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	<title>Ligucibario &#187; asger jorn</title>
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		<title>Cosio d&#8217;Arroscia, erbe buone e cucina malgara</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cosio-da.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-30003" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2026/04/cosio-da-219x300.jpg" alt="smart" width="219" height="300" /></a></p>
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<p>Susanna, una mia gentile allieva in quei corsi per GAE (Guida ambientale escursionistica) i quali abilitano alla professione a livello regionale, mi ha di recente omaggiato di un libro che “conoscevo” (avendolo notato in alcune librerie e in occasione di alcune fiere) ma che non avevo mai letto. “Piante e tradizioni a Cosio d’Arroscia” (ed. arabAFenice) è un amorevole percorso, non solo etnobotanico, dentro il cuore di un’alta valle dell’Imperiese, nonché un repertorio di 65 schede sulle principali piante d’interesse alimurgico, ovvero dotate di benefiche proprietà a vario livello, anche cosmetico, anche veterinario, anche artigianale, anche religioso.</p>
<p>Completa quest’opera una densa bibliografia, che suggerisco a tutti di “scorrere” non frettolosamente.</p>
<p>Per me, appassionato di preböggiön, di muretti a secco, di cucina malgara, di micromusei di cultura locale, eccetera eccetera, è stato un attimo, nel giro di un pomeriggio del weekend, godermi in lettura tutti quegli straordinari contenuti. Un viaggio nel tempo, dentro una dimensione agro-pastorale messa a rischio dall’incalzare dell’antropocene, dentro la memoria orale che malgrado tutto ha saputo custodire e tramandare un sapere – sovente femminile – antichissimo e quasi ancestrale, dentro una biodiversità (ove rispettata dall’uomo) sempre amica del buonessere, e delle api. Wildlife stays wildlife pays.</p>
<p>Cosio, grumo di case aggrappate alla montagna, sorge a 720m d’altitudine e conta oggi circa 170 abitanti. Vanta origini (e legislazione) preromane, e una colorata festa delle erbe in luglio (tra cui la magnifica lavanda) anima i porticati e le ombrose viuzze dell’abitato.</p>
<p>Qui si riunirono anche gli artisti internazionali che nel 1957, attorno ad Asger Jorn (1), fondarono il Situazionismo (e bevvero “Cosiate”, ovvero il locale Ormeasco (2), ottenuto da uve dolcetto…). Un decennio dopo, anche da quei semi, dalle idee e dagli scritti di quei giovani sensibili fruttificarono movimenti di massa destinati in senso sociale e culturale a segnare &#8211; ovunque &#8211; tutta la fine del Novecento e soprattutto di un’epoca.</p>
<p>La saggezza contadina a Cosio tuttora ci propone pan fritto, salvia fritta, brodi d’erbe, torte verdi e bernardun di porri e patate, minietti, turle e raviore, fettuccine alle ortiche o agli engari (spinaci selvatici), brüssö, catarinette, caniscelli, castagne in cento modi, torta stroscia, tisane di camomilla…</p>
<p>Ligucibario® ovviamente ha negli anni “tenuto il passo”, descrivendo tutte queste peculiarità, e come sempre confermando un (doveroso) occhio di riguardo agli entroterra liguri. Si nota immediatamente come le piante del territorio quasi sempre presenzino la cucina cosiate, conferendo profumi e caratteristiche specifiche ai diversi piatti. Tuttavia non si trattava – stop con i falsi miti e le retoriche – di “mediterraneità”, di vere e proprie sapienze ante litteram. Molto più semplicemente, nelle case si mangiava o si riciclava ciò di cui era possibile disporre, e si tesaurizzava l’impiego di tutto ciò che – meglio ancora! &#8211; in qualche modo risultava anche benefico…</p>
<p>Amici Lettori, arrivederci a Cosio, dunque! Storia, botanica, buon vino e buona tavola.</p>
<p>(1) poliedrico pittore danese (1914-1973), ad Albissola Marina – in via d’Annunzio, nell’area collinare dei Bruciati &#8211; è da alcuni anni visitabile la sua strabiliante Casa-Museo</p>
<p>(2) come noto, fu “imposto” in loco alla fine del secolo XIII da un decreto podestarile dei Marchesi di Clavesana. E’ questa, da allora, una viticoltura eroica, che dona un vino vivo, d’un bel rosso rubino tendente al violaceo, tannico e persistente, un po’ “spigoloso”, dai sentori di ribes e rosa selvatica. Perfetto coi tortelli di carne, le fettuccine al ragù, gli stufati (coniglio), la cacciagione… Si serve intorno ai 17°C in tulipani a stelo medio.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze ormai trentennali a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche, l’enogastronomia e il commercio, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia.jpg"><img class="size-medium wp-image-25120" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2025/01/Umbi-bottiglia-275x300.jpg" alt="Umberto Curti" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Umberto Curti</p>
