nella tradizione nizzardo-provenzale &#8211; nelle case borghesi, agiate… ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/marsucco-tommaso/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tommaso Marsucco nel 1854 pubblicò in àmbito onegliese (guarda caso) un ormai introvabile fascicolo sulla coltivazione dell’olivo, e sulla produzione d’olio e di olive in salamoia. Nel decimo capitolo dell’opera, alle pagine 22-23, cita espressamente l’oliva “taggiasca ossia giuggiolina” e allude a conserve prodotte – com’è pure nella tradizione nizzardo-provenzale &#8211; nelle case borghesi, agiate… Precisa inoltre le varie procedure di salamoia in base ai differenti stadi di invaiatura (maturazione) delle drupe, poi idonee in tal modo a durare anni.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/marsucco-tommaso/">Marsucco, Tommaso</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Tutte le olive di Liguria</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 09:20:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Le olive si dividono tradizionalmente in 3 tipologie: olive da mensa, da olio, da mensa e da olio. La Liguria, da ponente a levante, propone in tal senso sulle sue fasce terrazzate dai muretti a secco una biodiversità notevole, tenendo anche presente che la sua cultivar più nota, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/tutte-le-olive-di-liguria/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/tutte-le-olive-di-liguria/">Tutte le olive di Liguria</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_22588" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/DSCN0586.jpg"><img class="size-medium wp-image-22588" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2024/04/DSCN0586-300x225.jpg" alt="olive taggiasche" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">olive taggiasche</p></div>
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<p>Le olive si dividono tradizionalmente in 3 tipologie: olive da mensa, da olio, da mensa e da olio.<br />
La Liguria, da ponente a levante, propone in tal senso sulle sue fasce terrazzate dai muretti a secco una biodiversità notevole, tenendo anche presente che la sua cultivar più nota, ovvero la taggiasca, non è autoctona, bensì fu verosimilmente introdotta durante l&#8217;alto Medioevo da monaci di ritorno dalla Terrasanta (sovente fu innestata su olivi di varietà colombaia, da cui tuttora si trae un ottimo monocultivar).<br />
L&#8217;extravergine locale, non a caso, è celebre nel mondo, protagonista di un modello alimentare che la scienza posiziona fra i più salubri in assoluto.<br />
Oggi alcune cultivar non &#8220;esistono&#8221; più, via via abbandonate a causa della fragilità della pianta, o della bassa resa&#8230;<br />
Ma Ligucibario® &#8211; sulla scia di grandi autori quali Giammaria Piccone, Tommaso Marsucco, Carlo Carocci-Buzi &#8211; può da molti anni presentare al Lettore tutti i nomi delle (42) cultivar riferibili alla Liguria (cliccare sul link per la descrizione di ognuna), dall&#8217;arnasca alla castelnovina alla lavagnina alla pignola alla razzola&#8230;, sebbene di più d&#8217;una siano davvero rare le informazioni disponibili.<br />
La grafia di alcune &#8211; attenzione! &#8211; può beninteso variare.<br />
Buona lettura! <strong>Umberto Curti</strong><br />
oliva arnasca &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva arnasca" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-arnasca/" target="_blank">link</a><br />
oliva benini &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva benini" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-benini/" target="_blank">link</a><br />
oliva castelnovina &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva castelnovina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-castelnovina/" target="_blank">link</a><br />
oliva colombaia &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva colombaia" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-colombaiacolombaro/" target="_blank">link</a><br />
oliva cozanina &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva cozanina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-cozaninacozzanone/" target="_blank">link</a><br />
oliva feglina &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva feglina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-feglina/" target="_blank">link</a><br />
oliva fiandola &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva fiandola" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-fiandola/" target="_blank">link</a><br />
oliva finalina &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva finalina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-finalina/" target="_blank">link</a><br />
oliva frantoio &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva frantoio" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-frantoio/" target="_blank">link</a><br />