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		<title>Cosiate</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 16:47:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Chiamano così l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia (IM). Lo bevvero certo i situazionisti, fra cui l’artista danese Asger Jorn * (1914-1973), in occasione della riunione “costitutiva” del luglio 1957… Per il resto, pare si cibassero soprattutto di buone patate locali, lessate e condite con olio. * è oggi aperta al pubblico la sua policroma casa-museo a ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cosiate/">leggi tutto</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamano così l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia (IM). Lo bevvero certo i situazionisti, fra cui l’artista danese Asger Jorn * (1914-1973), in occasione della riunione “costitutiva” del luglio 1957… Per il resto, pare si cibassero soprattutto di buone patate locali, lessate e condite con olio.</p>
<p>* è oggi aperta al pubblico la sua policroma casa-museo a Bruciati, area collinare di Albissola Marina (SV)<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
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		<title>Cantina Jorn</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 09:14:23 +0000</pubDate>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il noto ceramista-pittore-scultore-saggista danese (1914-1973), di cui la casa collinare ad Albissola Marina è oggi divenuta museo (quartiere residenziale dei Bruciati), si dilettava – da appassionato di Liguria e Piemonte – anche di vinificazione (e nel 1957, riunendovi i situazionisti, aveva assai apprezzato l’Ormeasco a Cosio d’Arroscia). Ne risultò – con gli amici Berto e Teresa e non senza ironia &#8211; una produzione “amicale”, da poche ma accudite vigne, che l’artista per così dire suggellava con un’etichetta a 4 colori, gialla blu bianca verde…<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
<p>(Luisa Puppo e Umberto Curti, grazie a vaste competenze ed esperienze a fianco di territori e imprese, propongono consulenze, marketing, social media e attività formative per le destinazioni turistiche e l’enogastronomia, con specifici focus sul turismo esperienziale, lo storytelling, l’escursionismo coste/entroterra, e le traduzioni da/in inglese. Contattaci senza impegno su <a href="mailto:info@ligucibario.com">info@ligucibario.com</a>)</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Asger Jorn a Cosio d’Arroscia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 10:27:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Asger Jorn a Cosio d&#8217;Arroscia: la nascita del situazionismo. Con un amico conversavamo circa la “famosa” riunione” fondativa del situazionismo, a Cosio d’Arroscia (IM), nel luglio 1957, ad opera dell’artista danese Asger Jorn (1914-1973) insieme al farmacista albese Pinot Gallizio, al filosofo-sociologo-cineasta parigino Guy Debord e alla sua compagna, la scrittrice e critica parigina Michèle Bernstein, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/asger-jorn-a-cosio-darroscia/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/DSCN0852.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21495" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2023/03/DSCN0852-225x300.jpg" alt="DSCN0852" width="225" height="300" /></a><strong>Asger Jorn a Cosio d&#8217;Arroscia: la nascita del situazionismo.</strong></p>
<p>Con un amico conversavamo circa la “famosa” riunione” fondativa del <strong>situazionismo, a Cosio d’Arroscia (IM), nel luglio 1957, ad opera dell’artista danese Asger Jorn</strong> (1914-1973) insieme al farmacista albese Pinot Gallizio, al filosofo-sociologo-cineasta parigino Guy Debord e alla sua compagna, la scrittrice e critica parigina Michèle Bernstein, al musicista Walter Olmo, a Pegeen Guggenheim (figlia della collezionista cui dobbiamo il museo veneziano), e al pittore-fotografo inglese Ralph Rumney.<br />
E di Cosio era il pittore <strong>Piero Simondo</strong> (spentosi di recente), allievo di Casorati, che con la moglie Elena Verrone faceva da cicerone attraverso i carruggi del borgo.</p>
<p>Il <strong>situazionismo</strong>, in qualche modo filiazione del MIBI (Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste) e del lettrismo post-dada, fu movimento di caratura internazionale e riunì intelletti culturalmente rivoluzionari, d’ispirazione libertaria forse più che marxista.</p>
<p>Sempre nel 1957, fra l’altro, Asger Jorn acquisì dalla proprietaria, signora Parzano, un bel rustico in cattivo stato, <strong>a Bruciati, area pertinente ad Albissola Marina</strong>, luogo che via via – insieme al terreno limitrofo – diverrà il suo laboratorio creativo, un laboratorio piacevolmente policromo, con murales e ceramiche, dove le arti si fondevano, dove l’artigianato interagiva con la vita quotidiana.</p>
<h2>Cosio d&#8217;Arroscia: cucina bianca e profumi di erbe</h2>
<p><strong>Cosio d’Arroscia</strong> è un grumo di case dove il Mediterraneo pian piano incontra la montagna, e <strong>la cucina è bianca, malgara, con profumi di erbe</strong>, in primis la lavanda e l’aglio orsino. Di questa cucina, <strong>Ligucibario®</strong> s&#8217;è ovviamente occupato (ad es. qui <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wxyiIiuqVqA" target="_blank">cucina bianca malgara)</a> in ripetute occasioni.<br />
&#8220;In herbis salus&#8221;, come recita accogliente l’esposizione etnobotanica nel vecchio municipio, col “portico della conferenza degli uccelli”.<br />
Chi risalga l’Arroscia quindi incontra <strong>formaggi (e ricotte, e <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/brusso-dellalta-arroscia/" target="_blank">brüssö</a>), pan fritto, salvia fritta, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/turle/" target="_blank">turle</a> di patate con menta ed erba besa (achillea), <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/raviore-di-montegrosso-pian-latte-im/" target="_blank">raviole</a> da cuocere alla piastra, taglierini d’<a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/engari/" target="_blank">engari</a>, rinvigorente brodo d’uova, torte salate e verdure ripiene, castagne, miele e melata, dolci <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/caterinette/" target="_blank">catarinette</a>, <a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/torta-stroscia/" target="_blank">torte strosce</a>…</strong></p>
<h2>Asger Jorn a Cosio d&#8217;Arroscia: il vino Cosiate</h2>
<p>Ci chiedevamo dunque, con il mio amico, cosa vi mangiassero in quei lontani giorni i situazionisti. Difficile rispondere. Molte patate bollite, condite con buon olio, mi è stato suggerito, e soprattutto non mancarono generosi bicchieri di <strong><a href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/cosiate/" target="_blank">Cosiate</a>, com’è chiamato in loco l’Ormeasco, vino rosso tratto da uve dolcetto</strong>. Guy Debord, dalla Francia, successivamente scrisse “Qui non mi manca nulla, salvo il Cosiate”… Vociferano che bevesse Cosiate anche al momento della prima colazione. Prosit!<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/asger-jorn-a-cosio-darroscia/">Asger Jorn a Cosio d’Arroscia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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		<title>Un futurista in cucina</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;INVITO A PALAZZO. ARTE E STORIA NELLE BANCHE E NELLE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA&#8221; Cari Amici, Lettori e Colleghi, in foto la locandina (coi riferimenti cui prenotarsi) dell’evento pomeridiano di sabato 2 ottobre presso Banca CARIGE in corso Italia a Savona. Conversazione intorno al bel saggio di Silvia Bottaro (assoc. culturale “Aiolfi”) sul futurista Farfa, ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/un-futurista-in-cucina/">leggi tutto</a></p>
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<p>Cari Amici, Lettori e Colleghi,</p>
<p>in foto la locandina (coi riferimenti cui <strong><b>prenotarsi</b></strong>) dell’evento pomeridiano di sabato 2 ottobre presso Banca CARIGE in corso Italia a Savona.</p>
<p>Conversazione intorno al bel saggio di <strong>Silvia Bottaro</strong> (assoc. culturale “Aiolfi”) sul futurista Farfa, nel quale il nostro <strong>Umberto Curti</strong> ha redatto il capitolo sul celebre ricettario di F.T. Marinetti (1932).</p>
<p>L’iniziativa è uno sguardo sulla più importante avanguardia artistica italiana e sul Novecento savonese.</p>
<p>Comprende <strong>visite guidate gratuite alla mostra</strong> con opere di maestri quali Farfa, Diulgheroff, Ugo Pozzo, Asger Jorn…, ed è per un massimo di 40 persone.</p>
<p>Nell’auspicio d’incontrarvi, dopo il grandissimo successo della recente &#8220;futurcena&#8221; ideata da Umberto Curti ai Soleluna Village di Albissola (dalle uova divorziate alle fragolemammelle…), un cordiale saluto a voi tutti</p>
<p><strong>Luisa Puppo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Futuristi per una sera</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 16:03:37 +0000</pubDate>
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<p>Venerdì 17 settembre è infatti andata in scena, ai Soleluna Village di <strong>Albissola Marina</strong>, qualcosa in più d’una <em>futurcena</em>.</p>
<p>E sono occorsi giorni e giorni per organizzarla. Un grazie immediato, dunque, a <strong>Emanuela Baccino</strong>, che ha saputo tenere i contatti con i tanti protagonisti, gestire ben 112 prenotazioni, e poi coordinare un perfetto svolgimento della serata (che io volevo coinvolgente nei contenuti, polisensoriale, ricca di colpi di scena).</p>