oliva lantesca &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva lantesca" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-lantescao/" target="_blank">link</a><br />
oliva lavagnina &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva lavagnina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-lavagnina/" target="_blank">link</a><br />
oliva leccino &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva leccino" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-leccino/" target="_blank">link</a><br />
oliva liccione &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva leccione" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-liccionelizona-savonese/" target="_blank">link</a><br />
oliva mattea &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva mattea" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-mattea/" target="_blank">link</a><br />
oliva maurino &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva maurino" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-maurino/" target="_blank">link</a><br />
oliva merlina &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva merlina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-merlina/" target="_blank">link</a><br />
oliva mignolo &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva mignolo" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-mignolo/" target="_blank">link</a><br />
oliva moraiolo &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva moraiolo" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-moraiolo/" target="_blank">link</a><br />
oliva morchiaio &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva morchiaio" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-morchiaio/" target="_blank">link</a><br />
oliva morino &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva morino" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-morino/" target="_blank">link</a><br />
oliva mortegna &#8211; <a title="ligucibario umberto curti oliva mortegna" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-mortegna-papillare-del-picconi/" target="_blank">link</a><br />
oliva mortellino &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva mortellino" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-mortellinoameretellino/" target="_blank">link</a><br />
oliva mortina -<a title="umberto curti ligucibario oliva mortina" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-mortina/" target="_blank"> link</a><br />
oliva negrera &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva negrera" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-negreranegrea/" target="_blank">link</a><br />
oliva olivana &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva olivana" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-olivana/" target="_blank">link</a><br />
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olivo delle Alpi &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva delle Alpi" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-olivo-delle-alpi/" target="_blank">link</a><br />
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oliva prempesa &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva prempesa" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-prempesa/" target="_blank">link</a><br />
oliva punteruolo &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva punteruolo" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-punteruolo/" target="_blank">link</a><br />
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oliva toso &#8211; <a title="umberto curti ligucibario oliva toso" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/oliva-toso/" target="_blank">link</a> .</p>
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		<title>DI PESTO, DI AGLIO E DI FORMAGGIO SARDO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 09:47:49 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/pesto-pronto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21933" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/11/pesto-pronto-225x300.jpg" alt="pesto pronto" width="225" height="300" /></a>La cucina ligure, malgrado i giganteschi mortai &#8211; un po&#8217; grotteschi? &#8211; in navigazione sul Tamigi, non fu, non è e mai sarà solo pesto (circa le polemiche di questi giorni, mi riconosco maggiormente nelle parole del cuoco Roberto Costa che in quelle di Oliviero Toscani, siamo forse un po&#8217; stanchi di identificare un&#8217;identità regionale/cittadina con una ricetta). Poiché tuttavia questa salsa è ormai &#8211; meritatamente &#8211; molto nota, cerchiamo di renderle giustizia con alcune informazioni corrette (Ligucibario® peraltro se ne è già occupato infinite volte, leggimi ad es. <a title="umberto curti pesto genovese" href="https://www.ligucibario.com/il-pesto-genovese-3/" target="_blank">a questo link</a>).<br />
Anzitutto, <strong>la Liguria è terra di mortai per ragioni geostoriche</strong> (mediterraneità, dominio romano, Alpi Apuane…). Si caratterizza dunque per numerose salse – alcune più celebri e &#8220;vive&#8221; d’altre &#8211; preparate dentro tale manufatto, peraltro utile anche con frutta secca e spezie, e con pigmenti.<br />