<p>E a <strong>Maurizia Spotorno</strong> di Banca Generali (main sponsor dell’evento), albissolese doc ma anche collezionista d’arte contemporanea e anima sensibile circa i destini culturali del territorio.</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131309636_6845654880532737436.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20607" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131309636_6845654880532737436-212x300.jpg" alt="facebook_1632131309636_6845654880532737436" width="212" height="300" /></a>Serata durante la quale <strong>Silvia Bottaro</strong>, storica dell’arte, intervistata da <strong>Luisa Puppo</strong> ha raccontato la figura di <strong>Farfa</strong> (7 sue ideazioni culinarie appaiono nel ricettario di Marinetti e Fillia, leggimi <a title="assaggi di farfa, umberto curti" href="https://www.liguriafood.it/2021/03/19/la-cucina-futurista-assaggi-farfa/" target="_blank">a questo link</a>) e l’appassionante vicenda dei “<strong>libri di latta</strong>” prodotti da Nosenzo a Zinola.</p>
<p><strong>Paolo Casazza</strong>, architetto, ha tratteggiato un ricordo di <strong>Antonio Sant’Elia</strong>, caduto 25enne nel primo conflitto mondiale, ma di cui ci rimangono disegni progettuali d’una modernità sbalorditiva. La sua “città nuova”, che sviluppa la fruizione su 4 diversi livelli, da un lato quasi prefigura scene del “Metropolis” di Fritz Lang, dall’altro ha essenzialità e verticalismi degni di un Bauhaus ancora di là da venire, o di un Le Corbusier…</p>
<p><strong>Dario Sabatelli</strong> &#8211; che ha fra l&#8217;altro realizzato locandina e listavivande della manifestazione &#8211; ha intrattenuto il pubblico tramite alcuni aneddoti riguardanti la figura del padre, Marco Sabatelli, “nume” editoriale del futurismo e della ceramica liguri, riferimento indispensabile d’una stagione artistica senza eguali e che anche in Liguria incise segni duraturi in tutte le discipline della creatività.</p>
<p><strong><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131248163_6845654622698920036.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20608" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/facebook_1632131248163_6845654622698920036-300x300.jpg" alt="facebook_1632131248163_6845654622698920036" width="300" height="300" /></a>Ceramica</strong>, dicevo… Non potevano quindi mancare né <strong>Tullio Mazzotti</strong>, seduto proprio al tavolo di Dario Sabatelli, né i magnifici piatti di “<strong>Pierluca</strong>” (Dario Bevilacqua), che per l’occasione ha arredato il palco con la sua gagliardissima linea “Futurismo 3.0”.</p>
<p>Grazie poi alla giovanissima <strong>Elisabetta Tori</strong>, per le sue espo-proiezioni “Futurismo e scontorni”, e ad <strong>Abaton</strong>, che ha omaggiato le ospiti con un cofanetto-cadeau ovviamente al profumo di <strong>chinotto</strong> savonese.</p>
<p>Grazie agli staff di Soleluna Village, davvero dal lavoro e dall’adesione di tutti è originata questa iniziativa che credo possa aver gettato un seme buono. Avrei voluto chiamar fuori per un meritato applauso <strong>lo chef Stefano Martinengo coi suoi Davide Minuto e Andrea Didio</strong>, ma l’ora tarda li aveva già indotti a cercare un riposo ristoratore in vista degli impegni dell’indomani…</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0004.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20609" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0004-300x280.jpg" alt="IMG-20210910-WA0004" width="300" height="280" /></a>Uova divorziate, risotto all’alchechingio, cotoletta tennis e fragolemammelle hanno rappresentato per la brigade de cuisine una sfida vinta sin dal momento in cui venne accettata.</p>
<p>Grazie a <strong>Stefano Franchini</strong>, mescitore marinettiano quasi dada, il cui futurdrink ha riscosso uno tsunami di consensi, giocato com’era anche su alcuni contrasti gusto-olfattivi: Corochinato lavato nel burro d’arachidi, sugo d’ananasso, peperoncino scaldanatica, lattuga di mare, ghiaccio di chinotto. Mi proponeva, adesso, di lavorare sul tema Depero&#8230;, e come potrebbe Ligucibario rispondergli di no?</p>
<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20610" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/09/IMG-20210910-WA0005-225x300.jpg" alt="IMG-20210910-WA0005" width="225" height="300" /></a>Grazie infine, last but not least, a <strong>Nicoletta Negro</strong>, vicesindaco di Albissola Marina e assessore alla cultura, ceramica e pubblica istruzione, dalle cui mani ho ricevuto la dettagliata guida di Daniele Panucci sulla casa-museo di <strong>Asger Jorn</strong>, luogo di bellezza ormai finalmente, pienamente fruibile dal pubblico (amici lettori, se non lo conoscete, visitatelo al più presto).</p>
<p>Ad maiora…</p>
<p>In un momento nel quale giungono agli appassionati di futurismo e dell’arte tante buone notizie (<strong>Casa Balla</strong> a Roma aperta al pubblico, l’arrivo a Milano della <strong>collezione Mattioli</strong>…), “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!”. Appuntamento <strong>sabato 2 ottobre alle 16.30 presso la sede centrale di Banca Carige in corso Italia a Savona</strong>, dove converseremo proprio sul libro che recentemente Silvia Bottaro ha dedicato a Farfa e che contiene un mio capitolo a tema&#8230;futur-food.</p>
<p><strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20548" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2021/07/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Farfa, a Savona un poeta-cuoco</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 14:25:04 +0000</pubDate>
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<p>Farfa, a Savona un poeta-cuoco</p>
<p>Si fa periodicamente un gran parlare della <strong>cucina futurista</strong>.<br />
Da ligure ne sono lieto, dato che il futurismo scrisse in Liguria pagine importanti, e Savona con le Albisole fu dimora di talenti fra i più limpidi (la foto ritrae il &#8220;compendio&#8221; forse più importante di quei decenni, edito da Marco Sabatelli).<br />
Nel 2021 uscirà poi, curato dall’instancabile Silvia Bottaro cui dobbiamo già uno studio sulle lito-latte di Nosenzo, un “meticoloso” volume su Farfa, al cui interno un mio capitolo indaga proprio le “ricette” di <strong>Marinetti, Fillia</strong> ed altri adepti di quella che tuttora viene considerata, e non a torto, l’unica vera avanguardia artistica italiana.<br />
<strong>Farfa…, ma chi era costui?</strong> Lo pseudonimo, che evoca musicalmente la farfalla, nasconde il nome di Vittorio Osvaldo Tommasini (Trieste 1881 – Sanremo 1964).<br />
Si trovano online su di lui ora ricche ora più scarne biografie, ove leggere – in estrema sintesi &#8211; che prese parte alla I mostra futurista di Torino (1919) e che un decennio più tardi si trasferì a <strong>Savona</strong>, sposando il 23 luglio un’addetta delle poste da cui non ebbe figli, città dove visse (non concordo con chi affermi “in modo appartato”) per un trentennio. Travolto il futurismo dalla seconda guerra mondiale, e morto Marinetti, Farfa ricominciò a esporre dopo il 1958 (<strong>Asger Jorn</strong> lo aveva intanto presentato a Enrico Baj), a Savona e Milano, città – quest’ultima &#8211; che adorava sin dagli anni precedenti la guerra&#8230;<br />
Giornalista, poeta, disegnatore, sodale dei migliori futuristi (fra cui <strong>Tullio d’Albisola</strong>), promotore culturale, fotografo, ceramista, Farfa fu in realtà – e creativamente &#8211; molte cose, e nel 1931 contribuì anche, con sette ricette, proprio al volume <em>La cucina futurista</em>.<br />
Quel ricettario non è tanto interessante in termini di tecnica culinaria (sebbene alcuni piatti siano eseguibili, o comunque con un po&#8217; d&#8217;audacia interpretabili…) quanto per l’inventiva iconoclasta che getta una luce riflessa su tutte le più profonde convinzioni del movimento futurista, e su quella tensione – come ho qui e là già scritto e raccontato &#8211; originariamente (ma non stricto sensu) artistico-letteraria che si prefiggeva di modellare la realtà, ogni realtà, impattandovi, rivoluzionandola, capovolgendone pressoché ogni àmbito…<br />
Mi dico che sarebbe straordinario, in un luogo come le Albisole, e magari presso quei beach club che tanti eventi non solo musicali hanno ospitato lungo estati di fertile attività, rievocare la figura di Farfa, progettare una serata “futurista” con declamazioni ed altro (ovviamente senza gli eccessi che le caratterizzavano), proporre in menu qualche diavoleria di quei matti da legare, cui però dobbiamo (anche a Savona e Albisole) una delle stagioni più vive e originali della storia artistica italiana… Stay tuned, amico lettore, chissà che la prossima estate non porti liete novelle.<br />
<strong>Umberto Curti<br />
<a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18765" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/umberto-curti-300x168.jpg" alt="umberto curti" width="300" height="168" /></a><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-18794" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2019/12/Ligucibario-mindmap-PNG-300x225.png" alt="Ligucibario mindmap PNG" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Farfa, un &#8220;cuoco&#8221; futurista a Savona</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 15:40:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Farfa, un &#8220;cuoco&#8221; futurista a Savona Mi scrive l&#8217;amica Silvia Bottaro, critica d&#8217;arte e instancabile promotrice della vita culturale anzitutto savonese, con la quale sto condividendo alcuni percorsi e momenti, questi bellissimi aggiornamenti: &#8220;Ciao Umberto, ti scrivo in merito al libro su Farfa, che ti vede coinvolto come esperto di cucina futurista, e intorno al ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/farfa-un-cuoco-futurista-a-savona/">leggi tutto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com/farfa-un-cuoco-futurista-a-savona/">Farfa, un &#8220;cuoco&#8221; futurista a Savona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ligucibario.com">Ligucibario</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN0969.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19803" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2020/09/DSCN0969-225x300.jpg" alt="DSCN0969" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Farfa, un &#8220;cuoco&#8221; futurista a Savona</p>