Tutte queste salse, fra cui <strong>l’aggiadda</strong> (l’agliata, madre di tutte), poiché in origine accompagnavano carni, un po’ come i <em>bagnèt verd piemontesi</em>, proponevano un sapore sapido, puntuto, deciso, per via del <span style="text-decoration: underline;">sale</span> (un conservante) e dell’<span style="text-decoration: underline;">aglio</span> (un disinfettante).<br />
Il pesto tuttavia, la cui ricetta attuale si “formalizzò” non prima di metà ‘800 e poi molto grazie alla <strong>Cuciniera del Ratto</strong>, la cui prima edizione nel 1863 non risultò irreprensibile, si “batteva” nel mortaio con quel che c’era (maggiorana, fagiolini, spinaci…), tanto più che <strong>le serre di basilico</strong> con cui oggi identifichiamo Pra&#8217; (con l&#8217;apostrofo mi raccomando) erano ancora di là da venire, e quindi le stagioni come sempre condizionavano i menu. Si consideri inoltre, prima di &#8220;fucilare&#8221; lo chef lombardo Davide Oldani, che in campagna il burro era talora – sorprendentemente &#8211; più reperibile dell’olio. Inoltre, v’erano pesti per così dire più patrizi e pesti plebei, un po’ – benché per altri motivi &#8211; come avviene oggi, dato che non tutti utilizzano materia prima corretta, e di qualità…<br />
Anche <strong>il pecorino sardo</strong> DOP (ideale se stagionato 10-12 mesi) si conferma ingrediente centrale, in quanto la Repubblica di Genova intratteneva intensi commerci con Corsica e Sardegna, e quasi sempre una specialità culinaria origina da quel che un popolo conosce, coltiva, commercia.<br />
Io mi felicito con chi garantisce ai propri clienti un pesto autentico, realizzato (oggi) con <strong>basilico genovese DOP, aglio bianco di gentile sentore magari di Vessalico, pinoli pisani o comunque italianissimi, sale grosso, parmigiano reggiano DOP (il cui disciplinare è più vincolante rispetto al grana padano) e pecorino sardo DOP, e infine olio extravergine DOP ligure, magari della sottozona Riviera di levante dove le cultivar lavagnina e pignola fanno il mestiere della taggiasca</strong> (mia nonna e poi madre, cuoche eccelse, aggiungevano &#8211; non vogliatemene &#8211; anche un paio di gherigli di noce, sbollentati e spellati)&#8230;<br />
Un pesto della tradizione, dunque, saporito, corposo e non liquido, così come fu e dovrà continuare ad essere, ma senza fanatismi (il mio è quello nella foto, quando ho modo di usare il mortaio, altrimenti gelo un&#8217;oretta in freezer le lame e il bicchiere del frullatore).<br />
La mia raccomandazione è di accostarlo a pasta come <strong>trenette, lasagne sottili sottili, picagge, testaroli, gnocchi e trofiette</strong>, e di abbinarlo agli aromi di qualche buon <strong>Pigato</strong> locale, da versare a giusta temperatura, 10-11°C, dentro bei tulipani a stelo alto. Fuori Liguria, si potrà beninteso optare per Sauvignon, Malvasie secche, finanche Riesling…<br />
Amico gourmet, buona Liguria e buon pesto a te, naturalmente – sempre &#8211; con aglio e sardo.<br />
<strong>Umberto Curti, Ligucibario®<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21488" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/umbi-telenord-300x189.jpg" alt="smart" width="300" height="189" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Escursionismo extravergine</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 14:25:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/DSCN1172.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21445" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/02/DSCN1172-300x225.jpg" alt="DSCN1172" width="300" height="225" /></a>Proseguono le lezioni al corso <strong>GAE – Guida ambientale escursionistica</strong> organizzato da Ente F.Ire di Genova.<br />
Dopo 2 “verifiche” di andamento lavori, una – maggiormente di conoscenza territoriale &#8211; strutturata in 100 test a risposta vero/falso, una – maggiormente di inquadramento delle dinamiche turistiche in atto – strutturata su domande aperte, che hanno consentito agli allievi di svolgere argomentazioni strategico-operative, 2 lezioni sono state dedicata a “ripassi”, anche per allineare meglio gli apprendimenti individuali.<br />
In sèguito, ho fornito agli allievi una sorta di <strong>“psicografia” delle 5 nazionalità incomers prioritarie per la Liguria</strong> (Francia, Germania, Svizzera, Stati Uniti e Paesi Bassi), e condiviso alcune <strong>linee-guida concrete per l’ideazione di itinerari escursionistici esperienziali</strong>.<br />
So che il corso risulta assai impegnativo, per contenuti e per “sinapsi” cui costringe, tenendo anche conto delle diversissime provenienze e caratteristiche degli allievi. Ma, come si diceva un tempo (l’esame di qualifica abilitante si avvicina), <em>per aspera ad astra</em>…<br />