<p>Mi scrive l&#8217;amica <strong>Silvia Bottaro</strong>, critica d&#8217;arte e instancabile promotrice della vita culturale anzitutto savonese, con la quale sto condividendo alcuni percorsi e momenti, questi bellissimi aggiornamenti:</p>
<p>&#8220;Ciao Umberto,<br />
ti scrivo in merito al <strong>libro su Farfa</strong>, che ti vede coinvolto come esperto di cucina futurista, e intorno al quale ho proseguito a lavorare e a programmare, malgrado la pandemia.<br />
Il Ministero dei Beni Culturali ha concesso il patrocinio (lo presenteremo là nel novembre 2021).<br />
Abbiamo poi già un invito dal Sindaco di Valtournenche per il 10 agosto 2021 nella piazza del paese. Poi si dovrà andare a Rovereto in collaborazione col Mart Archivio del &#8216;900, a Vivaro (Pordenone), il cui Sindaco mi deve mandare un testo di saluto e molto materiale inedito e ci aspetta (è il luogo natale della famiglia di origine di Farfa e lui colà fece le elementari, ho rintracciato e contattato anche un suo lontano parente), a Sanremo dove un nutrito gruppo di studiosi di Farfa ci aspetta e così il Museo civico, oltre che naturalmente a <strong>Savona</strong> (prima sede, in primavera?), e a Genova &#8211; col tuo aiuto – ad esempio alla Civica Biblioteca Berio&#8230;<br />
Manca quindi, ormai, solo l&#8217;introduzione del Prof. Ferdinando Molteni, dopo di che farò stampare il tutto a gennaio 2021. Tra i contributi, oltre al tuo (dove ho inserito diverse immagini), ci sarà Federico Zanoner (archivista del Mart di Rovereto, con un testo inedito sui rapporti tra Farfa e il nonno musicista a Savona) e ci sarà Lucas Haberkorn, Direttore del “Museo Jorn” a Silkeborg, che ha scritto un testo inedito su Jorn e soprattutto sui suoi incontri ad Albissola Marina.<br />
Nel libro ci saranno circa 100 immagini (molte inedite, provenienti da diverse collezioni italiane e straniere). Ora attendo la risposta dall&#8217;Ambasciata danese a Roma alla quale ho richiesto il patrocinio per via delle molte pagine dedicate a Jorn pittore e ceramista. Ho corretto le bozze già 3 volte e le ho fatte leggere ad altra persona per maggiore sicurezza &#8211; la poetessa Gabriella Gasparini &#8211; , la quale ha trovato i testi molto interessanti, e curiosi.<br />
Sono contenta che la copertina ti piaccia, l&#8217;hanno creata Giancarlo Pinto e Ilenio Celoria dell&#8217;Università di Genova.<br />
Circa la ceramica ed il cibo ligure ne parleremo più a fondo in autunno: a me piacciono molto le terraglie nere e gialle che trovo, tra l&#8217;altro, particolarmente interessanti per gli allestimenti delle tavole moderne.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mirabilia: la ceramica albisolese</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 14:23:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_17677" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/DSCN9667.jpg"><img class="size-medium wp-image-17677" src="https://www.ligucibario.com/wp-content/uploads/2018/03/DSCN9667-300x225.jpg" alt="orizzonte sul mar ligure" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">orizzonte sul mar ligure</p></div>
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<p>Mirabilia: la ceramica albisolese</p>
<p><strong>Alba Docilia</strong>, fondata verosimilmente attorno al 180 a. C., è la località San Pietro, fra Albisola Superiore e Albisola Capo, inizialmente stazione dì un certo rilievo (con alloggi e ricovero bestiame) lungo il tracciato fra Genova e Vado (Vada Sabatia). Presso la Chiesa, a 500 m dal torrente <strong>Sansobbia</strong>, una villa romana – ampia ed elegante &#8211; del I secolo d. C., poi forse abbandonata, testimonia utilizzi residenzial-termali e produttivi, internamente ad una proprietà che s’estenderebbe per circa 9mila mq, assai indagata dagli archeologi.<br />
Dopo i secoli delle invasioni barbariche (e Deogratias del monachesimo benedettino), si può affermare che tradizionalmente il territorio delle Albisole abbia ospitato con continuità produzione<strong> ceramica</strong>, in primis stoviglie, sin dal Basso Medioevo, grazie ai materiali della spiaggia e delle cave, argilla rossa e terra bianca, confacenti all’arte figulina (<a title="ceramica albisolese" href="https://www.rmoa.unina.it/1058/1/RM-Benente-Albisola.pdf" target="_blank">https://www.rmoa.unina.it/1058/1/RM-Benente-Albisola.pdf</a>). Si diffuse nel XV secolo la produzione dei <strong>laggioni</strong>, le piastrelle in ceramica smaltata (affini all’<strong>azulejo</strong> iberico) impiegate in Liguria per fasciare pareti e pavimenti tanto di chiese come di case private.<br />
Nel XVI e XVII secolo si moltiplicarono le fornaci, e nella soprastante <strong>Ellera</strong> – ruralità d’uve nobili e oggi…di acciughe &#8211; un mulino macinava i colori. In decorazione si privilegiavano specialmente temi quali i paesaggi marini (costa, fioriture, animali) e l’arte del navigare, sempre così connaturata ai liguri, ai quali navigare semper necesse fuit, ma anche simbologie classiche e letterarie (miti) e cristiane (santi, e in seguito pastori di Natale) con ovvie valenze protrettiche. Ogni casata di ceramisti via via s’ideò un “marchio” distintivo per comunicare adeguatamente il proprio brand, che sempre più si posizionava su oggetti di squisita fattura, ambìti dalle nobiltà: per i Grosso poté essere su concessione del Senato di Genova la lanterna (le cui prime notizie risalgono al XII secolo), per i Conrado (Melchiorre, Bernardo…) fu la corona regale, e per altri ora croci, ora asterischi, stelle, chiesine, fortezze, uccelli, soli, pesci&#8230;<br />
Il <strong>Museo diocesano nel centro storico di Albenga</strong> (presso la sede vescovile) custodisce anche recuperi d’esemplari di quest’epoca.<br />
Ma nel XVIII secolo l’azzurro risultò via via in declino, dentro una produzione che andava concentrandosi su semplici boccali, brocche…, oggetti della quotidianità famigliare in uso dentro le case (e ieri come oggi da fiere di paese), tuttora presenti nella raccolta del <strong>Museo “Manlio Trucco”</strong> (1) di Albisola Superiore (<a title="ceramica albisolese" href="https://app.laterradimezzo.cloud/museo-trucco.html#topRow" target="_blank">https://app.laterradimezzo.cloud/museo-trucco.html#topRow</a>). Stava difatti per affermarsi il nuovo colore rosa manganese.<br />
L’area delle Albisole è ricca di palazzi patrizi. Tra le opere figurative in <strong>Villa Gavotti</strong> (forse casa natale del futuro Papa Giulio II) meritano un cenno particolare gli affreschi che Andrea Levantino dipinse nelle strombature delle porte. All’illustre ceramista albisolese (formatosi dai savonesi Chiodo) si deve il disegno delle maioliche dei pavimenti di alcuni ambienti ed il rivestimento, sempre in ceramica, all’interno dei caminetti. Anche <strong>Villa Faraggiana</strong> ha magnifiche maioliche alle pareti e ai pavimenti, ennesimo segno di ciò a cui i Durazzo volevano elevare tale dimora.<br />
Nel XIX secolo la manifattura del dinamico Bartolomeo Seirullo (casata di maiolicai attivi sin dal 1539) introdusse poi il bruno chiaro caramello e la terraglia nera (si consulti ad es. APM, 2, 1998, p. 188). Non poche stoviglie del tempo ormai venivano esportate oltre oceano, e fecero la propria comparsa anche il pentolame (“<strong>pignatte</strong>”) da fuoco, prodotto soltanto dai grandi laboratori e richiestissimo dalla ristorazione, e i piatti bianchi di ceramica, seriali ma molto eleganti. Ne iniziava il collezionismo, tuttora in voga.<br />
Negli anni ’20 del XX secolo la ceramica albisolese “approdò” anche ai migliori transatlantici italiani sia in forma di decorazioni sia di servizi da tavola.<br />
Col <strong>Futurismo</strong> (unica vera avanguardia artistica italiana d’un qualche rilievo) le Albisole videro all’opera artisti come <strong>Tullio Mazzotti</strong> (Tullio d&#8217;Albisola), autore nel 1938 &#8211; con Marinetti – del “Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica” (2), cui seguirono maestri di generi talora assai diversi, Manlio Trucco, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Arturo Martini, Eliseo Salino, Mario Gambetta, Aurelio Caminati, Emilio Scanavino&#8230;, alimentando stagioni fecondissime. E nel 1954 Enrico Baj e <strong>Asger Jorn</strong> (di cui nel 2014 è stata meritoriamente recuperata al turismo culturale la casa-museo sulla collina di Bruciati) avviarono incontri internazionali presso le “Ceramiche Mazzotti”, ovvero lo splendido edificio anni ’30 progettato dal genio bulgaro <strong>Nicolaj Diulgheroff</strong> quasi sulla riva del torrente Sansobbia (l’edificio tuttora è centro espositivo e di ricerca).<br />
Un mito – arricchito da concorsi, convegni con relativi Atti (3) e festival &#8211; andava sempre più consolidandosi.<br />