La lezione di sabato 11 febbraio ha consentito anche, visto il crescente successo del cosiddetto <strong>oleoturismo</strong>, di percorrere – ancora una volta in graditissima sinergia col Consorzio di tutela extravergine DOP Riviera Ligure, che ha fornito prodotti e brochure – <strong>i possibili ed infiniti intrecci fra trekking/biking e Liguria olearia</strong> (paesaggi, frantoi, produttori, musei di cultura materiale, agriturismi…).<br />
Va tuttavia da sé &#8211; lo ripeterò sino alla noia &#8211; che il design delle proposte, per risultare competitivo, andrebbe affidato a consulenti esperti di territorio e di marketing, evitando da una parte eccessivi spontaneismi fai-da-te, o dall&#8217;altra ideazioni troppo calate da altrove…<br />
Non mi dilungo sulle straordinarie caratteristiche dei nostri DOP, così come del magnifico Basilico Genovese, dato che in tanti anni <strong>Ligucibario®</strong> le ha approfondite e descritte migliaia di volte, tutelando e valorizzando senza sosta l&#8217;idea di <strong>biodiversità</strong>. Ma in aula ho inteso condividere anzitutto la varietà delle <strong>cultivar</strong> locali (dalla taggiasca alla razzola&#8230;), le differenze tra un extravergine di qualità ed altri olii, e le peculiarità delle 3 sottomenzioni geografiche, terminando con una semplice degustazione che trasmettesse i valori autentici di <strong>quest’oro nutraceutico</strong>, e i tanti abbinamenti gastronomici (<strong>dalle crudità di mare alla stroscia di Pietrabruna…</strong>) che narrano la nostra intrinseca, secolare mediterraneità, abbarbicata sulle fasce dei <strong>muretti a secco</strong> (non a caso patrimonio Unesco).<br />
La lezione sarà replicata pari pari anche nella seconda edizione dei corsi GAE.<br />
Buon DOP Riviera Ligure ai miei allievi, dunque, e a tutti i miei Lettori, e a chiunque apprezzi bottiglie che svelano sacrificio ed eccellenza…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Il Festival di Sanremo a tavola</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 11:39:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Anche quest’anno Sanremo sarà per ben 5 giorni sede del Festival della canzone italiana, noto ai più come Festival di Sanremo. Cosa si mangia e si beve, su quella Riviera dei fiori, luogo di elezione per uno dei migliori olii extravergine al mondo? La cucina della Riviera dei Fiori: ricette e tradizioni &#160; La “bandiera” ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/festival-di-sanremo-a-tavola/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20796" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/02/DSCN1994.jpg"><img class="size-medium wp-image-20796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2022/02/DSCN1994-300x225.jpg" alt="marò di fave" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">marò di fave</p></div>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Anche quest’anno Sanremo sarà per ben 5 giorni sede del <strong>Festival della canzone italiana</strong>, noto ai più come<strong> Festival di Sanremo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Cosa si mangia e si beve, su quella <strong>Riviera dei fiori</strong>, luogo di elezione per uno dei migliori <strong>olii extravergine</strong> al mondo?</p>
<h2 style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">La cucina della Riviera dei Fiori: ricette e tradizioni</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">La “bandiera” cittadina di <strong>Sanremo</strong> si è confermata, in anni recenti, insignita da specifica de.co., la <strong>sardenaira</strong>, un finger food goloso che non occorre cocciutamente “collegare” alla pizza napoletana. La sardenaira è un impasto che – similmente alla pissalandrea – nacque molti molti secoli fa, senza pomodoro, sovrastato all’inizio da sardine più che acciughe (donde il nome) e…da quel che c’era. Ad <strong>Apricale</strong> questa golosità “da strada” prende non a caso il nome di <strong>machetusa</strong>, in quanto presenziata da un’antica salsa ligure al mortaio, in qualche modo erede del famoso, o famigerato, <strong>garum</strong> romano. E la stessa <strong>pissalandrea</strong> si connette alla cugina <strong>pissaladière</strong>, nata con “insaporitori” quali il peis salat → pesce salato, queste specialità sono davvero racconti, grazie ai quali sembra di avvertire l’odore delle barche, delle reti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Il mare (di Sanremo e non solo) regala, oltre al pesce azzurro, varietà di cattura notevoli, fra cui il pesce spada, e <strong>gamberi rossi</strong> d’eccellenza, calamari…, legati pressoché costantemente a ricette della tradizione locale (<strong>acciughe alla sanremasca, buridda, boiabesa, ciuppin, frittura</strong> mista…). Molto presente in tavola anche lo stoccafisso, Gadus morhua, dono quattrocentesco delle Lofoten, che usualmente si cucina bollito, accomodato, oppure come delizioso <strong>brandacujùn</strong>, cioè “scuotendolo” con altri ingredienti (patate…) sino a ridurlo in una grossolana crema (a mio parere la ricetta è migliore con stoccafisso che con baccalà).</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Ortaggi e verdure permettono salse di pomodoro, fresco <strong>cundijùn</strong>, corroboranti zuppe (anche coi germogli di zucca), <strong>torta verde</strong> (col riso), torta di patate, <strong>friscioi</strong> di bietole, rattatuia (ancora un lemma imparentato col francese, ratatouille)… Ma anche quell’insalata russa che si pensava fosse nata in loco, per “invogliare” gli intestini dell’anziana nobiltà che &#8211; in epoca liberty &#8211; svernava negli hotel di lusso a bordo mare…</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">I primi hanno soprattutto le sembianze dei <strong>ravioli e pansoti</strong>, delle <strong>troffiette col pesto</strong> (o in stagione col profumatissimo <strong>marò di fave fresche</strong>), dei particolarissimi “<strong>sciancui au tucu</strong>”, ovvero una pasta “strappata” e condita col sugo di carne (tocco è il pezzo di carne che cuoce).</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Tra i secondi, a Ligucibario® piace menzionare le <strong>verdure ripiene</strong>, il <strong>coniglio in umido</strong> rigorosamente con olive taggiasche, la <strong>cima</strong> ripiena (tendenzialmente più verde rispetto al Genovesato…), e le rostelle che Gabriele Camerino (mancato purtroppo qualche anno fa) portò dall’Abruzzo, girando poi i borghi dell’entroterra a bordo di un furgoncino e assicurando loro un duraturo successo.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Il gran finale è garantito in primis dal pandolce (<strong>pan du bambin</strong>), il <strong>castagnaccio</strong>, i <strong>baci di Sanremo</strong> (col cacao, simili agli alassini), le favolose <strong>marmellate</strong> di agrumi ed altro da procacciarsi al momento dello shopping prima di ripartire…</p>
<h2 style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">I vini della Riviera dei Fiori</h2>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Quanto agli abbinamenti enologici, il tratto di costa è, come noto, interessato dalla <strong>DOC Riviera ligure di ponente</strong>, che sciorina un’ampelografia poggiante su Vermentino, Pigato, Rossese (clone di Campochiesa), Granaccia, Moscatello di Taggia (recuperato di recente). Verso l’interno, ad ovest il celeberrimo <strong>Dolceacqua</strong>, più ad est l’<strong>Ormeasco di Pornassio</strong>, che si vinifica anche rosato e passito. I matrimoni d’amore nel calice assecondano dunque anche i gusti individuali.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;">Buon Festival di Sanremo a voi tutti, amici Lettori.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 13.55pt; background: white; margin: 0cm 0cm 12.3pt 0cm;"><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Bevi solo extravergine</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 08:59:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Olive, un alimento che nel Mediterraneo, e dunque anche in Liguria, vanta storia millenaria. In un mio &#8220;vecchio&#8221; libro (clicca qui) accennai a ritrovamenti archeologici databili quantomeno a 3.000 anni or sono, e al Varignano è visitabile un frantoio del I secolo d.C&#8230;. Gli antichi non solo già riconoscevano alla pianta dell’ulivo significative valenze simboliche, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/bevi-solo-extravergine/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20281" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1468.jpg"><img class="size-medium wp-image-20281" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1468-300x225.jpg" alt="luisa puppo descrive l'extravergine dop riviera ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">luisa puppo descrive l&#8217;extravergine dop riviera ligure</p></div>
<p>Olive, un alimento che nel <strong>Mediterraneo,</strong> e dunque anche in Liguria, vanta storia millenaria. In un mio &#8220;vecchio&#8221; libro (<a title="curti il cibo in liguria dalla preistoria" href="https://www.deferrarieditore.it/prodotto/cibo-liguria-dalla-preistoria-alleta-romana/" target="_blank">clicca qui</a>) accennai a ritrovamenti archeologici databili quantomeno a 3.000 anni or sono, e al Varignano è visitabile un frantoio del I secolo d.C&#8230;.</p>
<p>Gli antichi non solo già riconoscevano alla pianta dell’ulivo significative valenze simboliche, ma ne utilizzavano il prodotto anche in àmbito medico e sportivo-cosmetico. Mens sana in corpore sano allude proprio &#8211; visione già olistica &#8211; al fatto che sovente all&#8217;equilibrio interiore corrisponde un&#8217;apparenza estetica piacevole&#8230;</p>
<p>L’ulivo è davvero &#8211; un po&#8217; come avviene per certi cipressi &#8220;carducciani&#8221; in Toscana, o certe abetaie in Piemonte&#8230; &#8211; un <strong>albero-paesaggio</strong>, le nostre Riviere sono fasce eroicamente terrazzate, e Gino Veronelli chiamava questi olivicoltori cocciuti &#8220;gli angeli matti&#8221;.</p>