(1) progettato nel 1928 dall’architetto genovese <strong>Mario Labò</strong>, sull’Aurelia (corso Ferrari), l’edificio fu inizialmente abitazione-atelier di Manlio Trucco (Genova 1884 – Albisola 1974), suo lo stile ceramico definito “Albisola 1925”. Trucco fu sodale a Parigi di Modigliani, Severini, Jacob. Ospitò, nella mitica fornace la “Fenice”, Arturo Martini e Francesco Messina (si consulti ad es. Marino Cassini, “Il mangianuvole”). Il Museo venne inaugurato il 21 maggio 1989 con la mostra “Ceramica in banca”, una collezione di 50 antichità nel patrimonio della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Oggi precedono il percorso espositivo 33 foto scattate nei luoghi della ceramica savonese da uno dei più apprezzati fotografi italiani, il sammargheritese <strong>Gianni Berengo Gardin</strong>. Il Museo custodisce ceramica albisolese dal XV al XIX secolo, maioliche ospedaliere decorate in monocromia azzurra del 1700, terrecotte decorate a taches noires e ingobbiate gialle, pentole (stoviglie nere), figurine/macachi da presepe, Madonne (lascito Francesco Torterolo)&#8230; Nell’atrio-reception un impattante pannello in ceramica del 1936 di <strong>Emanuele Luzzati</strong> (Genova, 1921-2007) raffigura “La scoperta dell’America”. Nel giardino, tra le sculture dell&#8217;albisolese <strong>Antonio Siri</strong>, dono della famiglia (ma è sua anche la “luna sul mare” del pannello 19 in <strong>Passeggiata degli artisti</strong>), viceversa campeggia dal 2012 l’imponente “Battaglia” di <strong>Agenore Fabbri</strong>, eseguita nel 1948 ad altorilievo ceramico nella Fabbrica Mazzotti e, in precedenza, già esposta nell&#8217;atrio del cinema “Astor” di Savona. Infine, due sale al piano superiore propongono i <strong>reperti archeologici di epoca romana</strong>, la cosiddetta “raccolta Schiappapietra” (<a title="ceramica albisolese" href="file:///C:/Users/welcome/Downloads/AD_Presentazione.pdf" target="_blank">file:///C:/Users/welcome/Downloads/AD_Presentazione.pdf</a>).<br />
(2) pubblicato il 7 settembre 1938. Il capostipite dei Mazzotti ceramisti, il vasaio varazzino Giuseppe “Bausin” Mazzotti, operava nell’antico borgo di <strong>Pozzo Garitta</strong>, in Albissola Marina, che divenne via via luogo d’incontro per grandi artisti (Bianco d’Albisola e Umberto Ghersi vi s’insediarono nel 1937). Nel luogo, già dalla prima metà del XVII secolo produceva una fabbrica di ceramica (Salamone). Appartengono verosimilmente a questa fornace i resti di “mûë” (porzioni di muro con mattoni sporgenti per l’essicazione della terra) ancora evidenti nel lato a settentrione dell’edificio centrale sulla piazza. E’ tuttavia dei primi del XIX secolo la fornace recuperata e aperta al pubblico durante le esposizioni, e sede del “Circolo degli Artisti”. Presso Pozzo Garitta, luogo quanto mai suggestivo, oggi si possono anche officiare matrimoni. Quanto a Tullio Mazzotti, era il secondogenito di “Bausin”, la sua vita artistica è stata ritratta da numerosi saggisti, si segnalano in particolare <strong>Enrico Crispolti </strong>e<strong> Danilo Presotto</strong> (<a title="ceramica albisolese" href="https://www.treccani.it/enciclopedia/tullio-mazzotti_(Dizionario-Biografico)/" target="_blank">https://www.treccani.it/enciclopedia/tullio-mazzotti_(Dizionario-Biografico)/</a>)<br />
(3) <a title="ceramica albisolese" href="https://www.insegnadelgiglio.it/categoria-prodotto/serie/atti-albisola/" target="_blank">https://www.insegnadelgiglio.it/categoria-prodotto/serie/atti-albisola/</a><br />
<strong>Umberto Curti</strong></p>
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		<title>Caterinette</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 20:35:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Le caterinette sono dolci fritti di Cosio d’Arroscia (IM), a base patate e lavanda. Ligucibario® abbina loro anzitutto una coppa di fresco Moscato. Un bel pretesto per visitare il borgo dove nel 1957 il danese Jorn ed altri artisti fondarono il Situazionismo&#8230; Umberto Curti L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e ...<a class="post-readmore" href="https://www.ligucibario.com/alfabeto_del_gusto/caterinette/">leggi tutto</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le caterinette sono dolci fritti di Cosio d’Arroscia (IM), a base patate e lavanda. Ligucibario® abbina loro anzitutto una coppa di fresco Moscato. Un bel pretesto per visitare il borgo dove nel 1957 il danese Jorn ed altri artisti fondarono il Situazionismo&#8230;<br />
<strong>Umberto Curti<br />
</strong></p>
<p>L’alfabeto del gusto di Ligucibario® è la più ampia, completa e autorevole “banca dati” dell’enogastronomia ligure. Circa 1.500 voci che Umberto Curti in decenni di lavoro ha redatto e poi aggregato online per tutelare e promuovere le tradizioni regionali. Liberamente fruibile, “oggetto d’innumerevoli tentativi d’imitazione”, conta migliaia di follower e da sempre non contiene alcuna pubblicità. Iscriviti alla newsletter cliccando in homepage il simbolo della busta, e ogni settimana riceverai gratuitamente i nuovi contenuti…</p>
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