<p>A Napoli ritualmente dicono &#8220;penzammo &#8216;a salute&#8221;, ottima esortazione, e l’olio extravergine è via via sempre più assurto, non solo sulle sponde italiane, anche a <strong>nutraceutico</strong>, dono per l&#8217;organismo, nutrizione d&#8217;eccellenza che non a caso si staglia al centro di quel modello alimentare connesso ad Ancel Keys, il famoso biofisiologo americano (era nato a Colorado Springs nel 1904) che si stabilì nel Cilento e vi visse – non a caso? &#8211; centenario. Keys era stato anche l&#8217;ideatore delle &#8220;razioni K&#8221; per le truppe americane.</p>
<p>Rifletti, amico Lettore, che l&#8217;extravergine è la sola autentica spremuta di<strong> drupe</strong>. Deve denotare – nell’analisi laboratoriale – anzitutto un’acidità inferiore allo 0,8%, e – nella percezione sensoriale – un fruttato che davvero restituisce il frutto naturale d&#8217;origine. Se poi i perossidi sono inferiori a 7 hai un prodotto d&#8217;eccellenza&#8230; L&#8217;olio extravergine è dunque cosa ben diversa dagli olii d&#8217;oliva non extravergini, che subiscono una rettifica che li raffina chimicamente&#8230;</p>
<p>La Liguria vanta una sapienza agro-produttiva peculiare (l&#8217;olivo richiede attenzioni premurose, dalle potature alla prevenzione delle patologie, dalla lotta contro <strong>la mosca bactrocera</strong> alle tecniche di raccolta mai &#8220;brutali&#8221;&#8230;). La <strong>DOP Riviera Ligure</strong> – istituita sin dal 1997 &#8211; regolamenta un ferreo disciplinare individuando 3 sottozone, sempre certificando la tracciabilità e qualità dell’intera filiera, a garanzia del consumatore. La Riviera dei Fiori è notoriamente regno della <strong>taggiasca</strong> (oliva sia da olio sia da mensa), la Riviera del ponente savonese le &#8220;affianca&#8221; altre cultivar notevoli (arnasca, colombaia&#8230;), infine la Riviera di levante, che via via raggiunge la Toscana, lavora lavagnine, razzole, pignole&#8230;</p>
<p>Nella visione di <strong>Ligucibario</strong>, i ristoranti di qualità dovrebbero sempre presentare una carta degli olii, così come avviene per i vini e come talora sta avvenendo per le birre e finanche le acque minerali. Ogni olio discende da un raccolto, e si caratterizza per il tipo di oliva, il grado di maturazione (invaiatura), le componenti di clorofilla e carotenoidi&#8230; Donde il dolce, l&#8217;amaro, il fruttato, la (preziosa) piccantezza polifenolica, i sentori &#8211; caso per caso &#8211; di frutta a guscio, carciofo, erba, mela…. Ma vi sono anche olii, lontano dalla Liguria, che trasmettono sentori di pomodoro, banana&#8230;</p>
<p>Il ligure, nel complesso, <strong>si abbina straordinariamente a piatti delicati</strong>, crudità di mare, carpacci, insalate fresche e pinzimoni, ortaggi al vapore, pesci al sale, comunque cotture e/o speziature non invadenti.</p>
<p>Infine, gli olii vegetali sono ottimi amici anche del cucinare. Nel caso delle fritture sono peraltro indicati, poiché più neutri ed&#8230;economici, i monoseme, ad es. quelli di arachide, per il <strong>punto fumo</strong> elevato (circa il doppio rispetto al punto fumo del burro), oltre il quale si svilupperebbero purtroppo sostanze nocive per l&#8217;uomo.</p>
<p>Se hai piacere, svelami i tuoi olii (e i tuoi marchi) preferiti!</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
</strong>(articolo di proprietà dell&#8217;autore, concesso originariamente ad altra piattaforma ed ora non più online)<strong><br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Oli extravergine: l&#8217;assaggio DOP Riviera Ligure</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 16:13:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Oli extravergine: l&#8217;assaggio DOP Riviera Ligure. Proseguono (online) con mio immutato entusiasmo i corsi di degustazione con Umberto Curti. Lesson number 2: l’olio extravergine di oliva ligure…, più che un argomento una religione! E quel che segue è in minima parte quello che è emerso e che mi piace condividere. Così come per il vino, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/extravergini-lassaggio-dop-riviera-ligure/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_20255" style="width: 180px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/olio.jpg"><img class="size-medium wp-image-20255" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/olio-170x300.jpg" alt="olio extravergine dop riviera ligure" width="170" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">olio extravergine dop riviera ligure</p></div>
<p><strong>Oli extravergine: l&#8217;assaggio DOP Riviera Ligure.<br />
</strong>Proseguono (online) con mio immutato entusiasmo i corsi di degustazione con Umberto Curti. Lesson number 2: l’olio extravergine di oliva ligure…, più che un argomento una religione! E quel che segue è in minima parte quello che è emerso e che mi piace condividere.</p>
<p>Così come per il vino, anche per quanto riguarda l’olio l’Italia primeggia per varietà: vanta addirittura il maggior numero di <em>cultivar</em> al mondo. <em>Cultivar</em> malgrado le apparenze non è latino, ma deriva dalla contrazione dell’inglese cultivated variety &#8211; grazie alla <em>teacher</em> Luisa Puppo per le precisazioni&#8230;</p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;">Registro nazionale delle varietà delle piante da frutto</span> ne elenca oltre 500, e dal canto suo la Liguria è senza dubbio protagonista nazionale, se ne trovano più d’una quarantina, di cui circa 15 “in uso” (altre sono state “abbandonate” o per fragilità della pianta, o per basse rese…). Anche in questa circostanza è doveroso ricordare come gli agricoltori del settore, gli olivicoltori, così come i colleghi viticoltori si trovino di fronte a terreni impegnativi da lavorare: il termine “coltivazione eroica” è alquanto esplicativo e non lascia spazio a dubbi sulle difficoltà incontrate. Il grande <strong>Gino Veronelli</strong> (la cui mamma era di Finalborgo) li battezzò non a caso “angeli matti”…</p>
<p>Tre sono le <em>sotto</em>zone di produzione dell’<strong>olio <span style="text-decoration: underline;">extravergine</span></strong> (e sottolineo)<strong> DOP </strong>(acronimo di Denominazione di Origine Protetta) <strong>Riviera Ligure</strong>, da Ponente a Levante troviamo:</p>
<ul>
<li><strong>Riviera dei Fiori r</strong>icavato dalla frangitura di olive “Taggiasca” per almeno il 90%</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Riviera del Ponente Savonese r</strong>icavato dalla frangitura di olive “Taggiasca” per almeno il 50%</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Riviera di levante r</strong>icavato dalla frangitura di olive “Lavagnina”, “Razzola”, “Pignola” e “Frantoio” per almeno il 65%.</li>
</ul>
<p>Emerge la <strong>Taggiasca</strong> come protagonista del territorio ligure, oliva da olio e da mensa, e seppur non autoctona (il nome deriva dalla città di Taggia ma provenne grazie a monaci dalla lontana Asia) si è rivelata sin dal Medioevo molto versatile, resistente, dalla produttività elevata e costante.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1172.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20257" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/DSCN1172-300x225.jpg" alt="DSCN1172" width="300" height="225" /></a>Prima di poter accedere al gustoso “gioco dell’abbinamento” (ebbene sì è un duro lavoro…) dobbiamo rispondere a questa nodale domanda: qual è la differenza tra olio extravergine di oliva e olio di oliva? Non so quanti siano preparati e quanti viceversa siano corsi a <em>googolare</em> il quesito chiedendo l’aiutino alla rete, ma posso assicurarvi che una volta assimilata la differenza non sbaglieremo più la scelta.</p>
<p>L’<span style="text-decoration: underline;">olio extravergine di oliva </span>si caratterizza per un dato preciso: il livello di acidità massima totale dev’essere di 0,8 g per 100 g di olio, trattasi di una misura tecnica calcolata da un’analisi in laboratorio (non gustativa), che però traccia un solco profondissimo tra un prodotto quasi miracoloso dalle innumerevoli qualità e proprietà nutraceutiche: ricco di polifenoli, emolliente, colagogo (qui io ho “<em>googolato”</em>) e che si contraddistingue per il fruttato e l’assenza di difetti (verrebbe quindi da pensare che nessuno è perfetto tranne l’olio evo…), e viceversa un prodotto – mi riferisco ora all’olio di oliva NON extravergine &#8211; corretto/raffinato mediante una rettifica chimica e l’addizione solo di una parte di extravergine, pertanto “anonimo”, senza particolari qualità ed adatto più che altro per la cottura e frittura, in alternativa ad un monoseme, per esempio l&#8217;olio d&#8217;arachidi.</p>
<p>Ma passiamo ora all’assaggio, essendo la Taggiasca troppo “<em>mainstream”</em> ho voluto concentrarmi su una varietà più “particolare”, ho pertanto acquistato (la vedete nella foto) una bottiglia di “Olio extravergine di Oliva Riviera Ligure di Levante DOP” varietà <span style="text-decoration: underline;">Razzola,</span> autoctona della Val di Magra (SP), al confine con Emilia e Toscana.</p>
<p>Di colore giallo dorato, quest’olio all’olfatto si presenta ricco di note vegetali tra cui spicca il carciofo, ed è mediamente fruttato, al gusto si rivela dolce, e si avverte la mandorla. Amaro e pungente sono contenuti ed in grande armonia, ed io sono certa che mi terrà compagnia nell’imminente periodo primaverile-estivo quando nella mia dieta, anche in vista della prova costume, largheggeranno pinzimonii, verdure, carpacci ed insalate di mare.</p>
<p>Più che ad un vero e proprio abbinamento “cibo-olio” verrebbe da riflettere se nel caso dell’extravergine Riviera Ligure DOP non ci sia la regola “dell’inversione dell’onere della prova”? Ossia la sfida è trovare un piatto che NON venga valorizzato dal suo utilizzo: il suo gusto leggero e delicato, caratterizzato da una tipica nota dolce fa dell’olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP l’ingrediente segreto di tanta cucina ligure e mediterranea, un partner dunque versatile ed essenziale, infatti ampiamente utilizzato poiché rispetta il gusto delle altre pietanze esaltandole.</p>
<p>Grandissima, da sempre, l’attenzione riservata da Ligucibario® all’argomento olio: oltre ai numerosi <em>gustincontri </em>organizzati nelle location più suggestive come <a href="https://www.ligucibario.com/lolio-extravergine-in-biblioteca/" target="_blank">biblioteche</a> oppure <a href="https://www.ligucibario.com/olio-dop-ligure-mog-genova/" target="_blank">mercati</a> oppure ancora i famosi <a href="https://www.ligucibario.com/rolli-days-olio-dop-ligucibario/" target="_blank">palazzi dei Rolli</a>&#8230;,  recentemente si è “rimediato”, causa forza maggiore, con altrettanto interessanti <a href="https://www.ligucibario.com/un-webinar-sullolio-dop-riviera-ligure/" target="_blank">webinars</a></p>
<p>Speriamo però di poterlo presto bere e condividere in presenza, un tasting attraverso lo schermo del PC è un&#8217;esperienza vissuta a metà. Rimanete dunque connessi, Amici lettori di Ligucibario!</p>
<p>Emanuela Baccino<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/foto-pi---grossa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20218" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/03/foto-pi---grossa-241x300.jpg" alt="fbt" width="241" height="300" /></a></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/extravergini-lassaggio-dop-riviera-ligure/">Oli extravergine: l&#8217;assaggio DOP Riviera Ligure</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Con Ligucibario buon extravergine a tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 11:03:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Con Ligucibario buon extravergine a tutti&#8230; Sabato 13 febbraio ho tenuto con Luisa Puppo un webinar per AITI (Associazione Italiana Interpreti e Traduttori) riguardante l’olio extravergine, con particolari focus sul DOP Riviera Ligure. Straordinaria la partecipazione di pubblico (il counter segnava 99+), e perciò innumerevoli le domande via via pervenutemi nella chat, alcune – quanto ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/buon-extravergine-a-tutti/">leggi tutto</a></p>
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<p>Sabato 13 febbraio ho tenuto con <strong>Luisa Puppo</strong> un webinar per <strong>AITI</strong> (Associazione Italiana Interpreti e Traduttori) riguardante l’olio extravergine, con particolari focus sul DOP Riviera Ligure.<br />
Straordinaria la partecipazione di pubblico (il counter segnava 99+), e perciò innumerevoli le domande via via pervenutemi nella chat, alcune – quanto mai opportune – relative anche all’ottimale <strong>potatura</strong> delle piante, al contrasto della <strong>mosca Bactrocera</strong>, al deterioramento dell’olio mal estratto/mal conservato…<br />
Compatibilmente con la dimensione virtuale, cui questa terribile pandemia sèguita a costringerci, ho voluto dedicare l’ora conclusiva del webinar ad una degustazione di olio <strong>monocultivar taggiasca</strong>, cortesemente fornitomi dal Consorzio di tutela olio extravergine DOP Riviera Ligure, che ringrazio.<br />
Così, la piccola telecamera che sovrasta il mio computer ha via via trasmesso le immagini di un bicchierino blu, rastremato verso l’alto, che si riempiva d’una piccola quantità di prodotto e dunque mi consentiva le fasi visiva, olfattiva e gustativa.<br />
Puoi intuire, Amico Lettore, quanto avrei desiderato avere dinanzi a me, presenti in carne ed ossa e non lontani online, i partecipanti all’evento, ma ho cercato con le parole di condividere al meglio possibile ciò che i miei sensi catturavano, trasportandomi lungo le Riviere liguri verticaleggianti, su <strong>fasce terrazzate da muretti a secco</strong>&#8230; La limpidezza, i profumi, e soprattutto i gentili sentori di fruttato (assai fresco, green) e di pinolo. <strong>Tale è il DOP Riviera Ligure</strong>, alimento sempre nitido sottile elegante, perfetto per i delicati matrimoni con <strong>pinzimonii, insalate di stagione, crudité di ortaggi, tartare di pesce fresco</strong>, cibi cucinati non invasivamente…<br />
Mi auguro, attraverso quest’olio &#8220;nutraceutico&#8221;, ed in un momento tanto difficile, che Ligucibario® ancora una volta abbia reso un buon servigio alla causa dei prodotti locali, delle <strong>filiere mediterranee e delle cultivar autoctone</strong>, della qualità che evolve a buonessere. Anche a tavola, infatti, e in qualche modo lo compresero già quelli come Brillat-Savarin, si “erigono” fondamentali <strong>difese immunitarie,</strong> che possono renderci più sani e meno vulnerabili.<br />
Buon extravergine a tutti.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18771" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti1-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18796" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG1-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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